Il festival «Terra e Laghi» compie vent’anni: sette mesi di teatro per ridisegnare i confini dell’Insubria
Presentata a Varese la ventesima edizione della rassegna firmata Teatro Blu. Dal 21 maggio a novembre sono in programma 85 spettacoli in 44 comuni tra l’Italia e la Svizzera. Apertura ufficiale il 5 giugno ai Giardini Estensi con la prima nazionale dello spettacolo olimpico «La Regina delle Nevi»
Vent’anni di teatro diffuso, di incontri e di territori che si riscoprono comunità. Il festival itinerante «Terra e Laghi», ideato e promosso da Teatro Blu di Cadegliano Viconago, taglia il traguardo della ventesima edizione. Un compleanno importante per una rassegna che, nata coinvolgendo dieci comuni dell’alto Varesotto, è diventata nel tempo una rete internazionale capace di accogliere quasi 300mila spettatori e di estendersi fino alla macroregione alpina, toccando sette Paesi europei.
La nuova edizione, intitolata «Geografie del possibile», è stata presentata questa mattina a Palazzo Estense alla presenza del sindaco di Varese Davide Galimberti, dell’assessore alla cultura Enzo Laforgia e della direttrice artistica Silvia Priori, insieme a diversi amministratori dei Comuni coinvolti nella rassegna. Il cartellone si svilupperà su sette mesi – da maggio a novembre 2026 – proponendo 85 spettacoli in 44 comuni, divisi in tre macro-aree: prosa, teatro di strada e circo.
I confini come luoghi d’incontro
«Celebriamo vent’anni di storia e di condivisione – ha spiegato Silvia Priori – ma soprattutto celebriamo questo territorio di frontiera. Gli spettacoli sono dislocati lungo l’area di confine, una geografia che il festival vuole cambiare: i confini non devono più essere barriere, ma luoghi di incontro». Una visione, quella del «salto dei confini», rappresentata nella nuova veste grafica del festival – che mostra dei pesci che saltano nell’acqua e un ponte – realizzata in collaborazione con dieci studenti di Scienze della Comunicazione dell’Università dell’Insubria, attualmente impegnati in un tirocinio formativo con Teatro Blu.
Un concetto ripreso anche dall’assessore alla cultura Enzo Laforgia: «Come i pesci nell’acqua o gli uccelli in aria, l’arte non vede barriere. Mettere insieme le persone pacificamente di questi tempi è una conquista straordinaria. Questo festival fa proprio questo: ricostruisce le comunità lungo una linea di confine che unisce paesi, comuni e regioni differenti. Il teatro non deve fare evangelizzazione, ma ha il grande vantaggio di metterci di fronte a persone che dialogano».
Il sindaco Davide Galimberti ha sottolineato il valore della continuità istituzionale: «È un festival importante che consolida la stagione estiva del territorio e dimostra come quest’area sia unita da iniziative culturali forti. Siamo felici di sostenere, come assessorato e come Comune, questa bella rassegna».
Il programma: dalle anteprime all’inaugurazione ai Giardini Estensi
La macchina del festival si metterà in moto già nei prossimi giorni con una serie di anteprime. Il primo appuntamento è fissato per giovedì 21 maggio a Besnate, dove il Teatro Incontro ospiterà la compagnia fiorentina Catalyst con lo spettacolo per famiglie «OH! Gli straordinari racconti di un grande libro bianco». Domenica 24 maggio, invece, la rassegna farà tappa a Zibido San Giacomo (Milano) con il «Circus Show» della compagnia Arteludica. Nel fitto programma dei mesi successivi troveranno spazio anche artisti come Luigi D’Elia, con un lavoro ispirato a Cesare Pavese, e la storica compagnia di burattini di Chicco Colombo, che festeggia nel 2028 i cinquant’anni di attività.
L’evento ufficiale di apertura si terrà invece venerdì 5 giugno alle ore 21:00 nell’Arena dei Giardini Estensi di Varese. In scena l’ultima produzione di Teatro Blu: «La Regina delle Nevi», testo e regia di Silvia Priori e Roberto Gerbolès (sul palco insieme alle musiche di Ivano Angelo Draisci e le videoscenografie di Lorenz Ronchi).
Lo spettacolo, che arriva a Varese dopo il debutto a Pechino e una tournée mondiale che ha toccato Belgio e Ungheria, è dedicato alle Olimpiadi e ai valori dello sport. Attraverso un mix di narrazione e contributi multimediali, il lavoro ripercorre la vita e le imprese di Deborah Compagnoni – prima atleta a vincere tre ori in tre diverse edizioni dei Giochi Invernali nello sci alpino – trasformando la montagna e la sfida sportiva in una metafora universale di resilienza e superamento dei propri limiti.
La rassegna, sostenuta tra gli altri da Regione Lombardia e finanziata dal Ministero della Cultura tramite il FUS, proseguirà poi nei mesi successivi con la presentazione della seconda parte del programma, dedicata alla rete di interscambio e alle collaborazioni internazionali europee.










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