“Il Verbano bene comune”: Goletta dei laghi conclude gli appuntamenti ad Angera, che intanto raccoglie 2 tonnellate di rifiuti
La campagna di Legambiente fotografa la situazione dei fiumi e dei torrenti immessi nel bacino: esiti fuori dai limiti per due canali angeresi. L'amministrazione intanto però fa squadra con enti e realtà
Il sistema idrico territoriale richiede una strategia comune e una visione condivisa che superi i confini amministrativi per tutelare l’ecosistema lacustre.

La tappa della Goletta dei laghi, la campagna storica di Legambiente per la salvaguardia dei bacini italiani, si è conclusa per la sponda lombarda ad Angera con la presentazione dei dati scientifici relativi ai campionamenti microbiologici effettuati sul territorio. Il monitoraggio si concentra in modo specifico su fiumi e torrenti che entrano a lago, nel caso di Angera ovviamente del Verbano, considerati tra i punti sensibili per l’apporto di inquinanti, in conformità con la direttiva europea che impone il raggiungimento di una buona qualità ecologica per tutti gli specchi idrici.
I parametri microbiologici analizzati dai tecnici forniscono infatti una base statistica consolidata, frutto di campionamenti ripetuti negli stessi punti nel corso degli anni. La presidente regionale di Legambiente, Barbara Magetto, ha specificato che l’associazione esegue una mappatura complementare rispetto alle verifiche ufficiali. «Noi non consegniamo alcuna patente balneabilità e non siamo l’Ats, ma monitorando sempre gli stessi punti è chiaro che abbiamo anche noi la nostra base statistica» ha spiegato Magetto. La presidente ha ribadito l’importanza di un controllo esteso a tutte le acque immesse nel bacino: «Il concetto alla base è che tutte le acque che finiscono negli specchi d’acqua come i laghi o gli stessi fiumi devono avere un’acqua di buona qualità, non importa se uno ci si bagna o non ci si bagna». Lo studio assume un rilievo ancora maggiore alla luce dei mutamenti climatici e dei periodi di siccità che alterano i flussi e la capacità di diluizione del lago.
L’amministrazione comunale di Angera ha risposto alle sollecitazioni ambientali integrando la campagna con tre punti di prelievo sperimentali aggiuntivi. Gli esiti dei test eseguiti al Rio Fornetto/Nocciola, alla Roggia campeggio e alla Roggia Bruschera, quest’ultima situata al confine con Sesto Calende, hanno evidenziato superamenti dei limiti biologici negli ultimi due canali. Il vicesindaco angerese e assessore all’ambiente Milo Manica ha collegato la qualità ambientale al benessere collettivo secondo il principio di una salute unica. «Salute dell’acqua e salute delle persone sono uniti nel famoso concetto di One health» ha dichiarato Manica, analizzando il contesto idrico locale. «Gli ultimi due sono risultati fuori dai limiti. Era una situazione un po’ particolare perché appunto con la siccità la portata di questi torrenti era veramente molto scarsa, quindi abbiamo il dubbio che questi valori siano un po’ forse sovrastimati». Parallelamente alle analisi, l’attività sul territorio ha compreso quindici eventi di pulizia in tre anni promossi da Plastic Free e da altre associazioni locali, che hanno permesso di raccogliere oltre due tonnellate di rifiuti dalle spiagge e dal lago.
La necessità di una gestione allargata e sovra-provinciale del sistema idrico ha trovato riscontro nelle parole dei rappresentanti istituzionali e dei gestori dei servizi fognari e di depurazione. Il sindaco di Sesto Calende, Elisabetta Giordani, ha richiamato il valore del Patto del Verbano, l’accordo biennale siglato lo scorso 4 giugno nella cornice del palazzo comunale sestese tra Alfa Varese e Acqua Novara.Vco. «Questa sinergia questa visione lungimirante sicuramente farà solo il bene del nostro lago perché unire le competenze unire anche i mezzi, ma unire anche una visione, ci fa davvero camminare tutti nella stessa direzione» ha affermato Giordani.
Il miglioramento complessivo della qualità delle acque passa attraverso gli investimenti strutturali sulle infrastrutture fognarie, mirati a ridurre l’impatto degli scolmatori di piena che si attivano durante le forti piogge. Il rappresentante della società pubblica Alfa, Marco Cavallin, ha descritto l’impegno tecnico per la separazione delle acque bianche piovane, un intervento fondamentale per non sovraccaricare la rete e ottimizzare il lavoro dei depuratori. «Giochiamo tutti la stessa partita: ciascuno con le proprie responsabilità ciascuno, evidentemente, ma sempre la partita la stessa» ha concluso Cavallin, preannunciando l’estensione degli accordi di cooperazione anche al territorio di Como per il Ceresio e il coinvolgimento formale delle autorità svizzere per una salvaguardia unitaria del lago.
Goletta dei Laghi: in Piemonte tanti campioni fuori limiti sul Lago Maggiore, meglio il lago d’Orta










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.