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PD, il Varesotto scrive a Zingaretti: “C’è un limite alla responsabilità: si chiama Lega”

Da Sesto Calende a Ternate, cinque esponenti locali scrivono al segretario nazionale: “L’accettazione a cuor leggero di un patto di governo con la Lega potrebbe portare a una spaccatura irrimediabile nel partito”

Nicola Zingaretti

«Caro Zingaretti, c’è un limite alla responsabilità: si chiama Lega». Questo il messaggio che cinque esponenti locali del Partito Democratico hanno rivolto in una lettera aperta al segretario e alla direzione nazionale del partito.

Per Floriana Tollini, Alberto dell’Acqua, Paolo Pedotti, Giorgio Broggi, Giacomo Caielli, Espedito Ruotolo, dopo la crisi di governo innescata da Renzi – per il quale non sono state risparmiate parole al miele – le responsabilità richieste dal presidente Mattarella per la formazione del nuovo governo Draghi devono essere supportate anche da garanzie. Garanzie sui valori fondanti della sinistra, che, secondo i cinque firmati della lettera potrebbero essere messi in discussione in caso di un governo insieme alla Lega.

 Caro Segretario Zingaretti, c’è un limite alla responsabilità: Si chiama Lega. 

Nell’agosto 2019, quando Salvini, a gran voce, invocava pieni poteri, abbiamo scelto di impedire ciò dando vita a un Governo con il Movimento 5 Stelle. 

Oggi il Presidente della Repubblica invita tutte le forze politiche alla “responsabilità” al fine di sciogliere una crisi politica, creata da uno che, a corto di argomenti, evidentemente preso dalla foga di fare sentire la propria presenza, per semplice necessità di rinforzare il proprio ego, non ha addotto motivazioni convincenti per spiegare la strada che ha deciso di percorrere.  

Non possiamo non ascoltare le parole del Presidente Mattarella. Alla Responsabilità, però, c’è un limite: L’eventualità di un Governo appoggiato contemporaneamente sia da noi che dalla Lega. 

La nostra realtà quotidiana, sia di vita “normale” sia di vita “amministrativa”, specialmente in Lombardia, ci porta (o dovrebbe portare) a porci una serie di domande: 

  1. E’ possibile una collaborazione costruttiva su temi concreti con la Lega? Oppure sarebbe costantemente un duro scontro? Anche l’esperienza “dal basso” degli Amministratori locali dovrebbe insegnare, e magari aiutare a trovare una risposta da soli. 
  2. C’è compatibilità di idee, valori e ideali tra la Lega e la Sinistra? Oppure si trovano su posizioni diametralmente opposte? Molti di noi, oltre alla tessera del Partito, hanno in tasca anche quella dell’ANPI con orgoglio e convinzione. 

Possiamo accettare di pagare il prezzo di rinunciare ad alcune nostre idee per contribuire a dare vita al Governo Draghi, in nome della “responsabilità”, ma solo a patto di avere garanzie che il perimetro dei valori fondanti della Sinistra non venga messo in discussione né in tutto, né in parte. Garanzie che riteniamo non potere avere in caso di alleanza di governo comprendente la Lega. 

Il Segretario nazionale tenga presente che una mancata presa di posizione, o, peggio ancora, l’accettazione a cuor leggero di un patto di governo con la Lega, soprattutto nel caso non fosse stato dato il dovuto peso a questi interrogativi, porterebbe a una spaccatura irrimediabile nel Partito. 

P.S. corrisponde al vero che una nota “eminenza grigia” della Lega stia perorando con particolare impegno in un governo Draghi? Se così fosse, non sarebbe comunque una ragione sufficiente per accettare di buon grado e per non rispondere alle legittime e fondate perplessità espresse dalla base. 

Floriana Tollini, Alberto Dell’Acqua, Paolo Pedotti, Giorgio Broggi, Giacomo Caielli, Espedito Ruotolo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 Febbraio 2021
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