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Nel Luinese nasce il “Percorso della memoria” che racconta di quando ebrei e perseguitati politici cercavano la salvezza in Svizzera

Il progetto promosso da ANPI Luino, Comunità Montana e Comuni del territorio ripercorre i sentieri attraversati durante la guerra da ebrei, perseguitati politici e prigionieri. VareseNews aveva raccontato già nel 2017 la proposta del “ciclista della memoria” Giovanni Bolsi per valorizzare i luoghi delle fughe oltreconfine nel Luinese

Generico 11 May 2026

Il silenzio per giorni nascosti in casa aspettando il momento giusto, poi l’uscita dalle soglie verso la libertà ma al buio, senza fiatare, col cuore in gola per la paura di incontrare una pattuglia; il suono del Tresa con la musica dell’acqua che scorre, note variabili a seconda della stagione, e l’approdo in terra svizzera, nel Canton Ticino che fu rifugio per migliaia di persone durante la dittatura fascista divenuta più cattiva dopo l’8 Settembre, quando le truppe tedesche divennero di occupazione e perseguirono senza quartiere la ricerca di ebrei da avviare alla “soluzione finale“, di disertori italiani che rifiutarono di arruolarsi nelle truppe della Repubblica sociale italiana, o prigionieri di guerra alleati che approfittando del momento anche loro cercarono una via di fuga attraverso queste strade (nella foto, una delle testimonianze raccolte sul posto da Varesenews: nell’immagine una delle prime case sulle rive svizzere del fiume Tresa dove gli ebrei in fuga arrivavano dopo aver oltrepassato il confine di Stato).

Un percorso della salvezza che oggi, ottant’anni dopo, diventa memoria.

Difatti domenica 17 maggio 2026 a Voldomino Superiore sarà inaugurato il “Percorso della memoria – Verso la salvezza 1943-1945”, un itinerario dedicato alla memoria delle persecuzioni razziali e delle vie di fuga verso la Svizzera percorse durante gli anni del nazifascismo da ebrei, perseguitati politici e prigionieri di guerra.

“Rivavén biott”. Quando gli ebrei si salvavano passando il Tresa

L’iniziativa è promossa dalla sezione ANPI di Luino insieme alla Comunità Montana Valli del Verbano e ai Comuni di Luino e Dumenza. La cerimonia prenderà il via alle 9.45 in piazza Piave a Voldomino Superiore, con la presentazione del progetto, i saluti istituzionali e lo scoprimento del cartello che segna l’inizio del percorso. Alle 11.15 è prevista una messa in ricordo delle vittime delle persecuzioni razziali.

Il tracciato ripercorre uno dei sentieri che durante la Seconda guerra mondiale permisero a centinaia di persone di tentare la fuga oltreconfine grazie all’aiuto di guide locali. Un cammino che attraversa il territorio tra Luino e Dumenza e che oggi diventa anche un luogo di memoria civile e storica.

Un progetto nato anni fa

La storia di questo percorso era già stata raccontata da VareseNews nel 2017, quando il progetto era ancora una proposta lanciata dal “ciclista della memoria” Giovanni Bolsi. In quell’occasione Bolosi aveva suggerito la realizzazione di un itinerario lungo il fiume Tresa per ricordare le persecuzioni razziali e le fughe verso la salvezza avvenute in queste zone di confine durante gli anni della guerra.

L’idea nasceva dalla volontà di conservare e trasmettere la memoria di una pagina poco conosciuta della storia locale: quella delle famiglie ebree, dei dissidenti politici e dei militari che cercavano rifugio in Svizzera attraversando boschi e sentieri del Luinese, spesso accompagnati da contrabbandieri e abitanti del posto che rischiavano in prima persona per aiutarli.

Il percorso “Verso la salvezza”

Il nuovo itinerario della memoria prende forma proprio da quella intuizione e si propone oggi come uno strumento di conoscenza storica ma anche di valorizzazione del territorio. Il pannello inaugurale ricorda infatti come su quel percorso transitarono centinaia di cittadini italiani perseguitati dal regime nazifascista.

La partenza simbolica del cammino è fissata alla Casa parrocchiale di don Piero Folli a Voldomino, figura nota per l’aiuto dato ai perseguitati durante la guerra. Il sacerdote luinese fu infatti tra coloro che offrirono sostegno e protezione a chi cercava di raggiungere il confine svizzero.

L’inaugurazione del percorso rappresenta così anche un modo per restituire alla comunità una memoria concreta dei luoghi e delle persone che, in anni difficili, scelsero di aiutare chi era in fuga.

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 13 Maggio 2026
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