Antenna telefonica al Parco Forte Castello, Legambiente chiede chiarimenti e soluzioni alternative
Il circolo Valcuvia e Valli del Luinese ha scritto a Soprintendenza, Comune, Regione e Provincia chiedendo verifiche sull’iter per l’installazione di un impianto di telefonia mobile nell’area storica del comune
Legambiente interviene sul progetto per l’installazione di un nuovo impianto di telefonia mobile all’interno del Parco Forte Castello di Laveno Mombello.
Il circolo Legambiente Valcuvia e Valli del Luinese ha inviato una comunicazione formale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, alla nuova amministrazione comunale, a Regione Lombardia e alla Provincia di Varese, chiedendo chiarimenti sull’iter autorizzativo e invitando gli enti competenti a verificare la compatibilità dell’infrastruttura con i vincoli storici, culturali e paesaggistici dell’area.
Secondo quanto riferisce l’associazione ambientalista, la procedura sarebbe stata avviata durante la precedente amministrazione comunale. Legambiente chiede ora «la massima trasparenza sull’iter in corso» e un approfondimento sulle caratteristiche del progetto, che prevederebbe un ripetitore per la telefonia mobile alto circa 30 metri.
Al centro delle preoccupazioni c’è il valore storico e ambientale del Parco Forte Castello, situato sulla collina San Michele. Nell’area si trovano i resti della fortezza militare austro-ungarica e un ossario che conserva i resti dei caduti dei Cacciatori delle Alpi di Garibaldi e delle truppe austriache coinvolte negli scontri del 1859.
Legambiente ricorda inoltre che, nel Piano dei Servizi del Comune di Laveno Mombello, il parco è classificato come zona AVS, cioè area sensibile di alto pregio storico e ambientale. L’associazione sottolinea anche l’interesse manifestato negli anni dal FAI per possibili progetti di valorizzazione culturale del Forte Castello.
«Deturpare un’area così sensibile e protetta con un ripetitore per telefonia mobile alto 30 metri appare in netta contraddizione con gli sforzi di valorizzazione intrapresi finora», sostiene il circolo. Per Legambiente, lo sviluppo delle reti digitali deve essere conciliato con la tutela dei luoghi di maggiore valore storico e paesaggistico.
Da qui la richiesta alle istituzioni, e in particolare alla nuova amministrazione comunale insediatasi nel maggio 2026, di valutare eventuali soluzioni alternative e individuare altre aree per l’installazione dell’impianto.
Il circolo annuncia infine che nelle prossime settimane organizzerà un’assemblea pubblica per informare e coinvolgere cittadini e associazioni sulla vicenda.










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