Dal Napoli di Maradona al Verbano di Barbarito: Costanzo Celestini a “Figli di un gol Minore”
Nato a Capri, con la maglia del Napoli ha vissuto gli anni che hanno portato al primo Scudetto. Da allenatore ha vissuto prima una fase ligure e poi l'arrivo nel Varesotto. "Come faccio senza mare? A me basta un pallone e un campo da calcio"
Per una decina di anni “Figli di un gol minore” è stata una rubrica di VareseNews che ha raccontato le storie più belle e affascinanti del calcio dilettantistico (guarda qui). Ora è anche un podcast con le voci dei protagonisti oppure potete ascoltarlo ogni giorno alle 12 su www.radiomateria.it.
Dai grandi ex calciatori prestati alle categorie inferiori alle grandi-piccole imprese nate sui campi di provincia, fino ad avventure in giro per il mondo, anche a Vanuatu. Oggi, grazie alla nascita di Radio Materia – la webradio di VareseNews, questa rubrica si evolve e diventa podcast. Una serie di interviste con i protagonisti del calcio “pane e salame”. La nuova puntata puoi ascoltarla ogni mercoledì alle 12 su www.radiomateria.it e su tutte le piattaforme di streaming audio.
Cresciuto tra i vicoli di Capri calciando un pallone nei cortili, la storia di Costanzo Celestini è il manifesto del sogno napoletano: passare dagli spalti del San Paolo, dove seguiva la squadra col padre, al centro del campo con la maglia numero 8 e la fascia di capitano. Notato giovanissimo durante un’amichevole, viene scelto tra oltre cento ragazzi da maestri del calibro di Sormani e Corso, iniziando una scalata che lo porterà a vincere lo scudetto Allievi e a esordire in prima squadra a soli 18 anni. Un “cagnaccio” del centrocampo, come si definisce lui stesso, capace di marcare a uomo talenti come D’Amico in Serie A e di confrontarsi con il calcio totale di Rudy Krol, il primo a portare la zona a Napoli tra lo scetticismo e le difficoltà linguistiche di uno spogliatoio ancora legato ai vecchi schemi.
Il momento di rottura della sua vita arriva però nel luglio del 1984, quando a Castel del Piano appare, quasi come un miraggio, Diego Armando Maradona. Celestini descrive un uomo capace di trasformare la mentalità di un’intera squadra: con Diego, il timore reverenziale verso le grandi del Nord spariva, sostituito dalla certezza di essere invincibili. Tra palleggi surreali con i limoni e cene blindate a casa per sfuggire all’affetto asfissiante dei tifosi, Costanzo vive da protagonista il primo storico scudetto del 1987, un trionfo che definisce “della gente povera”, prima che un grave infortunio al ginocchio e la cessione lo portassero lontano dalla sua città. Dopo le esperienze in Liguria da allenatore a Lavagna, Sestri Levante e Savone, è nel Varesotto che Celestini ha trovato la sua seconda casa: prima come allenatore al Verbano con il “Vulcanico” Barbarito e oggi come mente del settore giovanile a Gavirate e Varese, dove insegna ai ragazzi che la vera vittoria passa sempre attraverso il sacrificio e la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta.
Anche questo, un esempio perfetto di cosa vuole dire essere “Figli di un gol minore”.
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