Alla scoperta del pesce siluro per proteggere fiumi e laghi: l’esperienza degli studenti di Gemonio, Cocquio e Cittiglio
Ragazze e ragazzi dell'istituto comprensivo "Curti" hanno preso parte al progetto "Life Predators" con lezioni teoriche, analisi di laboratorio e un'uscita sul Viganella con strumenti professionali
Studiare bene una specie invasiva, il pesce siluro, per imparare a conoscere bene gli ecosistemi acquatici e, quindi, proteggerli e preservarli per il futuro. È stato questo l’obiettivo del progetto intitolato “Life Predator” cui hanno preso parte gli alunni dell’Istituto comprensivo “Edoardo Curti” di Gemonio impegnati in una serie di attività sia teoriche sia pratiche, in aula ma anche direttamente sul fiume.
L’iniziativa coordinata dal CNR-Irsa di Pallanza, ha coinvolto le classi della scuola secondaria dei plessi di Gemonio, Cittiglio e Cocquio Trevisago oltre 3a, 4a e 5a della primaria di Cittiglio. “Life Predator” è attivo dal 2022 ed è nato per contrastare la diffusione del siluro (Silurus glanis), una specie invasiva che rappresenta una minaccia per gli ecosistemi acquatici dei laghi e dei fiumi dell’Europa meridionale, compresi ovviamente quelli del Varesotto.
A guidare gli studenti sono stati i biologi della società Graia, specializzata in ecologia acquatica, che hanno illustrato il funzionamento degli ambienti lacustri e fluviali e i problemi legati alla presenza delle specie aliene. Dopo una prima parte teorica in aula, gli studenti hanno partecipato a un laboratorio di anatomia del pesce, osservando da vicino le caratteristiche del siluro e analizzandone un esemplare. Per i ragazzi della scuola secondaria l’esperienza è poi proseguita all’aperto, lungo il torrente Viganella, dove hanno effettuato attività di campionamento dei macroinvertebrati acquatici utilizzando strumenti professionali messi a disposizione dal team di biologi.
I campioni raccolti sono stati successivamente osservati e classificati con l’aiuto di microscopi digitali e specifiche chiavi di riconoscimento. Un lavoro che ha permesso agli studenti di comprendere come questi piccoli organismi siano preziosi indicatori della qualità delle acque: la loro presenza, infatti, fornisce informazioni sul livello di salute dell’ecosistema e sull’eventuale presenza di fenomeni di inquinamento o alterazione ambientale.
L’attività sul campo (che si è svolta nel giardino antistante il Museo Salvini, dove il Viganella fa da confine tra i territori di Gemonio e Cocquio Trevisago) si è rivelata la più apprezzata dagli alunni, che hanno avuto l’opportunità di sperimentare in prima persona il lavoro dei ricercatori e di acquisire maggiore consapevolezza sull’importanza della tutela della biodiversità.










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