Gestione flotta aziendale: dai. costi al carburante, le tecnologie per restare competitivi
Chi guida un’impresa con veicoli in strada sa bene che ogni chilometro percorso ha un costo e che tenere tutto sotto controllo richiede strumenti adeguati
Gestire una flotta aziendale non è affatto facile ma la complessità è cresciuta nel tempo a causa dell’oscillazione del prezzo del carburante, degli aggiornamenti normativi e della pressione sui margini. Chi guida un’impresa con veicoli in strada sa bene che ogni chilometro percorso ha un costo e che tenere tutto sotto controllo richiede strumenti adeguati.
Il settore del trasporto e della logistica in Italia ha un valore che supera i 120 miliardi di euro rappresentando il 9% del PIL nazionale coinvolgendo migliaia di imprese, eppure la digitalizzazione è ancora arretrata. Alcuni manager stanno lavorando già con sistemi integrati, altri soprattutto nelle PMI faticano a recuperare ogni nota spesa. Ma ecco alcuni consigli per poterci riuscire.
Il peso delle spese legate al carburante
Tra tutte le voci di costo di una flotta, il carburante è quella più visibile e più volatile. Con gli aumenti del petrolio e della benzina dovuti all’incertezza della geopolitica è inevitabile che i costi operativi non possano essere così tanto prevedibili.
Le attività che impiegano veicoli devono sapere che esiste la carta carburante partita iva, uno strumento utilissimo per gestire i rifornimenti con tracciabilità, che permette di ricevere fatture elettroniche e fare check dei consumi in pochi clic.
Dopotutto, nonostante il taglio delle accise nel mese di aprile, i costi da maggio 2026 in poi sono tornati a impattare ed è importante trovare soluzioni per non essere impreparati davanti alle spese mensili da gestire.
Telematica e dati
Seconda problematica da affrontare è quella della visibilità. Risulta fondamentale sapere dove si trovano i propri mezzi e come sono utilizzati e per questo vengono sfruttati sistemi di telematica GPS con monitoraggio in tempo reale per intervenire in caso di anomalie e capire come pianificare meglio gli spostamenti per ridurre i tempi morti.
Secondo alcune ricerche di settore, le imprese che integrano telematica e gestione del carburante in un unico sistema riescono a ridurre i consumi in modo misurabile, semplicemente correggendo comportamenti di guida inefficienti. Accelerazioni brusche, percorsi non ottimali, soste prolungate a motore acceso: tutte abitudini che emergono chiaramente dai dati e che si possono correggere.
Verso una transizione elettrica
Il tema dell’elettrificazione delle flotte aziendali è presente ovunque nel dibattito del settore. Secondo i dati europei più recenti, circa l’85% delle aziende dispone già di una direzione chiara o prevede di introdurla nei prossimi anni. Ma la realtà delle flotte italiane è spesso più sfaccettata: percorrenze elevate, reti di ricarica ancora incomplete in alcune aree, e un parco mezzi con età media che rende l’ammodernamento un processo graduale.
La transizione non avverrà dall’oggi al domani. Per molte attività, il percorso più realistico è ibrido: mantenere veicoli termici per le esigenze operative più pesanti, introdurre progressivamente mezzi elettrici per i percorsi urbani e i tragitti a bassa percorrenza.
La digitalizzazione delle PMI italiane
In Italia le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale dell’economia ma la digitalizzazione dei progressi operativi sta avanzando a ritmi lenti, specialmente se si fa un confronto diretto con altri Paesi dell’Unione Europea. Nonostante il mercato proponga varie soluzioni, le attività mostrano reticenza e un cambiamento lento spaventati dai possibili costi e dal tempo di formazione necessario per il proprio team.






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