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Delpini ad Angera: «Il coraggio di andare controcorrente» nel ricordo di Sant’Arialdo

L’arcivescovo di Milano ha presieduto le celebrazioni per il 960° anniversario del martirio del santo patarino e per il miracolo della Madonna della Riva. Nell’omelia il richiamo alla fedeltà al Vangelo e alla coerenza cristiana anche nel mondo di oggi

Anniversario Sant'Arialdo 2026

La forza di andare controcorrente, di essere originali, di scegliere la fedeltà alle parole di Gesù anche a costo della vita. Questo il messaggio che l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha portato nella serata del 27 giugno ad Angera, dove ha presieduto le celebrazioni per il 960° anniversario del martirio di Sant’Arialdo e per il miracolo della Madonna della Riva. (Foto di Andrea Galbiati)

LA FIGURA DI ARIALDO

A partire dall’omelia, Delpini ha richiamato la figura di Arialdo – esponente del movimento patarino, impegnato nella lotta per una Chiesa più giusta e fedele all’insegnamento evangelico — come esempio di un coraggio che non ha ceduto nemmeno di fronte alla violenza. Arialdo fu torturato alla Rocca di Angera, poi ucciso all’Isolino Partegora e gettato nel lago.

Anniversario Sant'Arialdo 2026

La sua figura ancora oggi rappresenta il simbolo di coraggio e valore per una scelta di fede semplice e pura. Lo sguardo dell’arcivescovo si è allargato anche al presente: «Quella stessa ragione – ha ricordato Delpini interrogando i fedeli sulle motivazioni alla base di precise scelte di vita – la compiono oggi quelle persone che decidono di rinunciare al superfluo, di mettersi in discussione senza seguire le masse, di essere coerenti con i valori cristiani e di resistere alle distrazioni che la civiltà contemporanea continuamente propone».

LA PROCESSIONE DI BARCHE

Le celebrazioni si sono tenute nel santuario, con la messa trasmessa anche sul lungolago grazie a un maxischermo che ha permesso ai fedeli all’aperto di seguire l’evento. Al fianco dell’arcivescovo, don Pietro Bassetti, parroco della comunità pastorale di Angera, Taino e Ranco, don Valentino Venezia, monsignor Gallivanone e alcuni diaconi.
A chiudere la serata, la tradizionale processione delle barche illuminate dal porto asburgico fino all’Isolino Partegora. Uno dei riti più suggestivi e caratteristici del Basso Verbano a conclusione di una celebrazione che ha unito, in un clima di fede e raccoglimento, le tre anime della comunità pastorale.

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Pubblicato il 28 Giugno 2026
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