Il ‘Dalla’ raccontato dai suoi studenti: “Una scuola con tante proposte e un bel clima. Molto più di quello che si dice”
Ospiti della trasmissione radiofonica "Che scuola fai?", Alessandro Fiorini, Riccardo Marcaletti, Simone Coiutti e Virginia Consalter hanno raccontato la scuola che frequentano smentendo anche alcuni pregiudizi
Si fanno chiamare con orgoglio “quelli del Dalla”. Alessandro Fiorini, Riccardo Marcaletti, Simone Coiutti e Virginia Consalter sono stati ospiti della trasmissione radiofonica Che scuola fai?, portando in studio il volto giovane e dinamico dell’Istituto superiore Carlo Alberto Dalla Chiesa di Sesto Calende.
Un’offerta formativa ampia e articolata, che spazia dal liceo scientifico – tradizionale, sportivo e quadriennale – alle scienze umane, dal tecnico economico (amministrazione, finanza e marketing e relazioni internazionali) al turistico, fino agli indirizzi professionali come manutenzione ed elettronica. «Ci sono quasi tutti i percorsi possibili», spiegano i ragazzi, sottolineando la possibilità, in alcuni casi, di orientare la scelta anche nel corso del triennio.
Virginia frequenta il turistico, Simone è al quinto anno del liceo delle scienze umane, Alessandro allo scientifico, mentre Riccardo ha sperimentato più indirizzi restando sempre all’interno dell’istituto. Un segno, questo, di una scuola capace di offrire alternative e accompagnare i cambiamenti.
Non manca il tema dei pregiudizi. «Fuori dal Dalla se ne parla spesso in modo negativo», raccontano. «C’è chi lo definisce un posto di “lazzaroni”. Ma è una descrizione lontana dalla realtà». All’interno, spiegano, si respira un clima collaborativo, con docenti attenti e numerose attività extracurricolari: teatro, scacchi, giornalino, progetti sportivi e la partecipazione alla Varese School Cup, dove la squadra di cheerleader ha conquistato il primo posto.
La scuola, raccontano, è anche uno spazio di socialità: la palestra, il bar interno, le aree relax diventano luoghi di incontro e confronto. E tra le iniziative più sentite ci sono le felpe d’istituto, progettate dai rappresentanti degli studenti, insieme a interventi concreti come il ripristino delle porte dei bagni e l’installazione degli specchi, segno di un dialogo diretto con la dirigenza.
Importanti anche le esperienze all’estero: scambi culturali a Siviglia e soggiorni studio in Irlanda, oltre ai percorsi di alternanza scuola-lavoro, che per qualcuno hanno rappresentato un primo vero contatto con il mondo professionale.
Guardando al futuro, le strade si dividono: c’è chi ha già scelto l’università – tra moda, ingegneria e percorsi internazionali – e chi valuta un anno sabbatico per fare esperienza lavorativa. «L’obiettivo? Realizzarsi», sintetizzano con spontaneità.
Dal racconto emerge un istituto vivo, in movimento, lontano dagli stereotipi. «Una scuola che rifaremmo», dicono, «perché una volta dentro è tutta un’altra storia».









