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Tragedia alla foce del Tresa: muore a 17 anni Ibrahim Hamada Mansour, inutili i soccorsi dei sommozzatori

Il giovane egiziano, ospite di una struttura della Valcuvia per minori stranieri non accompagnati, è annegato giovedì sera nelle acque del Verbano a Germignaga. Il sindaco Fazio: "Era un ragazzo. Solo un ragazzo. Oggi piangiamo con chi gli ha voluto bene"

Generico 27 Jul 2026

Si chiamava Ibrahim Hamada Mansour, era nato nel 2008, aveva nazionalità egiziana e viveva in una struttura della Valcuvia per minori stranieri non accompagnati il diciassettenne morto nella serata di giovedì alla foce del Tresa, a Germignaga.

Il giovane ha perso la vita in uno dei punti più delicati del Verbano, dove il fiume incontra il lago, una zona che negli anni è stata teatro di altri episodi drammatici. Un tratto che presenta diverse insidie anche in questo periodo di magra del lago e con una portata ridotta del corso d’acqua: la corrente interna del Tresa può infatti rivelarsi pericolosa.

Secondo quanto ricostruito, il ragazzo si è tuffato senza più riuscire a riemergere. Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno coinvolto anche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Milano, arrivati in elicottero, oltre ai carabinieri della Stazione di Luino. Il corpo del giovane è stato individuato al largo della foce, a circa quattro metri di profondità.

Troppo il tempo trascorso sott’acqua. Quando Ibrahim è stato riportato in superficie, i soccorritori hanno immediatamente avviato le manovre di rianimazione, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Il cuore del ragazzo era ormai fermo e la constatazione del decesso è arrivata intorno alle 22 al pronto soccorso di Luino.

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Una tragedia che ha suscitato dolore nella comunità, ma che, come purtroppo accade in questi casi, è stata accompagnata anche da alcuni commenti irrispettosi comparsi sui social network. Parole che hanno suscitato la reazione del sindaco di Germignaga Marco Fazio, che ha affidato a Facebook il proprio sfogo.

«Viviamo nell’epoca del commento. Su tutto ci si sente in diritto – per alcuni addirittura in dovere – di commentare. E tante, troppe volte, il commento è l’ennesima occasione per sputare sentenze e odio», ha scritto il primo cittadino. «Questa sera Germignaga ha vissuto, purtroppo nuovamente, la tragedia di un annegamento, nel solito, maledetto punto».

Fazio ha raccontato il dolore vissuto sul luogo della tragedia: «Andando sul posto con lo strazio nel cuore, ho dovuto vedere le lacrime, sentire i gemiti di chi è rimasto. Se li avessero sentiti o visti tutte le persone che ne hanno scritto, tutti i commenti, ne sono certo, avrebbero lasciato spazio a quello che serve ora, che è silenzio e compassione. O perlomeno, lo spero».

Il sindaco ha poi richiamato al rispetto per la giovane vittima: «L’imprudenza o la non conoscenza dei luoghi, la provenienza di chi muore, non possono giustificare certe parole. Era un ragazzo. Solo un ragazzo. E oggi piangiamo con i suoi compagni, con chi gli ha voluto bene».

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Pubblicato il 31 Luglio 2026
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