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A Laveno Mombello il festival della biblioterapia incontra il gaming: “T’immagini?” raddoppia

Dal 2 all’11 ottobre torna il Festival della Biblioterapia. La sesta edizione affianca alla parola scritta i linguaggi del videogioco, con una sezione costruita insieme ai ragazzi. Tra gli ospiti Lollo Lacustre, Mario Moroni, Mike Arcade, Shasam, Stefano Laffi e Vivian Lamarque

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La letteratura incontra i videogiochi, la biblioterapia dialoga con la game therapy e i ragazzi diventano protagonisti nella costruzione di una parte del programma. Torna a Laveno Mombello “T’immagini? Festival della Biblioterapia”, che per la sua sesta edizione amplia la propria formula e mette al centro il tema dell’immaginazione. Due fine settimana, quello del 2 al 4 e dall’8 all’11 ottobre, di incontri, laboratori, conferenze, gioco e poesia che si muoveranno principalmente tra Villa De Angeli Frua e le Officine dell’Acqua, con una giornata a Varese in collaborazione con l’Università dell’Insubria.

La principale novità è la nascita di un vero e proprio percorso dedicato al gaming. «Il festival si è sdoppiato – spiega Elena Emilitri, responsabile Cultura del Comune di Laveno Mombello –. C’è una parte tradizionale dedicata alla biblioterapia, agli incontri e alla letteratura e una parte completamente innovativa dedicata al gaming». Un’evoluzione di un progetto nato diversi anni fa da un’intuizione del vicesindaco e assessore alla Cultura Mario Iodice, insieme all’allora direttrice della biblioteca. «Questa creatura è cresciuta nel corso del tempo ed è stata ben accudita – racconta Iodice –. Quest’anno siamo arrivati a questa doppia versione, con il versante gaming e quello letterario».

Dai classici alla biblioterapia

Alla base rimane l’idea che aveva portato alla nascita del festival: la lettura come esperienza capace di trasformare chi legge e di offrire strumenti per interrogarsi sulla propria vita. Iodice, docente di greco e latino, parte dalla propria esperienza con gli studenti: «Quando leggi i classici non puoi che rimanere sempre un po’ stupefatto, perché la lettura è quell’atto attraverso il quale leggi dentro di te: quello che è fuori diventa una tua interiorizzazione».

La forza dei classici, secondo il vicesindaco, sta proprio nella loro capacità di continuare a porre domande a distanza di millenni. «Il senso della felicità, dell’amicizia, dell’amore, il senso del dolore accomunano l’uomo dai primordi fino a oggi e così sarà sempre. Nel leggere i grandi classici l’uomo scopre se stesso, si fa delle domande, cerca delle risposte, viene provocato».

Da qui l’intuizione di partire dalla biblioteca per mostrare «l’importanza del leggere, l’importanza della letteratura come terapia», recuperando anche una concezione antica della filosofia. «Per Seneca, Platone e Aristotele la filosofia e lo studio dovevano risolvere i problemi dell’uomo. La filosofia deve diventare la tua arte del vivere».

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Il punto d’incontro tra libri e videogiochi: raccontare storie

Ma cosa hanno in comune biblioterapia e videogiochi? Il punto di contatto individuato dagli organizzatori è la narrazione. Lo racconta Alessandra Manzoni, curatrice del Festival della Biblioterapia: «All’inizio sembrava una collaborazione impossibile. La meraviglia è stata scoprire che quello che ci univa in maniera straordinaria era il tema della narrazione». «La narrazione – continua – è il bisogno primario dell’uomo di ascoltare e di raccontare. Mentre la biblioterapia si occupa di narrazione e parola letteraria, la game therapy riguarda nuove forme di narrazione». Il dialogo diventerà esplicito giovedì 8 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30 a Villa De Angeli Frua, nell’incontro “Interventi narrativi e digitali per il benessere: biblioterapia, game therapy e pratiche contemporanee della cura”. Interverranno Francesco Bocci, Stefano Calabrese, Michele Corengia, Alessandra Manzoni, Michele Marangi e Matteo Stefano Zanon, con la moderazione di Elena Emilitri.

Il gaming visto attraverso gli occhi dei ragazzi

La nuova sezione del festival non è stata però progettata semplicemente dagli adulti per un pubblico giovane. Alla sua costruzione hanno partecipato direttamente le ragazze e i ragazzi del Team Giovane di T’immagini, attraverso un percorso seguito dalla cooperativa Totem.

«Siamo partiti dal piacere come principio che muove le persone – spiega Massimo Lazzaroni della cooperativa Totem – e quindi anche gli adolescenti che magari, in un certo momento della loro vita, sono fermi». Il lavoro è cominciato immaginando anche come potesse essere uno spazio gaming all’interno della biblioteca. E qui, racconta Lazzaroni, i ruoli si sono in qualche modo ribaltati: «I ragazzi hanno portato competenze elevatissime, sia nella scelta dei contenuti sia nella forma degli spazi e nelle modalità di gestione. Loro erano i soggetti competenti rispetto a noi».

