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Foto su instagram e realtà aumentata: così Orino diventa “Smart village”

Oltre a un contenitore di storie e luoghi, il progetto pilota unico in Lombardia prevede un docufilm dove i residenti racconteranno come si vive nel piccolo paese delle Prealpi

orinosmartvillage

Una passeggiata nei sentieri e fra i vecchi muretti a secco che raccontano del passato, una foto messa su Instagram dove verrà raccolta, mostrata ai “vecchi“ del paese che da lì partiranno per una narrazione che spiegherà la storia dei luoghi, informazioni restituite poi alla collettività con la realtà aumentata, proprio quella utilizzata anni fa per il gioco dei Pokemon.

Sembra fantascienza, ma è quanto sta già succedendo a Orino dove è partito il progetto “Smart Village”: grazie ad un finanziamento di 125 mila euro di Fondazione Cariplo, sotto l’egida dell’Università dell’Insubria verrà realizzato il “contenitore“ di queste informazioni e realizzato un docufilm sulla vita del paese dove saranno gli stessi residenti a raccontare e raccontarsi.

«È un progetto pilota per la provincia di Varese e probabilmente il primo di questo genere anche per la Lombardia e consentirà di sfruttare al meglio la tecnologia per valorizzare cultura locale, tradizioni e ricchezze paesaggistiche e naturali», spiega il professor Andrea Candela associato di Storia e Scienza dell’Ambiente all’Insubri, referente scientifico del progetto che viene coordinato anche dalla ricercatrice Paola Castiglioni: insieme da tempo hanno curato anche il progetto delle “cantine didattiche“: spazi fisici che raccontano gli antichi mestieri del paese. In più Orino è già al centro, da anni, di un progetto culturale per lo sviluppo del dialetto.

Per la partecipazione all’iniziativa è sufficiente avere uno smartphone ed essere dotati di curiosità: attraverso l’hashtag #orinosmartvillage si potranno postare su di una apposita pagina Instagram foto che ritraggono luoghi, animali del bosco, o semplici particolari del paese. Foto che verranno raccolte e processate in un percorso di valorizzazione culturale. Una scommessa che trasformerà ogni cittadino – ma anche ogni turista – in uno scienziato naturale o culturale che porterà valore aggiunto al territorio.

Il progetto, partito qualche mese fa, ha la durata di 18 mesi. 

La collaborazione con geologi ed esperti del territorio (vedi le Gev del Parco campo dei Fiori) consentirà di apprezzare “in diretta” come i luoghi sono cambiati nel tempo: una gita al “sasso nero” (un masso erratico di grandi dimensioni a poca distanza dal Rocca) potrà quindi trasformarsi nel pretesto per immergersi ai tempi dei mammut.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 21 Febbraio 2022
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