Cassano Valcuvia trasformata in un laboratorio di creatività con il festival LAIVin Plus
Dal 26 al 28 maggio il festival ha portato nel piccolo centro della Valcuvia circa 300 studenti provenienti da undici istituti superiori della Lombardia occidentale e del Piemonte
Per tre giorni Cassano Valcuvia è diventata il cuore pulsante della creatività giovanile. Dal 26 al 28 maggio il festival LAIVin Plus ha portato nel piccolo centro della Valcuvia circa 300 studenti provenienti da undici istituti superiori della Lombardia occidentale e del Piemonte orientale, coinvolgendoli in spettacoli, laboratori, incontri e attività diffuse sul territorio.
L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso che durante l’anno scolastico ha visto ragazze e ragazzi impegnati in progetti teatrali, musicali e performativi all’interno delle proprie scuole. Un’esperienza che da vent’anni dimostra come le arti possano diventare strumenti di crescita, inclusione e partecipazione. «Il teatro permette ai ragazzi di scoprire aspetti di sé che spesso rimangono nascosti nella quotidianità scolastica», hanno sottolineato gli organizzatori nel corso del festival, evidenziando come l’obiettivo non sia solo quello di mettere in scena uno spettacolo, ma soprattutto creare occasioni di incontro e confronto.
L’apertura nel segno dell’inclusione
Fin dalla prima giornata il festival ha lanciato un messaggio chiaro. Ad aprire il programma è stato infatti “Aladin”, spettacolo interpretato dai giovani migranti della Comunità Mappamondo, realtà che accoglie minori stranieri non accompagnati. Una scelta simbolica e significativa che ha posto al centro temi come l’integrazione, l’accoglienza e il valore delle differenze. Attorno agli spettacoli si sono sviluppati laboratori, percorsi artistici e momenti di condivisione che hanno coinvolto studenti e pubblico in un dialogo continuo. Il festival ha così confermato la propria vocazione a essere non solo una rassegna teatrale, ma uno spazio in cui le storie personali diventano patrimonio collettivo e occasione di riflessione.
Il teatro come luogo dove trovare la propria voce
La seconda giornata è stata caratterizzata dall’entusiasmo degli studenti, veri protagonisti della manifestazione. Tra prove, spettacoli, attività all’aperto e momenti di confronto, i ragazzi hanno raccontato quanto l’esperienza teatrale abbia inciso sul loro percorso personale. «Qui possiamo esprimerci», hanno spiegato alcuni studenti, sintetizzando il senso di un progetto che offre ai giovani uno spazio libero in cui sperimentare linguaggi diversi e costruire relazioni autentiche. Molti hanno raccontato come il teatro li abbia aiutati a superare timidezze e insicurezze, mentre altri hanno evidenziato l’importanza del lavoro di gruppo e dell’ascolto reciproco. Non sono mancati momenti dedicati alla scoperta del territorio, come le passeggiate lungo i sentieri e le trincee della Linea Cadorna, che hanno permesso ai partecipanti di intrecciare esperienza artistica e conoscenza dei luoghi.
Tre giorni per costruire relazioni
Uno degli aspetti più significativi del festival è stata la capacità di creare connessioni tra ragazzi provenienti da scuole e territori differenti. Durante le attività, gli studenti hanno avuto l’opportunità di conoscersi, confrontarsi e lavorare insieme, superando le distanze geografiche e le differenze di provenienza. Il valore dell’esperienza è emerso soprattutto nei momenti informali, nei laboratori condivisi e nelle occasioni di confronto che hanno accompagnato l’intero programma. «Quello che resta non è soltanto lo spettacolo finale, ma tutto il percorso fatto insieme», hanno ricordato gli educatori coinvolti nel progetto, sottolineando come la dimensione relazionale rappresenti uno degli elementi più preziosi dell’iniziativa.
Un bilancio che guarda al futuro
La giornata conclusiva ha lasciato in eredità immagini, emozioni e nuove consapevolezze. Dopo tre giorni intensi, il bilancio del festival è quello di una comunità temporanea costruita attraverso il linguaggio dell’arte e della partecipazione. Gli spettacoli hanno mostrato il talento e l’impegno dei ragazzi, ma soprattutto la loro capacità di affrontare temi complessi attraverso il teatro, la musica e la creatività. Un risultato che conferma la forza di un progetto capace di mettere al centro le giovani generazioni, offrendo loro strumenti per raccontarsi e per leggere il mondo che li circonda. Cassano Valcuvia ha così rinnovato il proprio ruolo di luogo d’incontro e di sperimentazione culturale, accogliendo centinaia di studenti e trasformandosi per tre giorni in una piccola capitale della creatività giovanile. Un festival che ha dimostrato ancora una volta come il teatro possa essere molto più di una rappresentazione: un’occasione di crescita, di ascolto e di cittadinanza attiva.











Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.