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Gemonio dedica una targa a Giuseppe Di Matteo: “Legalità significa rispettare le regole nella vita di ogni giorno”

Il cippo sul piazzale delle scuole medie. Lo svelamento conclude un percorso effettuato nell'ultimo anno da studenti e insegnanti. Il viceprefetto Giacomino: «Un segno che ci aiuta a orientarci nel presente»

Gemonio, una targa in memoria di Giuseppe Di Matteo alle scuole medie

Nel segno della legalità, nel nome di chi – giovanissimo e innocente – è stato sacrificato agli interessi della malavita. Gemonio ha svelato questa mattina – giovedì 23 aprile – una targa dedicata a Giuseppe Di Matteo. Il ragazzino, figlio di un pentito di mafia, prima rapito e poi ucciso trent’anni fa (con il suo corpo sciolto nell’acido) da alcuni esponenti di primo piano di Cosa Nostra – a partire da Giovanni Brusca – poi condannati per il delitto.

La targa è stata posizionata nel piazzale delle scuole medie “Dante Alighieri”, che fa parte di un’area vissuta quotidianamente da decine di bambini, ragazzi e giovani: nei pressi ci sono infatti anche le scuole elementari “Curti”, la palestra e il campo sportivo comunali e il nuovo asilo nido pubblico che sta per essere completato.

Al taglio del nastro, oltre al sindaco Samuel Lucchini e alla dirigente scolastica Caterina Pipitone, ha partecipato anche il viceprefetto Michele Giacomino che prima ha voluto visitare, in forma privata, l’antica chiesa romanica di San Pietro. «Quello di oggi è un evento importante sia sotto il profilo sociale sia della memoria, con particolare riferimento ai termini della legalità. Quello di Giuseppe Di Matteo è stato uno degli episodi più tristi della già triste storia della criminalità organizzata: un ragazzino che aveva davanti tutta una vita, con le sue passioni, che è stata stroncata in modo orrendo. Questa targa è un po’ come le pietre di inciampo: ricordano quello che è avvenuto nel passato e ci aiutano a orientarci per vivere nel presente».

«Per quanto ci riguarda, per quanto riguarda i più giovani – prosegue il dottor Giacomino – legalità significa rispetto delle regole nella vita di tutti i giorni. Parlo di rispettare il codice della strada piuttosto che aiutare il compagno in difficoltà: regole quindi che non sono solo “normative”, ma che comprendono il comportamento, la buona socialità. Regole che devono eh essere inculcate sin da piccoli, da giovani, da ragazzi per un futuro socialmente migliore».

«I nostri ragazzi – spiega il sindaco Samuel Lucchini – pongono il tema della legalità come riflessione. Hanno fatto un percorso lungo un anno che ha toccato sia i ragazzi delle medie sia quelli degli ultimi anni delle elementari. Siamo partiti lo scorso anno con la visita a Cocquio di don Maurizio Patriciello che spiegò agli studenti la figura di Giuseppe Di Matteo, ora concludiamo il percorso insieme ai docenti con cui è stato deciso di dedicare il piazzale delle medie proprio a quel ragazzo. La legalità parte dai nostri ragazzi e questo ci deve fare riflettere».

«Per noi è un orgoglio che questo giardino sia dedicato a una giovane vittima innocente della criminalità come Giuseppe Di Matteo – ha aggiunto la dirigente scolastica Caterina Pipitone – L’augurio (ha proseguito rivolta a ragazze e ragazzi) è che quando giocherete qui, possiate rivolgere a lui un pensiero».

La cerimonia di svelamento del cippo è stata accompagnata dalle letture di alcuni brani tratti dal libro “Il giudice e il bambino” di Dario Levantino: studentesse e studenti hanno inoltre formato la scritta “Uniti contro la mafia” oltre a sollevare cartelli e scritte realizzate in ambito scolastico per ricordare il sacrificio di Giuseppe Di Matteo. Rapito e torturato proprio quando aveva l’età dei giovani protagonisti della mattinata gemoniese.

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Pubblicato il 23 Aprile 2026
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