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L’assessore regionale rassicura: “L’ospedale di Angera ha un futuro”

A Milano l'incontro di Gallera con i rappresentanti dell’Ambito Territoriale, poi nel pomeriggio quello con le "mamme di Angera" che hanno presentato il Patto delle associazioni. L'impegno a trasferire Angera all'Asst Sette Laghi

angera varie

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera ha incontrato, questa mattina, a Palazzo Lombardia, i rappresentanti dell’Ambito Territoriale di Sesto Calende, Marina Paola Rovelli (sindaco di Comabbio e presidente Ambito), Marco Colombo (ex sindaco di Sesto Calende e attuale consigliere regionale), Alessandro Paladini Molgora (sindaco di Angera).

Oggetto dell’appuntamento richiesto dagli amministratori la situazione dell’ospedale Carlo Ondoli di Angera.

«Si è trattato di un incontro positivo – ha detto l’assessore al Welfare – dove ho avuto modo di raccogliere alcune richieste in merito all’ospedale di Angera: il trasferimento della struttura ospedaliera sotto la competenza dell’Asst Sette Laghi e non Valle Olona come è attualmente, per consentire ai cittadini dell’Ambito una migliore accessibilità ai servizi territoriali (ad esempio la prenotazioni di visite ed esami); la costituzione di un gruppo di lavoro per il rafforzamento della rete tra ospedale e territorio, e il potenziamento del Pronto Soccorso, in considerazione della vocazione turistica della zona».

«Per quanto riguarda il trasferimento – ha sottolineato – ho deciso di presentare nell’arco di poche settimane un progetto di legge in Giunta che avvii l’iter per la sua approvazione, dopo un passaggio in Consiglio regionale. Sul tema del rafforzamento della rete tra ospedale- territorio, ho preso l’impegno di attivare un gruppo di lavoro, presieduto dall’Ats Insubria, composto dai sindaci e dai rappresentanti della Direzione Strategica dell’Asst Sette Laghi. Sul Pronto Soccorso ho preso atto della richiesta che sarà oggetto di approfondimento”.

Soddisfazione è stata espressa dai rappresentanti dell’Ambito territoriale per l’esito del confronto. Il presidente Marina Paola Rovelli e il sindaco di Angera hanno dichiarato: «L’incontro di oggi è servito per definire degli importanti capisaldi per la salvaguardia dell’ospedale di Angera, tra tutte la garanzia di un Pronto Soccorso efficiente»; mentre l’ex sindaco di Sesto Calende, ora consigliere regionale Marco Colombo ha affermato: «Ringrazio l’assessore Gallera che a poco meno di due mesi dall’insediamento della nuova Giunta è stato in grado di rispondere con tempestività ed efficacia alle richieste dei sindaci e garantire la soluzione di problemi sollecitati dai cittadini».

«La conferma da parte dell’Assessore Gallera di lavorare al fine di portare Angera sotto l’ASST dei Laghi – ha concluso Emanuele Monti, presidente della Commissione regionale Sanità – è un primo grande passo verso una progettualità importante del futuro di questo presidio ospedaliero che non va chiuso bensì va rivisto nel suo ruolo ed impatto nel territorio». Monti spiega anche che è allo studio «un progetto, che vedrà la luce nei prossimi mesi, possibilmente prima della fine dell’estate, dove si concretizzerà una trasformazione del reparto pediatrico di Angera. Si avrà così una maggiore attenzione al benessere delle neo mamme e del loro bambino grazie ad un servizio di massima prossimità territoriale.”

Nel pomeriggio Gallera, con Monti,ha incontrato (nella foto) anche le mamme dell’indoli, accompagnate da Nadia Rovelli, attuale presidente del Ordine Professione Ostetrica interprovinciale di Bergamo, Cremona, Lodi Milano e Monza Brianza e consulente di Amor per il loro progetto “casa delle mamme”, che mira a un’alternativa all’attuale Punto nascite. Le mamme di Angera hanno presentato il Patto delle associazioni, sottoscritto da 71 sigle dell’area del Medio e Basso Verbano «Angera merita un ospedale con un progetto dignitoso per il futuro», il messaggio mandato all’assessore.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 31 Maggio 2018
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