Alla scoperta della sponda lombarda del Verbano: dal confine a Brezzo di Bedero
Anche la sponda varesotta del Lago Maggiore, nasconde luoghi ed edifici meritevoli di una visita sia da parte dei turisti sia da chi vive qui. Il primo tratto ha al centro Luino ma parte dalla Svizzera per fermarsi a Brezzo di Bedero
La sponda lombarda del Lago Maggiore, quella considerata “magra” in contrapposizione con la “grassa” piemontese – con i suoi alberghi di lusso e clienti altolocati – nasconde alla vista numerosi luoghi ed edifici che troppo spesso vengono sottovalutati, quando non ignorati. Con questo itinerario in tre puntate proviamo a rivelarvi qualche chicca – ma anche alcuni punti famosi – da visitare al più presto. Magari in questa estate 2026.
Pino Tronzano
Sul cosiddetto “sasso di Pino”, promontorio roccioso che sovrasta il lago, sorge la chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Giuditta. La sua prima citazione risale al 1246 ma l’attuale struttura, di tipo romanico, fu realizzata fra il 1567 e il 1570. La primitiva chiesa era infatti troppo piccola per le esigenze dei fedeli, i quali ottennero il permesso dall’Arcivescovo, San Carlo Borromeo, per realizzarne una nuova. Nel 1857 il campanile fu restaurato, ammodernato ed innalzato su progetto del veccanese Giacomo Tramontani. A inizio ‘900, l’interno venne decorato e, nel 1992, fu modificato il presbiterio.
Dal 1874, la torre medievale facente parte di una fortificazione del Basso Medioevo (XI\XII secolo) oggi perduta, fu ristrutturata per ospitare gli uffici comunali. La fortezza metteva in collegamento il territorio con l’attuale Svizzera.
Infine, nel ’64, in una casa lungo la strada per Tronzano, venne scoperta una tomba celtica del V secolo. All’interno furono ritrovati reperti (come anelli di bronzo o una spilla in rame) che mostrano una certa abilità nell’arte della ceramica e del cesello (uno scalpello con cui si possono lavorare tutti i metalli e le pietre dure).

Maccagno con Pino e Veddasca
Partendo dall’estremo nord del varesotto, a Maccagno si trova un museo dalla struttura molto particolare, “a ponte” sulla foce del torrente Giona: è il Museo Parisi-Valle, costruito fra il 1979 e il 1998 dall’architetto romano Maurizio Sacripanti. Grazie alla costruzione di questo museo, che ospita esposizioni d’arte contemporanea a rotazione, Sacripanti ricevette il premio In\Arch 1991\1992.
Anche la chiesa parrocchiale di San Materno è un edificio di pregio. La prima citazione della chiesa è datata 1565 ma già nel 1588 si decise di rifarla perché non era più in grado di soddisfare le esigenze dei fedeli. I lavori si conclusero nel ‘600 ma non si conosce l’anno esatto. L’Arcivescovo Federico Visconti, che visitò la comunità pastorale nel 1683, la vide composta da una sola navata e sprovvista di campanile e altari laterali. Tra il 1701 e il 1715 si svolsero i lavori del secondo rifacimento della struttura mentre fra il 1769 e il 1783 venne realizzata la facciata, ristrutturata fra 1875 e 1877. Facciata che è suddivisa in due registri: quello inferiore, più largo, è caratterizzato da lesene ioniche e “ospita” il portale maggiore timpanato mentre quello superiore, caratterizzato da lesene corinzie e da un timpano triangolare, presente una finestra e due nicchie. L’interno è a navata unica, su cui si affacciano tre cappelle per lato. È scandita da lesene che la suddividono in tre campate ed è coperta da volte a vela e una cupola. Conserva alcune opere di pregio come il paliotto (la parte inferiore dell’altare ricolta verso i fedeli) realizzato da Pietro Maria Baroggi.
Proprio sulla costa del lago – per chi ama lo sport outdoor – si trova una falesia, chiamata “Il Cinzanino”, che viene usata come parete per le arrampicate.
Infine, a Maccagno Inferiore, dove oggi sorge l’hotel “Torre Imperiale” sono visibili i resti dell’antica zecca, sopravvissuta a diversi rimaneggiamenti.

Luino
Eccoci nella “capitale” dell’Alto Verbano. Si può iniziare la visita della città con la passeggiata del lungolago, di recente rifacimento, dove si apre la vista sulla parte settentrionale del Lago Maggiore sulla sponda piemontese e quella svizzera. Qui c’è un parco con un’area bambini attrezzata, una fontana con i giochi d’acqua che mette alla prova la vostra audacia e un palco che durante l’estate ospita rassegne di spettacoli comici, musicali e cinema all’aperto.
Proseguendo sul lungolago verso il centro si arriva a Piazza Garibaldi dove si trovano due attrazioni storiche rilevanti: la statua di Garibaldi che detiene il primato di prima statua eretta all’Eroe dei due Mondi in tutta Italia (nel 1867) e il Palazzo Verbania.
Palazzo Verbania (foto in apertura), progettato nel 1904 e costruito subito dopo come ristorante e albergo, fu luogo di passaggio di molti viaggiatori in transito dalla Svizzera. Qui sostarono personaggi celebri, tra i quali vi sono il compositore di opere liriche Umberto Giordano e Ernest Hemingway che descrisse il palazzo nel suo romanzo “Addio alle armi”. Oggi è diventato sede del fondo dei due grandi scrittori nati e cresciuti a Luino, il romanziere Piero Chiara e il poeta Vittorio Sereni, nonché museo di mostre temporanee.
Proseguendo sul lungolago si arriva, infine, a piazza Libertà dove partono i battelli per le gite sul lago in direzione Cannero Riviera, Cannobio, Stresa, Isole Borromee e Locarno. A pochi passi si trova il Caffè Clerici, dove Piero Chiara trascorreva le sue giornate osservando l’umanità varia che poi avrebbe popolato i suoi romanzi. Frequentatori del caffè erano anche quei giovani ragazzi di Luino che poi sarebbero diventati comici celebri come Massimo Boldi e Francesco Salvi.

