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Dopo la frana, il Comune di Formazza chiude il sentiero G41 dai Sabbioni al Città di Busto

Il crollo di materiale roccioso è avvenuto domenica pomeriggio su un sentiero considerato sicuro e molto "battuto" anche perché consente un itinerario circolare tra i rifugi in quota

frana Formazza

Dopo la frana costata la vita a due trentenni novaresi, il Comune di Formazza ha vietato il transito sul sentiero G41 tra il lago dei Sabbioni e il Piano dei Camosci, teatro della tragedia. Un sentiero considerato sicuro, percorso da moltissime persone in estate, su un itinerario battuto perché connette anche due rifugi, il Città di Somma ai Sabbioni e il Città di Busto, consentendo un percorso circolare da Riale fino in quota, in buona parte sopra i 2mila metri. Un fatto che ha colpito molti frequentatori della montagna ossolana, molto amata anche dai lombardi.

Nulla faceva presagire la tragedia vissuta domenica, osservata anche da chi era al Città di Somma. Il rifugio era chiuso ma erano in corso le operazioni di sgombero a fine stagione: il presidente del Cai sommese Luciano Morosi e gli altri presenti hanno sentito il rombo del crollo di materiale roccioso che ha investito la parte intermedia del sentiero, nel punto in cui – dopo una leggera perdita di quota venendo dalla diga del lago dei Sabbioni – inizia la ripida salita verso i 2300 metri del Piano dei Camosci.

Parlando con chi conosce la valle s’ipotizza che il crollo sia stato dovuto alle violente piogge registrate in particolare venerdì sera e che hanno poi lasciato il passo forse al gelo notturno e poi al bel tempo nei due giorni di fine settimana. «In quella zona non c’è ghiaccio, non c’entra nulla lo scioglimento dei ghiacciai. Vien da pensare ad un episodio di frana come ne accadono spesso in montagna» dice Andrea Zanardi, del Cai di Somma.

La sfortuna ha voluto che il crollo avvenisse ad ore di distanza dalle piogge, di giorno, in un momento in cui c’erano escursionisti in transito (altri cinque, oltre alle vittime, sono stati sfiorati dal crollo). E per fortuna con i rifugi chiusi l’afflusso era minore. «Il sentiero è considerato sicuro, solo a inizio stagione, quando c’è ancora neve, sconsigliamo il passaggio per la notevole pendenza».

Quale che sia la causa, per ora appunto il sindaco di Formazza Bruna Piera Papa ha firmato l’ordinanza di interdizione al transito sul sentiero, che sarà resa effettiva con apposita segnaletica. Il tutto viene fatto in vista di più approfondite valutazioni da fare.
Va ricordato che i sentieri – che sono riportati in apposito catasto – sono vie di transito normalmente aperte al pubblico, di competenza dei Comuni anche se segnati e manutenuti dal Club Alpino.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 25 Settembre 2023
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