Varese è quinta in Italia per eventi meteo estremi. Duecento ragazzi imparano a diventare “Custodi di Natura”
Dai boschi alle zone umide, quattro aree verdi del Varesotto diventano una grande aula a cielo aperto. Il progetto di CAST coinvolge studenti e insegnanti di Cittiglio, Laveno Mombello, Luino e Maccagno con Pino e Veddasca
Laghi, boschi, torrenti e zone umide. La provincia di Varese deve proprio alla ricchezza del suo ambiente una parte importante della sua bellezza. Ma quello stesso patrimonio è fragile e sempre più esposto alle conseguenze dei cambiamenti climatici e alla pressione esercitata dall’uomo.
A raccontarlo sono anche i numeri: con 101 eventi meteo estremi registrati nel 2024, la provincia di Varese si colloca al quinto posto in Italia. Sul territorio vivono 736 abitanti per chilometro quadrato, quasi quattro volte la media nazionale, mentre lungo i corsi d’acqua sono state individuate oltre 30 specie vegetali invasive.
C’è però un altro dato, molto più difficile da mettere dentro una statistica: la distanza che separa sempre più spesso bambini e ragazzi dalla natura che hanno intorno.
Tra ore trascorse davanti agli schermi, scuola e agende quotidiane sempre più fitte, diminuiscono le occasioni per entrare davvero in un bosco, osservare un corso d’acqua, riconoscere una specie vegetale o capire sul campo cosa significa proteggere un ecosistema.
Eppure saranno proprio i ragazzi di oggi a ereditare questo territorio.
Duecento studenti diventano custodi del territorio
Parte da qui “Custodi di Natura”, il progetto promosso da CAST e finanziato da Fondazione Cariplo, realizzato in collaborazione con la Comunità Montana Valli del Verbano e con VareseNews e l’Università dell’Insubria come partner.
Il progetto coinvolge 200 studenti e 20 insegnanti delle scuole secondarie di primo grado di Cittiglio, Laveno Mombello, Luino e Maccagno con Pino e Veddasca.
Per loro la natura diventa una vera e propria aula all’aperto.
Il percorso mette insieme formazione scientifica, monitoraggio ambientale e attività concrete sul territorio. I ragazzi non si limitano quindi a studiare biodiversità, ecosistemi e cambiamenti climatici sui libri, ma escono dalle classi per osservare, raccogliere informazioni e intervenire direttamente.
Al centro delle attività ci sono quattro aree verdi, che diventano luoghi da conoscere e di cui prendersi cura.
Dalla conoscenza alla cura
L’obiettivo è semplice, ma ambizioso: trasformare i ragazzi da spettatori a custodi dei luoghi in cui vivono. Conoscere un ambiente significa infatti anche imparare a riconoscerne le fragilità: dalle specie invasive alle conseguenze degli eventi meteorologici estremi, fino ai piccoli cambiamenti che possono modificare l’equilibrio di un bosco, di una zona umida o di un corso d’acqua.
L’esperienza sul campo permette così di dare un significato concreto a parole come biodiversità, sostenibilità e tutela ambientale.
E soprattutto prova a ricostruire quel rapporto diretto con la natura che per molte generazioni è stato parte della quotidianità e che oggi rischia di diventare sempre meno scontato.
Un progetto aperto anche al territorio
“Custodi di Natura” non si ferma però ai cancelli delle scuole. Il progetto vuole coinvolgere anche imprese, professionisti e realtà locali, chiamandoli a partecipare alla cura del patrimonio ambientale del Varesotto.
Le aziende possono contribuire attraverso sponsorizzazioni e campagne solidali, mentre professionisti e altre realtà del territorio possono mettere a disposizione competenze, materiali e risorse.
Perché se ai ragazzi viene affidato il compito di diventare i custodi di domani, la tutela dell’ambiente resta una responsabilità che riguarda tutta la comunità, già da oggi.
Tutte le informazioni sul progetto “Custodi di Natura” sono disponibili sul sito di CAST:
https://www.cast-ong.org/custodi-di-natura









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