Germignaga
In seguito alla peste del 1523, nel centro del paese, sorse, per volere di un certo Giovanni Pietro Calderoni, una piccola cappella quadrata dedicata a San Rocco, che veniva invocato contro le pestilenze. Questo edificio è successivamente attestato con il doppio titolo di San Rocco e San Sebastiano. Nel 1578 iniziò l’ampliamento della chiesetta, promosso dall’arcivescovo Carlo Borromeo. Dalla relazione della visita pastorale dell’arcivescovo Federico Borromeo nel 1596 si apprende che i lavori erano terminati da poco. Nel 1644 vennero gettate le fondamenta del campanile e nel 1685 si decise di ingrandire la chiesa, ma questo progetto non fu portato a termine, dato che i lavori furono interrotti dopo non molto. All’inizio del XVIII secolo si optò per una riedificazione totale e il progetto fu affidato a Carlo Federico Pietrasanta. La chiesa attuale venne costruita a partire dal 1707 e terminata nel 1740. Durante la sua visita pastorale del 1827, l’arcivescovo Carlo Gaetano di Gaisruck spronò la popolazione ad ampliare il coro, che fu effettivamente ingrandito qualche anno dopo, nel 1832. Tra il 1836 e il 1844 l’edificio fu modificato su progetto di Natale Pugnetti. Infine, la parrocchiale venne restaurata tra il ’94 e il ’95.
La chiesa di San Giovanni, un tempo parrocchiale, è sita presso il cimitero. Risalente al 1000-1100 ma poi ampliata nel XVII e XVIII secolo, era confinata all’interno del perimetro della fortezza medievale. Dell’originaria chiesa romanica sopravvive solo il campanile. È stata recentemente restaurata a seguito di due incendi.
Grazie ad un lascito privato e alla grande richiesta della popolazione devota a San Carlo Borromeo, è stata costruita la chiesa di San Carlo. Nonostante il progetto sia stato redatto nel 1626, i lavori sono iniziati solamente 31 anni più tardi. La realizzazione del luogo di culto è stata eseguita dal lavoro gratuito di molti abitanti del comune stesso ed è stata completata nel 1665. Nel 1841 un fulmine ha danneggiato il campanile che cadde in parte sul tetto e danneggiò i muri laterali. Sia nel 1910 sia nel 1938 ci sono stati diversi lavori di restauro, nel 1967 è avvenuto il rifacimento della copertura e sono stati risistemati gli esterni.
Brezzo di Bedero
Arrivando a Brezzo di Bedero – ultima tappa di questa parte di itinerario – la prima sosta immancabile tra le cose da vedere è la terrazza del belvedere Pasqué. Si tratta di un punto panoramico sul lago che regala atmosfere suggestive a tutte le ore e in tutte le condizioni metereologiche, ancor di più al tramonto delle sere d’estate e durante l’autunno quando gli alberi sono carichi di foglie dorate. Sulla pavimentazione a terra sono segnati i numeri del gioco della campana.
L’attrazione più importante è sicuramente la chiesa romanica Collegiata di San Vittore, più conosciuta con il nome di Canonica. È una delle chiese più antiche di tutta la zona e risale al 1137. La struttura si è conservata intatta, le aggiunte successive sono degli affreschi quattrocenteschi dell’abside, l’altare barocco e affreschi più recenti nelle cappelle delle due navate. Di grande pregio è il coro ligneo nell’abside e l’organo risalente al 1800 con canne del 1600. Uno scavo delle fondamenta dell’abside ha riportato alla luce una colonna di era paleocristiana. La Canonica attira visitatori durante il periodo natalizio perché nella notte del 24 dicembre viene allestito un suggestivo presepe vivente e il 6 gennaio arriva anche la Befana a portare le calze per i bambini. Quando si visita la chiesa non bisogna tralasciare di affacciarsi dal prato sul retro dal quale si apre la vista su tutto il centro abitato di Brezzo di Bedero e, in prospettiva, sull’altipiano della Valtravaglia e sulla parte settentrionale del lago Maggiore. Scorgerete anche un caratteristico agglomerato di casette triangolari e tra poco capirete di cosa si tratta.
La visita al colle della Canonica si completa con una passeggiata nel sentiero del bosco che in breve tempo conduce alle fortificazioni della cosiddetta Linea Cadorna costruita durante la prima guerra mondiale. Si possono percorrere le gallerie, le trincee e gli avamposti progettati per contrastare una possibile invasione tedesca che fortunatamente non ebbe mai luogo.
La passeggiata si snoda tutta all’ombra di un bosco nel cui percorso si possono trovare attrezzi di fitness outdoor, tavoli per picnic, sculture in legno e affacci panoramici. Il tragitto scende fino a Germignaga passando per il Bosco delle Fate menzionato sopra.









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.