Alla Don Milani di Vergiate inaugurato il murale voluto dal Consiglio comunale dei ragazzi
Presenti l artiste Lia Adornato e Monica Fiordalisi che hanno raccontato il lavoro svolto per tradurre in immagini i pensieri e i valori espressi dagli studenti
È stato inaugurato questa mattina, sabato 11 luglio, all’Istituto Don Milani di Vergiate il nuovo murale nato da una proposta del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze. La cerimonia si è svolta alle 11 alla presenza degli studenti, dei docenti, degli amministratori e dei cittadini.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Daniele Parrino, l’assessore all’Istruzione e alle Politiche giovanili Stefania Gentile ha ripercorso le tappe del progetto, sottolineando il valore dell’iniziativa come esperienza concreta di cittadinanza attiva.
«Oggi non inauguriamo semplicemente un muro dipinto. Festeggiamo il traguardo di un viaggio fatto di passaggi, attese e scelte concrete», ha spiegato Gentile, ringraziando le ragazze e i ragazzi del precedente Consiglio comunale, capaci di raccogliere le richieste dei compagni, confrontarsi con le istituzioni e seguire l’iter necessario per trasformare un’idea in realtà.
A prendere la parola sono stati poi l’ex sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi Sebastiano, insieme alle consigliere Giada e Doha. A loro si è aggiunta l’attuale sindaca del CCRR, Benedetta. Prima del taglio del nastro, le artiste Lia Adornato e Monica Fiordalisi hanno raccontato il lavoro svolto per tradurre in immagini i pensieri e i valori espressi dagli studenti.
Il murale è dedicato a don Lorenzo Milani, al quale è intitolata la scuola secondaria, e richiama il valore di una scuola capace di accogliere e non lasciare indietro nessuno. Tra le frasi scelte compare anche il celebre “I care”, il motto di Barbiana che significa “mi importa” e “mi sta a cuore”.
«Questo murale deve essere un promemoria per i ragazzi, ma anche un esame di coscienza continuo per noi adulti – ha aggiunto l’assessore – Deve portarci a chiederci se ci importa davvero dei nostri giovani e se stiamo facendo abbastanza per non perdere nessuno».
L’opera diventa così non solo un elemento di bellezza all’interno della scuola, ma anche un manifesto di inclusione, cura e pace. «Laddove la guerra distrugge, l’arte crea. Laddove la violenza divide, la bellezza unisce e comunica», ha concluso Gentile.










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.