Modecor di Cuvio, nessun passo avanti dopo il presidio. Fiom: «Sarà una maratona, l’azienda deve confrontarsi»
Dopo il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Cuvio, nessuna risposta da parte della direzione. La Fiom rilancia la mobilitazione: prosegue il blocco degli straordinari e non si escludono nuove iniziative
Nessuna apertura da parte dell’azienda dopo il presidio e lo sciopero organizzati davanti alla Modecor di Cuvio. La mobilitazione, avviata dopo il licenziamento di due lavoratori e la contestazione delle modalità con cui è stata gestita la vicenda, proseguirà con il blocco degli straordinari a tempo indeterminato e potrebbe presto intensificarsi con nuove iniziative sindacali.
«Novità da parte dell’azienda non ce ne sono – spiega Massimo Filomena della Fiom Cgil di Besozzo –. Hanno ritenuto di non doversi esporre e di non fornire alcuna informativa. Noi invece continueremo a incalzare perché questa situazione non può protrarsi senza un confronto. Per questo andremo avanti con lo sciopero degli straordinari a oltranza e ci riserviamo ulteriori iniziative».
IL BLOCCO DEGLI STRAORDINARI
Per il sindacato la vertenza è destinata a durare e richiederà una strategia di lungo periodo. «Questa sarà più una maratona che uno sprint – prosegue Filomena -. Vedremo come evolverà la situazione, ma l’azienda dovrà inevitabilmente stabilire un rapporto e confrontarsi con le organizzazioni sindacali».
La Fiom ritiene che il blocco degli straordinari possa rivelarsi uno strumento particolarmente efficace. «Siamo consapevoli – sottolinea il sindacalista – che, sul lungo periodo, il blocco degli straordinari può incidere più di un fermo totale. L’azienda ha necessità di rispettare le consegne e aveva già programmato una serie di ore aggiuntive che ora non può più effettuare. È su questo elemento che stiamo lavorando».
LA VERTENZA RIMANE APERTA
La mobilitazione proseguirà anche dopo la pausa produttiva già prevista. «C’è una settimana di fermo programmato – conclude Filomena – ma al rientro ci riserviamo di dare un altro colpo. L’azienda è costretta a confrontarsi, perché non si possono prendere decisioni unilaterali senza aprire un dialogo con chi rappresenta i lavoratori».
La vertenza, dunque, resta aperta. Dopo il primo presidio, la Fiom conferma una linea di pressione costante con l’obiettivo di ottenere un confronto diretto con la direzione e riportare al centro del tavolo sindacale le decisioni che riguardano il futuro dei lavoratori dello stabilimento di Cuvio.










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