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Aggredisce un medico e prende a calci e schiaffi una carabiniera al pronto soccorso di Luino: arrestato

L’uomo, di 57 anni originario di Gallarate e con precedenti specifici, è finito di fronte al giudice per lesioni personali aggravate. Aveva con sé un coltello

ospedale di luino

Un uomo è stato arrestato martedì 2 giugno al pronto soccorso dell’ospedale Confalonieri di Luino con l’accusa di aver aggredito un medico e una carabiniera, oltre che di porto di un coltello.

Il fermo è avvenuto intorno alle 16. Si tratta di un uomo classe 1969, originario di Gallarate e residente a Ferrera di Varese, con precedenti specifici, anche recenti, per resistenza a pubblico ufficiale.

Si era recato in pronto soccorso, ha poi raccontato, per la necessità di assumere antidolorifici a causa di un problema all’anca. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe prima aggredito il medico e il personale sanitario presente. Dopo la somministrazione di un calmante e la richiesta di soccorso da parte degli operatori, all’arrivo dei carabinieri intervenuti per mettere in sicurezza il pronto soccorso, in quel momento particolarmente affollato, avrebbe preso a calci e schiaffi una militare dell’Arma. Nel corso del fermo gli è stato trovato addosso anche un coltello.

Nel corso dell’udienza di convalida, davanti al giudice Alessandro Chionna, l’uomo ha negato ogni addebito. Sulla lama si è giustificato sostenendo che si trattava di «un portachiavi, una specie di temperino», e ha spiegato alla pm Antonia Rombolà che mentre attendeva la prestazione medica stava semplicemente «curiosando».

La pm ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Il difensore, l’avvocato Jacopo Arturi, ha invece sollecitato una misura più blanda, «di natura non custodiale, che permetterebbe un controllo sul territorio più efficace per le specificità del soggetto». Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Sulla decisione hanno pesato la presenza del coltello e i numerosi precedenti di polizia a carico dell’uomo, risalenti fino al 2004: «una tendenza a non rispettare la legge che non rende idonea la misura degli arresti domiciliari», ha motivato Chionna.

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Pubblicato il 03 Giugno 2026
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