Vertice provinciale sulla vertenza Beko. Astuti (Pd); “Il territorio rischia una crisi profonda”
Si è riunito a Villa Recalcati il tavolo provinciale sulle crisi aziendali. "Serve una risposta forte e compatta delle istituzioni"
La situazione dello stabilimento Beko di Cassinetta torna al centro dell’attenzione politica. Questa mattina, lunedì 28 settembre,si è riunito il tavolo di coordinamento politico territoriale sulle crisi aziendali in provincia di Varese per discutere sulla vertenza. Ricordiamo che la multinazionale turca ha sottoscritto un piano industriale per fare una serie di investimenti in Italia che ancora non si vedono. Nei giorni scorsi i sindacati dei metalmeccanici, Fiom, Fim e Uilm, hanno posto un problema rispetto alla tempistica e il tavolo provinciale ha fatto il punto sulla situazione proprio per verificare a che punto sia l’applicazione dell’intesa raggiunta ormai mesi fa al tavolo ministeriale.
Una situazione che impatta fortemente sul tessuto sociale ed imprenditoriale della Provincia di Varese, sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti, nonché sulle loro famiglie.
«Quello che è emerso con chiarezza è che gli impegni assunti non sono stati rispettati e che, ancora una volta, a pagare sono i lavoratori e il territorio», afferma Samuele Astuti consigliere regionale del Pd che ha partecipato a quel tavolo. Astuti respinge le spiegazioni legate alla complessità della situazione, all’andamento della domanda e alle vendite: «Una multinazionale può sbagliare le proprie previsioni, il piano delle vendite o quello produttivo, ma non è accettabile che siano i lavoratori a pagare il prezzo di queste scelte».
Da qui la richiesta di una risposta forte e compatta come territorio, che coinvolga istituzioni, sindacati e imprese. «La crisi – sottolinea Astuti – non riguarda infatti soltanto i dipendenti di Cassinetta, ma anche le numerose aziende dell’indotto e, più in generale, il sistema manifatturiero provinciale. «Se continuiamo a perdere capacità produttiva e occupazionale, la nostra provincia rischia di entrare in una crisi profonda».
Il consigliere dem chiede infine un cambio di passo alla Regione Lombardia, a partire dai percorsi di ricollocamento: «Serve un approccio preventivo. Continuiamo ad arrivare in ritardo. Davanti a crisi industriali di questa portata non possiamo limitarci a intervenire quando i problemi sono già esplosi».










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