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Carabiniere di Luino estrae l’arma durante un diverbio: denuncia e pistola sequestrata

Al militare contestata la minaccia “pluri aggravata“. A Varese l’udienza per decidere sull'eventuale dissequestro del revolver. Tutto nato in un locale sul Lago Maggiore forse per alcune foto e qualche parola di troppo

pistola carabinieri

Un carabiniere in servizio presso la Compagnia di Luino è al centro di un’indagine per minaccia aggravata dall’uso dell’arma, sequestrata dai colleghi durante un intervento avvenuto lo scorso agosto.

Martedì mattina, in aula a Varese, davanti al Collegio, è stato discusso il riesame sul sequestro probatorio della pistola: un atto ritenuto legittimo dalla Procura, al quale si oppone la difesa, rappresentata in aula dall’avvocato Bartolomeo Catalano, in sostituzione del collega e difensore di fiducia dell’indagato, l’avvocato Daniele Pizzi.

Al militare, «carabiniere senza macchia alcuna», ha ricordato l’avvocato Catalano durante la discussione, sono state sequestrate la pistola e la fondina che aveva con sé una sera di agosto, quando, nel corso di un diverbio, è accusato di aver estratto l’arma, per poi qualificarsi mostrando il tesserino che attestava la sua appartenenza alla Benemerita.

La pistola, con i sei proiettili inseriti nel tamburo, è stata quindi sottoposta a sequestro probatorio, provvedimento al quale la difesa si è opposta. Sull’esito del procedimento il Collegio si è riservato la decisione in merito alla misura cautelare reale, che riguarda cioè i beni sequestrati, in questo caso l’arma e le relative cartucce.

Il fatto è riconducibile, come detto, all’accusa di minaccia plurima aggravata dall’uso dell’arma, oltre che dalla qualifica di pubblico ufficiale dell’indagato, che attualmente si trova in malattia.

Il carabiniere, trentenne, in servizio alla Compagnia di Luino, è rimasto ferito nella colluttazione con un terzo soggetto con il quale aveva avuto un diverbio.

Quella sera, intorno a Ferragosto, il militare si trovava con un amico in un locale di Porto Valtravaglia, sul Lago Maggiore.

Secondo quanto ricostruito, dopo qualche bicchiere, sarebbe nata una discussione per futili motivi con alcuni avventori del locale, in particolare con una persona che al momento non è stata ancora identificata. Dal diverbio – nato, sembra per alcune foto scattate nel locale – si sarebbe passati al contatto fisico: il carabiniere sarebbe caduto, perdendo il revolver, finito sul pavimento e recuperato dall’amico, che lo avrebbe messo in sicurezza.

A quel punto – continua la ricostruzione fornita dalla parti in aula – il militare si sarebbe qualificato mostrando il tesserino e avrebbe ripreso in mano la propria arma personale legalmente detenuta, rivoltella che, in quanto carabiniere, è autorizzato a portare con sé. Qualcuno ha assistito alla scena e ha chiamato il 112. Sul posto è arrivata una pattuglia dei Carabinieri di Castelveccana, che ha identificato i presenti e raccolto alcune sommarie informazioni testimoniali.

Da qui sono scattati la denuncia e il sequestro dell’arma, oggetto dell’udienza dell’8 settembre. Le indagini, sulle quali sta lavorando la Procura, non sono ancora concluse, anche se determinanti sarebbero potute essere le immagini delle videocamere del locale, che non sono disponibili.
(immagine di repertorio)

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Pubblicato il 08 Settembre 2026

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