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Dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto centomila euro per restaurare una dozzina di opere d’arte

Gli interventi sono eterogeni sia per periodo storico che per tipo di manufatto. Il prossimo anno in autunno sarà allestita una mostra al Castello di Masnago

fondazione comunitaria

( nella foto l’”eterno padre in Gloria” di Gaudenzio Ferrari  a Saronno)

Quadri, ma anche statue lignee, stendardi e perfino fossili: sono i tesori nascosti del nostro territorio che, grazie a un bando di Fondazione Comunitaria, non solo saranno restaurati, ma saranno protagonisti di una mostra allestita a Varese nell’autunno prossimo.

È questo, in sintesi, l’esito del bando “tesori nascosti”: grazie ai 100mila euro stanziati sono finanziati una dozzina di progetti che interessano diversi manufatti legati all’arte sacra, ma non solo. «L’obiettivo del nostro intervento – spiega Maurizio Ampollini presidente di Fondazione Comunitaria – non era solo quello di recuperare le opere attraverso il restauro, ma di favorirne la promozione e la fruizione attraverso una mostra e delle azioni specifiche che saranno messe in campo dai beneficiari dei contributi. In questo modo restituiamo alle comunità la possibilità di godere dei tesori presenti sul territorio. Un grazie particolare per quanto fatto lo dobbiamo ai Musei Civici di Varese, ma anche alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi. Tutti attori con i quali nei prossimi mesi proseguirà il nostro lavoro al fine di arrivare all’allestimento di una mostra al Castello di Masnago».

Le opere saranno oggetto di interventi di restauro altamente professionali corredati dalla produzione di schede e materiali di studio sulle opere stesse, al fine di agevolarne anche in futuro la fruizione. Gli interventi sono eterogeni sia per periodo storico che per tipo di manufatto e riguardano un po’ tutto il territorio della nostra provincia, a dimostrazione della ricchezza del patrimonio artistico conservato spesso in maniera non ottimale e poco conosciuto al pubblico. Per tutti i progetti è stata prevista la “clausola mecenate” ovvero la possibilità di ottenere il raddoppio del contributo da parte di Fcva nel caso in cui si riesca a raccogliere una consistente somma di donazioni scaturite dalla alleanza con uno o più mecenate.

L’obiettivo di questa sfida è quello di incentivare la creazione di una relazione proficua con i mecenati del territorio, attraverso un’alleanza creativa con i progetti che sappia cogliere le sfide del bando e costruire insieme un maggiore benessere per la collettività.

Ecco nel dettaglio le opere

Ad Arsago Seprio sarà restaurato un crocefisso ligneo intagliato a tutto tondo, dorato e policromo ora conservato presso la Sacrestia della Chiesa Parrocchiale;
a Cassano Magnago il restauro riguarderà lo stendardo processionale di San Giulio del 1898;
a Golasecca ci si prenderà cura della statua lignea del Cristo del Lazzaretto;
al Collegio Rotondi di Gorla Minore l’intervento avrà come oggetto un dipinto su tela raffigurante San Tommaso d’Aquino;
presso la Parrocchia S. Giacomo e Filippo a Venegono sarà recuperata una Statua lignea Madonna con Bambino della seconda metà del ‘700;
intervento restaurativo anche per due dipinti a olio su tavola del pittore Callisto Piazza (secolo XVI) conservati nella Parrocchia Natività di S. Maria vergine di Azzate;
a Porto Valtravaglia saranno restaurati un Crocifisso ligneo del XIX secolo e la copertura, sempre lignea, del fonte battesimale;
a Castello Cabiaglio il restauro riguarderà quattro reliquiari seicenteschi in legno, antropomorfi decorati e dorati;
a Gallarate si interverrà su di arazzo settecentesco raffigurante il patrono San Cristoforo e su di uno stendardo con la circoncisione di Gesù;
a Saronno l’intervento riguarderà l’”eterno padre in Gloria” di Gaudenzio Ferrari (1536);
a Varese nuova luce per Santa Lucia, dipinto ospitato presso la Chiesta di Santo Stefano a Velate.

Tra i tesori nascosti ci sono anche tre importati reperti paleontologici – i fossili di due ittiosauri e di un pesce databili al periodo del Triassico Medio – conservati presso il Museo civico dei Fossili di Besano.

Tutte queste opere, una volta restaurate, faranno parte di una mostra organizzata al Castello di Masnago per l’autunno 2022: sarà poi cura dei singoli soggetti che hanno avuto il finanziamento proporre ulteriori momenti di promozione e di visibilità, attraverso iniziative ad hoc, al fine di rendere le opere visibili al più ampio pubblico possibile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 Ottobre 2021
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