Da quell’esperienza è nata una domanda: il videogame può essere un oggetto di crescita, socializzazione, incontro e apprendimento?

I ragazzi hanno provato a rispondere scrivendo un manifesto nel quale hanno raccolto ciò che il videogioco ha rappresentato nelle loro vite: socializzazione, apprendimento dell’inglese, problem solving, team building e lavoro di gruppo. Ma hanno affrontato anche quelle che loro stessi hanno definito le parti «tossiche» del gaming.

«La loro idea – sottolinea Lazzaroni – era non fare un festival di consumo, come ce ne sono tanti, ma un festival di riflessione. Anche di divertimento, ma soprattutto di riflessione».

Si comincia con Mario Moroni e la memoria delle sale giochi

Il percorso dedicato al gaming partirà venerdì 2 ottobre a Villa De Angeli Frua. Dalle 18 alle 20 il Team Giovane presenterà il manifesto “Perché un Festival che parla di videogiochi?” durante l’incontro “Il futuro è ‘in gioco’?” con Mario Moroni.

Il podcaster racconterà il rapporto tra videogiochi, tecnologia e cultura digitale, intrecciando esperienze personali, creatività e nuove forme di racconto. Ci sarà spazio anche per Achille & KiPI – I Disconnessi di m1RC_, graphic novel che guarda a un futuro alle prese con tecnologia, intelligenza artificiale, successo e connessione.

La sera, dalle 21 alle 22.30, toccherà invece alla conferenza-spettacolo “Ti ricordi? Un gettone – insert coin – press start!”, con Mike Arcade e l’intervento dello psicologo e psicoterapeuta Matteo Stefano Zanon.

Sarà un viaggio nelle sale giochi e nella cultura videoludica degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, tra cabinati, retrogaming e cultura pop. Un modo per mettere in relazione le generazioni di chi inseriva il gettone nei cabinati di Pac-Man con quelle cresciute con videogiochi online e piattaforme digitali.

Sabato tra tornei, giochi da tavolo, streaming e videogame therapy

Sabato 3 ottobre, dalle 15 alle 18, Villa De Angeli Frua diventerà invece uno spazio dedicato al gioco in molte delle sue forme.

Il Team Giovane di T’immagini organizzerà “Let’s Play!”, torneo di videogame aperto a tutte le generazioni. Non soltanto competizione: accanto al torneo sarà possibile provare liberamente videogiochi e condividere una partita.

Lazzaroni sottolinea proprio questo aspetto: i ragazzi stanno lavorando a un regolamento che metta in secondo piano la competitività a favore «del piacere dello stare insieme».

Nello stesso pomeriggio Ludus in Tabula dell’associazione S.M.Art. proporrà “Esploratori da tavolo”, passando dallo schermo ai giochi da tavolo per riflettere anche sulla loro capacità di creare socialità, confronto e cooperazione.

Sempre dalle 15 alle 18 ci sarà la diretta “UnPadPerDue – La sfida è live!”: Ambra “Itarille” e Fabio “Roxas” giocheranno, commenteranno e coinvolgeranno gli ospiti del festival in una maratona in streaming.

In contemporanea arriverà anche il “Livello bonus” con gli psicologi e psicoterapeuti Francesco Bocci e Marco Chiapparino, professionisti della Video Game Therapy, disponibili a giocare con il pubblico e rispondere alle domande sul rapporto tra videogiochi, benessere ed educazione.

Alle 17 sarà invece Ilaria “Shasam” Gentili a presentare Aurora Inferni, un viaggio attraverso videogiochi che hanno trasformato temi come sofferenza, colpa, trauma e redenzione in esperienze interattive.

A chiudere il pomeriggio, dalle 18 alle 19.30, “T’immagini possibili futuri”, con Mike Arcade, Shasam e UnPadPerDue insieme al Comitato Scientifico di Video Game Therapy: un confronto su come una passione possa diventare un mestiere e su cosa accada quando il lavoro cambia il rapporto con ciò che prima era soltanto una passione.

Domenica il confronto tra ragazzi, adulti e psicoterapeuti

La prima parte del percorso gaming si chiuderà domenica 4 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30 a Villa De Angeli Frua, con “Generazione gaming: tavola rotonda sul videogioco tra ragazzi e adulti”.

Il Team Giovane dialogherà con il Comitato Scientifico di Video Game Therapy. Al centro torneranno il manifesto e le domande raccolte durante i primi due giorni.

Con i ragazzi si confronteranno gli psicologi e psicoterapeuti Francesco Bocci, Marco Chiapparino e Matteo Stefano Zanon, con l’obiettivo di mettere in discussione pregiudizi e stereotipi e far incontrare punti di vista generazionali differenti.

