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Il sacrificio di Isacco ritorna in vita a Palazzo Crivelli

La tela, appartenente alla scuola del Vermiglio, risale al '600 ed è stata restaurata grazie all'importante contributo di fondazioni bancarie. Dal 21 aprile tornerà al suo posto, nella chiesa di Bosco Valtravaglia

Sabato 14 aprile, presso il Palazzo Crivelli di Luino, sede dell’UBI banca, è stato esposto il “Sacrificio di Isacco”. Opera dal grande prestigio artistico e appartenente alla scuola del Vermiglio è potuta ritornare a nuova vita grazie all’ interessamento dell’ associazione culturale “Amici di Giovanni Cornovali detto il Piccio” che, aiutata della Fondazione Banche Italiane per Varese, la Fondazione Comunitaria del Varesotto e la Banca Popolare di Milano, ha affidato al Laboratorio Restauro Lotti il recupero di questo quadro risalente alla prima metà del ‘600. La tela è di proprietà della Parrocchia di Bosco Valtravaglia e proprio li fu scoperta dallo storico dell’arte Jacopo Stoppa nel 1997; prima delle molte altre presenti nella chiesa dell’Annunciazione travagliese, ha potuto veder la luce grazie un importante programma di recupero dei beni artistici territoriali.

Proprio ad inizio incontro, le parole del neo direttore della sede UBI di Luino hanno sottolineato questo legame che il territorio del luinese ha con la cultura e la volontà di riuscire ad estendere questo legame al di là di un puro meccanismo cittadini-aziende-banca supportando queste opere di grande interesse culturale in modo che la finanza e l’economia possono saldarsi alla società e al territorio. Di simile avviso è la dottoressa De Vittori, presidente dall’associazione “Amici del Piccio” che dopo aver ringraziato tutti i presenti ha illustrato l’importante progetto di recupero delle importanti tele custodite a Bosco e dell’oggettistica di grande interesse artistico della Parrocchia.

“Un quadro importate” ha aggiunto “che rappresenta in qualche modo la purificazione del sacrificio pasquale simboleggiata dall’agnello in secondo piano e, risalendo per un intreccio di sguardi (Isacco, Abramo, messaggero divino) fino alla fonte di luce proveniente dalla sinistra, si può cogliere nel complesso tutto il tema biblico; il gioco cromatico, la forza espressiva, il rigore anatomico e la contrapposizione luce/ombra danno al quadro una spettacolarità dalla quale deriva il suo prestigio artistico ed, unita alla certezza di appartenenza alla cerchia del Vermiglio, conferisce grandissima importanza all’opera”. Ricordiamo, infatti, che Giuseppe Vermiglio fu uno dei più grandi pittore dell’età di Federico Borromeo ed ebbe come maestro Caravaggio.

Questa tela sopravvissuta al tempo, giunge fino a noi diventando un simbolo di recupero artistico e di rivalutazione culturale che anche nel luinese assume grande rilievo. La dottoressa Clara Castaldo, storico dell’arte e direttrice del sito Artevarese, nell’intervento successivo, ritorna all’importanza del riscoprire tutto ciò che di artistico la nostra provincia può offrire, “il restauro di questo quadro obbedisce alla logica programmatica che le istituzioni, aiutate da associazioni di cittadini e soggetti economici, hanno a cuore ultimamente; un concetto di costi e benefici legato all’ambiente per migliorare la vita delle comunità, si potrebbe chiamare –economia di ambiente- che può determinare il passaggio da una società quantitativa ad una società qualitativa”.

Ed è proprio la qualità delle azioni ad essere la protagonista oggi nelle dichiarazioni e negli intenti di tutti; il restauratore, il dott. Piero Lotti, illustra l’aspetto più tecnico e forse più interessante di questo recupero: “ il quadro si trovava in cattivo stato, il colore era scrostato e completamente staccato nella parte più perimetrale; abbiamo dovuto procedere mediante diverse operazioni all’incollamento della tela in modo che potesse reggere il peso del colore; si è agito poi cromaticamente per recuperare le tinte che sono state abbassate di qualche grado per non compromettere la lettura originaria”. Un’attività che si spera possa essere compiuta per altre opere dislocate un po’ in tutto il Varesotto e magari in stato di abbandono: quadri, affreschi e oggettistica varia dal grande interesse storico. Ricordiamo che ci sarà un secondo appuntamento espositivo del “Sacrificio di Isacco”, il 21 aprile la tela sarà riportata alla sua ubicazione definitiva presso la chiesa dell’Annunciazione di Bosco, questa seconda presentazione assumerà maggior importanza perché dell’opera parlerà proprio il suo scopritore, lo studioso Jacopo Stoppa; fino a tale data il quadro è visibile da tutti nella sala centrale della sede UBI banca di via Piero Chiara a Luino.

Pubblicato il 19 Aprile 2012
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