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La chiusura della scuola di Lisanza divide i gruppi consiliari a Sesto Calende

Fratelli d'Italia "anticipa" l'amministrazione nel comunicare lo stop della Toti e si apre lo scontro tra i gruppi consiliari. Il centrodestra propone una commissione dedicata al futuro del plesso, la maggioranza la boccia ed etichetta le critiche come strumentali: "Chi si illude che una giunta possa moltiplicare le nascite si copre di ridicolo"

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La notizia dello stop definitivo alle attività della scuola primaria Toti di Lisanza, frazione di Sesto Calende, non poteva non diventare un fertile terreno di dibattito tra le forze politiche del consiglio comunale. A partire dall’anno scolastico 2026-2027 il plesso, infatti, non sarà più attivo a causa del mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti per la classe prima, che avrebbe contato un solo gruppo di 19 alunni. I genitori, dopo una serie di incontri avviati a marzo con il Comune e la dirigenza scolastica, hanno scelto di trasferire i bambini alla scuola primaria Manzoni di Mercallo, preferita alla Ungaretti del capoluogo sestese per ragioni di continuità didattica e dimensioni della struttura.

L’ufficializzazione da parte del Comune è arrivata sabato mattina, ma in realtà la discussione, politica e non, era già stata aperta nei giorni precedenti, giovedì, da Fratelli d’Italia. Il gruppo d’opposizione, appresa la notizia – senza trovare nessuna comunicazione ufficiale da parte del Comune -, l’aveva diffusa anticipando di fatto l’amministrazione del sindaco Elisabetta Giordani, criticata per «aver fatto passare in silenzio l’ultima campanella della Toti» e per aver ignorato in passato le interpellanze dei meloniani su un tema, tanto locale quanto nazionale, come quello del calo demografico.

Anche il gruppo consiliare di Forza Italia, che insieme alla Lega forma la coalizione Siamo Sestesi, ha sollevato critiche incentrate non tanto sulla legittimità dei numeri, quanto sulle modalità e sulla tempistica con cui la cittadinanza ha appreso la notizia. Gli esponenti azzurri hanno depositato una mozione per chiedere l’istituzione di una Commissione dedicata al destino dell’immobile, oltre a manifestare preoccupazione per il segnale politico che deriverebbe dal trasferimento degli alunni fuori dal territorio comunale.

FORZA ITALIA: “LISANZA HA SCOPERTO DA SOLA LA CHIUSURA DELLA TOTI, SESTO NON HA SCUOLE DI SERIE B”

«Il comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale sulla scuola Toti arriva dopo il dibattito che si è sviluppato in città e dopo il deposito della mozione del gruppo consiliare Siamo Sestesi per l’istituzione di una Commissione dedicata al futuro del plesso — commenta Forza Italia, rappresentata in consiglio da Roberta Colombo— Ed è proprio questo il primo elemento che colpisce. Se oggi il Comune sente il bisogno di ricostruire dettagliatamente la vicenda, significa che quella richiesta di chiarezza avanzata in questi giorni era tutt’altro che infondata». Il gruppo di minoranza contesta l’assenza di un percorso partecipato: «Una comunità ha scoperto quasi da sola la chiusura di una scuola che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per Lisanza. Proprio da un’Amministrazione guidata da una sindaca che ha dedicato quarant’anni alla scuola pubblica ci saremmo aspettati una comunicazione diversa: più tempestiva, più trasparente e capace di accompagnare famiglie e cittadini in un passaggio tanto delicato». Un affondo viene rivolto anche alla percezione dei plessi interni: «Le famiglie hanno scelto di iscrivere i propri figli a Mercallo anziché in un altro plesso di Sesto Calende. Una decisione assolutamente legittima, ma che rischia di lasciare un messaggio profondamente sbagliato: che le scuole della nostra città siano una seconda scelta. Noi rifiutiamo questa narrazione. Le scuole di Sesto Calende non sono scuole di serie B».

LA MAGGIORANZA: “CHI SI ILLUDE CHE UNA GIUNTA POSSA MOLTIPLICARE LE NASCITE SI COPRE DI RIDICOLO”, E BOCCIA LA COMMISSIONE

La replica della lista di maggioranza Sesto Futura rivendica invece la linearità dell’azione amministrativa, intravvedendo una speculazione politica da parte dell’opposizione. Il gruppo sottolinea come il problema del calo degli iscritti fosse noto e inserito nel programma elettorale del sindaco Elisabetta Giordani. Nei tre anni precedenti, ricorda la maggioranza, (2022, 2023 e 2024) la prima classe non era mai partita, ad eccezione dell’anno scolastico 2025-2026.

«La scuola è una cosa seria, non ha bisogno di polemiche strumentali — rispondono i rappresentanti di Sesto Futura — Questo è ciò che determina la chiusura della scuola: non una scelta amministrativa, ma un dato di realtà. Conosciamo tutti la realtà demografica italiana, con il numero delle nascite in calo da anni. Questo succede a Sesto e in tutti paesi e chi finge di scoprirlo oggi e si illude che la giunta di un Comune possa fare il miracolo di moltiplicare le nascite si copre solo di ridicolo». La maggioranza liquida la richiesta della minoranza sul nascere: «Chi non ha nessuna idea, propone di “fare una commissione”: la proposta di chi non ha proposte. In questi mesi è stato fatto un percorso di accompagnamento per dare continuità alla classe formata nel 2025, avendo come criterio il bene degli alunni e mantenere unito il gruppo classe, per questo si è rispettata la scelta dei genitori».

La lista da una parte ha infine espresso da una parte il dispiacere istituzionale per la fine di un’epoca, dall’altra la necessità di guardare avanti: «La scuola Toti – aveva detto il sindaco Giordani lo scorso sabato – è stata un punto di riferimento per generazioni di bambini e famiglie. Per questo la sua chiusura non può che suscitare dispiacere. Comprendo il rammarico di molti cittadini, ma il nuovo anno scolastico avrebbe visto la presenza di una sola classe composta da 19 alunni. In questi mesi abbiamo lavorato insieme alla dirigenza scolastica, alle famiglie e al Comune di Mercallo per accompagnare questo passaggio con attenzione e senso di responsabilità».

Sesto Calende, la scuola Toti di Lisanza chiude: gli alunni trasferiti a Mercallo

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Pubblicato il 15 Giugno 2026
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