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Escursionista di Besnate bloccato per sfinimento sulla ferrata Wasserfall, salvato con i compagni dal Soccorso alpino

Intervento serale sopra Croveo, nel Verbano-Cusio-Ossola, per tre escursionisti rimasti in difficoltà all'uscita della ferrata. Nella notte un'altra complessa operazione a Macugnaga per soccorrere un alpigiano colto da un malore: decisivi i tecnici del Cnsas dopo diversi tentativi falliti di recupero in elicottero

Il salvataggio degli escursionisti sulle montagne della Vco

Serata e notte di intenso lavoro per il Soccorso alpino, impegnato in due distinti interventi nel Verbano-Cusio-Ossola. Il primo ha riguardato un escursionista di Besnate rimasto bloccato insieme a due compagni sulla ferrata Wasserfall sopra Croveo; il secondo un alpigiano colto da un malore nella zona del rifugio Zamboni, a Macugnaga.

L’allarme per il primo intervento è scattato intorno alle 20.30 di ieri. La stazione del Cnsas di Baceno è stata attivata per raggiungere tre escursionisti, di età compresa tra i 44 e i 49 anni, che non riuscivano più a proseguire all’uscita della ferrata Wasserfall.

A creare la situazione di difficoltà è stato uno dei componenti del gruppo, un 49enne residente a Besnate, ormai completamente spossato dalla salita e incapace di affrontare l’ultimo tratto del percorso, caratterizzato da un’uscita particolarmente esposta e strapiombante. L’impossibilità di proseguire aveva di fatto bloccato anche gli altri due escursionisti.

I tecnici del Soccorso alpino sono entrati nella ferrata dall’alto, hanno raggiunto il gruppo e accompagnato tutti e tre in sicurezza fino all’uscita del percorso. Una volta terminato il recupero, gli escursionisti hanno potuto fare rientro autonomamente alle proprie abitazioni. L’intervento si è concluso intorno alle 23.30.

Il Cnsas ricorda che, pur essendo percorsi attrezzati, le ferrate richiedono non solo adeguata esperienza nella progressione, ma anche una buona preparazione fisica, indispensabile per affrontare in sicurezza i tratti finali senza esaurire le energie.

La notte è poi proseguita con un secondo, complesso intervento a Macugnaga. Intorno alle 00.40 è arrivata la richiesta di soccorso dall’Alpe Pedriola, nella zona del rifugio Zamboni, dove un alpigiano di 39 anni era stato colto da un malore con forti coliche.

Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente difficili. Un primo tentativo con l’elicottero notturno è stato annullato a causa della copertura nuvolosa che impediva un ingresso in sicurezza nella valle. È stato quindi richiesto l’intervento di Air Zermatt, che avrebbe potuto raggiungere l’area dalla Svizzera, ma anche questa soluzione non è stata praticabile.

Verso le 2 di notte una squadra del Soccorso alpino è quindi salita a piedi insieme a un sanitario del Cnsas, che ha raggiunto il paziente, somministrandogli i farmaci necessari e stabilizzandone le condizioni in attesa dell’evacuazione.

Nemmeno un successivo tentativo dell’elicottero decollato da Como, intorno alle 5.30, è andato a buon fine, questa volta per la presenza di una fitta coltre di fumo. Il recupero è stato infine completato intorno alle 7 del mattino grazie all’arrivo dell’elicottero sanitario proveniente da Alessandria.

Alle operazioni hanno partecipato anche i militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza (Sagf). La squadra della stazione di Macugnaga ha quindi fatto rientro a piedi in paese al termine dell’intervento.

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Pubblicato il 14 Luglio 2026
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