La collaborazione con l’Università dell’Insubria

Un’altra novità dell’edizione 2026 riguarda il rapporto con l’Università degli Studi dell’Insubria.

Venerdì 9 ottobre, dalle 9.30 alle 18.30, il festival arriverà all’Aula Magna del Collegio Cattaneo di Varese e nelle aule 1TM e 10TM con il seminario universitario “Biblioterapia e Health Humanities. Comunicazione, narrazione e cura”, realizzato in partnership con il DISUIT dell’Università dell’Insubria.

Parteciperanno Paola Biavaschi, Paolo Bozzato, Claudia Ferrafoli, Mario Iodice, Elena Maiolini e Alessandra Manzoni. La mattinata formativa sarà aperta al pubblico, mentre il pomeriggio avrà carattere laboratoriale e sarà dedicato a studenti e studentesse.

«In più c’è stato questo accreditamento scientifico – sottolinea Iodice, che è anche docente dell’Insubria –. Una giornata si svolgerà in forma di convegno proprio all’Università».

La stessa giornata manterrà aperto anche il filo con il gaming. Dalle 18 alle 20, alle Officine dell’Acqua, Lorenzo Giacomin, in arte Lollo Lacustre, sarà protagonista dell’intervista “Game Paused”. Il content creator racconterà il percorso che lo ha portato dai videogiochi alla costruzione di una community online, passando per Twitch, Minecraft, Brawl Stars ed esports.

Alle 21 sarà invece il momento della terza edizione del “Pindaro Poetry Slam”, con Simone Savogin e sei slammer: una competizione poetica nella quale i versi vengono affidati alla voce e alla performance e giudicati da una giuria estratta tra il pubblico.

Un fine settimana di laboratori, poesia e biblioterapia

Nel weekend conclusivo il baricentro si sposterà decisamente verso la parola, la scrittura e le pratiche di biblioterapia.

Sabato 10 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30, Emiliano Cribari guiderà “Parole erranti”, una passeggiata letteraria nei dintorni di Villa De Angeli Frua, alternando cammino, letture e osservazione del paesaggio.

Nella stessa mattinata Tina Festa proporrà “IMAGO. Immaginarsi tra le parole”, workshop basato sul Metodo Caviardage, mentre Alessia Bianchi aprirà uno “Sportello di Biblioterapia Umanistica”. Ci saranno inoltre il workshop di didattica illustrata “Oltre le parole” con Elena Garroni e, nel pomeriggio, laboratori dedicati alla biblioterapia illustrata, all’identità e alla scrittura autobiografica con Claudia Ferrafoli, Michela Avella e Chiara Zuffrano.

La giornata proseguirà alle 18 alle Officine dell’Acqua con “Errante. Piccolo concerto poetico” di Emiliano Cribari e, dalle 20.30 alle 22, con Stefano Laffi e la conferenza “Immagina. Antidoti contro la rassegnazione”, un percorso tra storia, sociologia e letteratura attorno alla possibilità di immaginare mondi diversi e contrastare la rassegnazione.

La chiusura con Vivian Lamarque

Domenica 11 ottobre il programma si aprirà alle 9 con “Vikalpa: yoga e immaginazione” insieme a Lorenzo Martinelli.

Seguiranno numerosi laboratori: Michela Avella e Alessandra Marra uniranno biblioterapia e mindfulness in “Game over: re-start”; Flavia Domeneghetti proporrà due incontri di biblioterapia dello sviluppo, uno dedicato alla frenesia della quotidianità e uno alla paura; Giulia Tosolini condurrà il laboratorio di poetry “L’inizio dell’infinito: poesia come porta sui mondi”, mentre Viviana Russo lavorerà sulla poesiaterapia in “Attraverso un prisma”. Tornerà inoltre lo sportello individuale di Biblioterapia Umanistica di Alessia Bianchi.

Nel pomeriggio Alessandra Manzoni, insieme a Kur’Art, condurrà “Mondi possibili”, momento conclusivo di biblioterapia educativa integrata con il teatro sociale, costruito raccogliendo quanto il pubblico avrà vissuto, letto e scritto durante i laboratori.

La chiusura del festival sarà affidata, dalle 18 alle 19 alle Officine dell’Acqua, alla poetessa Vivian Lamarque con “Il mondo possibile di Vivian Lamarque”: un dialogo tra i suoi versi letti ad alta voce e una prescrizione poetica finale, pensata come «cura dell’immaginario».

Dieci giorni che provano così a tenere insieme classici e Twitch, poesia e videogiochi, laboratori di scrittura e streaming. Linguaggi lontani soltanto in apparenza, accomunati dall’idea che sta alla base di questa edizione di “T’immagini?”: allenare la capacità di immaginare significa anche provare a costruire possibilità diverse per il presente.

Per informazioni, dettagli e per riservare il proprio posto gratuito a incontri e laboratori il sito VisitLavenoMombello.it 

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Pubblicato il 22 Settembre 2026

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