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La Provincia di Varese adotta il nuovo Piano Territoriale di coordinamento: solo Uboldo è contrario

Dopo quasi vent'anni dal precedente, il PTCP è stato aggiornato con sei pilastri strategici e dieci progetti. L'assemblea dei sindaci aveva votato quasi all'unanimità. Ora si apre la fase delle osservazioni, con l'approvazione definitiva attesa per settembre 2026

consiglio provinciale

Il Consiglio Provinciale di Varese ha adottato con 11 voti favorevoli e 3 astenuti ( Fratelli d’Italia) il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), mettendo la parola fine a un iter lungo e articolato che ha coinvolto decine di enti locali, autorità ambientali e cittadini.

La delibera, firmata dal presidente Marco Magrini, è stata approvata con voto favorevole dai consiglieri provinciali ( astenuti Fratelli d’Italia) al termine di un percorso che aveva già incassato, poco prima della seduta, un passaggio decisivo: il voto dell’assemblea dei sindaci. Settantotto i comuni che si sono riuniti assegnando un voto quasi plebiscitario: 77 voti favorevoli, e un solo contrario, il Comune di Uboldo. Una partecipazione che rappresenta 635.255 abitanti.

Un piano atteso da quasi vent’anni

Il PTCP vigente era stato approvato nel 2007, rendendolo uno dei piani provinciali più datati dell’intera Lombardia. Nel frattempo il territorio è cambiato profondamente: nuove infrastrutture, trasformazioni climatiche, pressioni economiche diverse, un contesto regionale rinnovato. Aggiornare quello strumento non era più rinviabile.

Il percorso di revisione ha attraversato mesi di lavoro tecnico e istituzionale, scandito da tappe formali precise: il Parere di Valutazione di Incidenza del 12 marzo 2026, il Parere motivato VAS del 14 aprile 2026 e, prima ancora, il parere favorevole della Conferenza dei Comuni, delle Comunità Montane e dei Parchi del 27 marzo. La fase partecipativa della Valutazione Ambientale Strategica ha raccolto 104 contributi, tra cui 58 pareri dei Comuni, con particolare attenzione ai temi della rete ecologica, degli ambiti agricoli e della viabilità — tre aree su cui il piano ha recepito modifiche significative rispetto alla proposta iniziale.

Provincia di Varese presenta il “piano territoriale di coordinamento”, uno strumento di sviluppo per i prossimi 15 anni

Sei pilastri e dieci progetti strategici

Il nuovo PTCP si struttura attorno a sei pilastri: coesione, inclusione e connessioni; attrattività; resilienza e governo integrato delle risorse; riduzione del consumo di suolo e rigenerazione; cultura, paesaggio e identità; ascolto e partecipazione. A questi si affiancano dieci progetti strategici che traducono gli obiettivi in azioni concrete sul territorio.

Tra i più attesi figura il progetto sul nuovo ospedale di Busto Arsizio e Gallarate. Confermati anche lo sviluppo del sistema ciclopedonale provinciale, la valorizzazione di Malpensa come motore di sviluppo territoriale, l’attuazione della rete verde provinciale e la Strategia Cultura 2030. Rispetto alla presentazione dello scorso febbraio, è stato aggiunto un decimo progetto strategico — “Think. Make. Grow: Sistema dello sviluppo economico” che mette al centro la competitività del territorio, gli investimenti e la crescita occupazionale sostenibile.

Le voci dell’istituzione

«Con l’adozione del nuovo PTCP compiamo oggi una scelta di visione e di responsabilità istituzionale – ha dichiarato il presidente Marco Magrini – Aggiorniamo uno strumento fermo al 2007 e lo adeguiamo alle nuove esigenze del territorio, costruendo un Piano non della Provincia, ma per la Provincia. Un Piano che tiene insieme sviluppo, sostenibilità, infrastrutture, tutela e crescita».

Il consigliere delegato alla Transizione ecologica Stefano Bellaria ha sottolineato il carattere condiviso del percorso: «Il valore di questo Piano sta anche nell’aver saputo recepire contributi, osservazioni e proposte, migliorando progressivamente uno strumento che nasce condiviso e che continuerà a crescere nella fase delle osservazioni e verso l’approvazione definitiva».

Il parere delle opposizioni

Il consigliere della Lega Sergio Ghiringhelli ha espresso un giudizio complessivamente positivo sullo strumento, apprezzandone la grande condivisione e la capacità di recepire le indicazioni dei singoli enti nei limiti consentiti dalla legge. Ha tuttavia sollevato una questione di metodo che non può essere ignorata: su 136 comuni della provincia, soltanto 77 si sono presentati a votare il piano. Una partecipazione bassa che, a suo avviso, deve far riflettere.

Il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Colombo ha dichiarato l’astensione del proprio gruppo non tanto per il valore del lavoro svolto e del risultato raggiunto ma a sostegno del voto contrario del comune di Uboldo.

«Il comune del Saronnese – ha spiegato il consigliere – è un territorio che soffre in misura particolare la pressione dell’industrializzazione e della viabilità pesante. Il nodo specifico è quello di un’ex cava, già dismessa anche dal piano regionale, su cui il comune aveva presentato un’osservazione a marzo chiedendo la possibilità di realizzare una Comunità Energetica Rinnovabile. La risposta è rimasta bloccata per la presenza di un corridoio ecologico in quella zona, un vincolo che, in un territorio già fortemente urbanizzato e lambito dall’autostrada, merita una valutazione più articolata».

Il presidente Magrini ha replicato direttamente sul caso di Uboldo, assicurando che la questione è seguita con attenzione, anche attraverso interlocuzioni con la Regione. Ha precisato che la Regione sta lavorando a una norma specifica sulle ex cave e gli impianti rinnovabili, con l’obiettivo di distinguere i siti dove gli interventi sono praticabili da quelli soggetti a vincoli reali: « Su Uboldo – ha concluso Magrini –  verrà aperto un tavolo di lavoro dedicato e allargato ai diversi attori interessati».

Cosa succede adesso

Con l’adozione in Consiglio Provinciale, il PTCP entra ora nella fase delle osservazioni: enti, cittadini e portatori di interesse potranno presentare contributi e richieste di modifica.

L’intenzione è di incontrare ciascun comune ne faccia richiesta: poi si potranno attuare tavoli tematici per rendere questo programma flessibile con parti modificabili così da mantenerlo sempre attuale. Tra i punti caldi c’è la perequazione per il consumo di suolo.  L’approvazione definitiva è prevista per settembre 2026. Il piano adottato oggi sarà inoltre il primo in provincia ad essere adeguato al nuovo Piano Territoriale Regionale, approvato dal Consiglio regionale alla fine del 2025.

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Pubblicato il 23 Aprile 2026
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