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La città dove non succede mai niente

Un sogno, una discussione impossibile e una scoperta sorprendente
 in un normalissimo sabato sera d'ottobre

cortile centro storico varese

Stanotte ho fatto un sogno stranissimo. Ero seduto a un tavolo con una decina di persone che sembravano non avere assolutamente nulla in comune. Non capivo come fossero finite insieme, e soprattutto perché continuassero a parlare, visto che nessuna sembrava interessata ad ascoltare le altre. Discutevano della loro città ideale. Più precisamente, di che cosa avrebbero voluto fare un sabato sera. «Io vorrei salire su una montagna e guardare Saturno attraverso un telescopio», diceva un signore con l’aria dello scienziato. «Magari dopo aver ascoltato una bella storia su Galileo».

«Che noia!», lo interrompeva una signora. «Io voglio il teatro. Ma qualcosa di nuovo, di imprevedibile. Attori che inventano una storia davanti ai miei occhi».
«Basta che non sia una delle solite commedie», protestava un giovane che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio. «Con tutto quello che succede nel mondo, io vorrei incontrare qualcuno che abbia visto la guerra davvero. Un giornalista, un fotografo. Parlare di Sarajevo, di Srebrenica, delle cose che continuiamo a dimenticare». «Ma possibile che dobbiamo sempre parlare di guerre?», sbottava un altro. «Io voglio divertirmi. Del buon jazz, magari dello swing. E se qualcuno balla il tip tap, ancora meglio».

«Per me la musica è un’altra cosa», interveniva un anziano signore. «Un organo antico in una piccola chiesa. Senza amplificatori, possibilmente».
Una donna appassionata di storia industriale raccontava che avrebbe pagato per vedere vecchi documentari e fotografie di fabbriche e imprenditori del territorio. Un’altra cercava uno spettacolo capace di parlare della vita e delle nostre scelte. Qualcuno chiedeva semplicemente un bel film. Nel frattempo, un fotografo voleva sapere dove fossero finite le mostre, mentre una coppia si preoccupava dei prezzi. «Perché una città ideale dovrebbe essere anche accessibile. Non possiamo spendere cinquanta euro ogni volta che usciamo».

Il tavolo era ormai diventato una piccola assemblea litigiosa. Chi amava la tradizione detestava la sperimentazione. Chi cercava leggerezza non sopportava l’impegno civile. Qualcuno voleva riflettere, altri soltanto divertirsi. Li guardavo e pensavo che una città capace di soddisfare contemporaneamente tutte quelle persone sarebbe stata davvero straordinaria.

Poi mi è venuto un dubbio. Forse la città ideale non è quella dove tutti trovano qualcosa su cui essere d’accordo. È quella dove ciascuno può trovare qualcosa che gli piace, anche se agli altri non piace affatto.

Mi sono svegliato. Ho cominciato a cercare cosa si potesse fare sabato 17 ottobre 2026 in una città qualsiasi, in una normale serata d’autunno. Un concerto jazz. Un altro di swing. Un organo antico. Uno spettacolo teatrale improvvisato. Galileo e i telescopi. La storia di un birrificio. Un incontro sulla guerra nei Balcani. Il cinema. Un festival di fotografia in corso proprio in quei giorni. C’erano persino appuntamenti gratuiti, accanto a spettacoli decisamente più costosi.

Ho guardato meglio. La città del mio sogno esisteva davvero. Era Varese. O, per essere precisi, Varese e il territorio che la circonda. E allora ho ripensato a quella frase che tutti abbiamo ascoltato, e forse pronunciato, almeno una volta. «A Varese non succede mai niente». Curioso. Le associazioni organizzano, gli artisti si esibiscono, i volontari lavorano, i giornali raccontano. Eppure tutti questi frammenti non sempre riescono a diventare, nella nostra percezione, l’immagine di una città culturalmente viva.

Forse Varese è una città diversamente culturale. Non perché abbia una cultura minore. Ma perché sembra avere qualche difficoltà a riconoscere quella che possiede. Una città che si lamenta del silenzio mentre, tutto intorno, qualcuno suona, recita, inventa, racconta, studia, fotografa, ricorda. Forse, prima di chiedere che succeda qualcosa di nuovo, dovremmo cominciare ad accorgerci di quello che sta già succedendo.

Non era un sogno. Ecco dove andare stasera
Sabato 17 ottobre 2026 — Una selezione degli appuntamenti citati, tra Varese e provincia.

Generico 12 Oct 2026

E per gli amanti della fotografia: a Varese è in corso Insight Foto Festival, dal 16 al 25 ottobre, con circa 40 mostre in 15 sedi. Orari di visita variabili.
Disponibilità dei posti, eventuali prenotazioni e variazioni del programma vanno verificate presso gli organizzatori.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 17 Ottobre 2026
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