“Mi candido con la mia storia, non con i simboli”: Andrea Pellicini torna in campo a Luino
Lista civica sostenuta da tutta la coalizione di centro destra ma senza simboli di partito. Pellicini: “Un’operazione politica che ricuce vent’anni di fratture”. Deputato e sindaco, è possibile? “Ruoli compatibili, serve una guida forte e organizzata”
«Mi candido con la mia storia, non con i simboli». Andrea Pellicini ufficializza così la sua candidatura a sindaco di Luino, tornando in campo con una lista civica – Vento del Verbano – sostenuta da tutto il centrodestra ma senza simboli di partito sulla scheda.
La scelta, spiega, è in continuità con il passato: «Io sono stato eletto due volte sindaco, nel 2010 e nel 2015, sempre senza simboli. Allora il mio partito valeva il 2,5%, oggi vale il 30%. Ma proprio per questo non mi sembrava corretto presentarmi con il simbolo: a Luino mi presento come Andrea Pellicini, con la mia storia, le mie relazioni, i rapporti costruiti negli anni».
Poi aggiunge: «Sono anche un deputato di Fratelli d’Italia e ne sono orgoglioso, il partito mi sostiene, ma qui la candidatura è personale».
Il centrodestra torna insieme
Accanto a lui, alla presentazione, c’erano tutti i rappresentanti della coalizione. Ed è proprio questo il dato politico più marcato: la ricomposizione del centrodestra.

«Per la prima volta dal 2000 si presenta tutto insieme – dice Pellicini -. Negli anni ci sono state divisioni, con la Lega, con Forza Italia. Oggi queste fratture sono state superate». Un passaggio su cui insistono anche gli altri presenti al tavolo. Andrea Cassani, sindaco di Gallarate ed esponente della Lega, parla di un percorso costruito nel tempo: «Il nome di Pellicini è stato al centro delle riunioni per mesi. L’obiettivo era tornare uniti e proporre una candidatura credibile».
Simone Longhini, segretario provinciale di Forza Italia, sottolinea invece il profilo del candidato: «È una figura autorevole, conosce la città ed è conosciuto dalla città». Mentre Giuseppe Taldone, vicesegretario regionale dello stesso partito, ricorda il lavoro fatto dietro le quinte: «Non è un progetto nato in poche settimane. È stato necessario limare differenze, trovare un punto di equilibrio tra i partiti».
Nel tavolo del centrodestra c’è anche Lombardia Ideale. Il portavoce provinciale Leslie Mulas parla di Luino come di «un comune strategico per il nord della provincia» e lega la candidatura anche al ruolo istituzionale di Pellicini: «La sua esperienza e il fatto di essere parlamentare possono rappresentare un valore aggiunto».
La squadra e i primi temi
La lista resterà civica, ma con un perimetro politico chiaro. «Non è una lista improvvisata – dice Pellicini -. Ogni componente ha un senso. Ci sono persone con esperienza amministrativa e altre più giovani. È un gruppo che nasce per governare».
Sul programma, le indicazioni sono ancora parziali ma già molto concrete. Il primo punto riguarda il funzionamento del Comune: «Oggi per un appuntamento con un ufficio si arriva anche a tre mesi. Non è possibile. Il Comune deve tornare a fare le cose semplici e a dare risposte». Un tema che per il candidato diventa centrale anche politicamente: riorganizzare la macchina comunale per ridurre tempi e inefficienze.
Poi la città: «Basta fare un giro per vedere che ci sono problemi di manutenzione. Strade, aiuole, spazi pubblici. Non servono miracoli, ma una presenza costante».
E la sicurezza, con un riferimento preciso alla stazione: «È un luogo che oggi è di fatto abbandonato. L’idea è portare lì un presidio stabile della polizia locale».
Il nodo del doppio ruolo
Nel corso dell’incontro torna anche uno dei temi più “delicati”, quello della compatibilità tra il ruolo di parlamentare e quello di sindaco – è possibile? Pellicini su questo risponde in modo diretto: «Non è una questione di presenza fisica. Il sindaco deve avere obiettivi chiari e saper coordinare una squadra».
E porta un esempio dei suoi mandati precedenti: «Nel 2010 avevamo promesso l’abbattimento del muro sul lungolago. In un anno lo abbiamo fatto, perché avevamo un obiettivo preciso».
Sulla doppia funzione insiste anche una parte della coalizione, che la legge come un’opportunità: avere un sindaco con un ruolo nazionale potrebbe facilitare i rapporti istituzionali.
Nel confronto con i giornalisti, ad emergere è anche il tema del ricambio politico. «Non ho l’ambizione di fare il sindaco per 10 o 15 anni – dice Pellicini -. L’idea è fare un mandato e lavorare anche alla crescita di una nuova classe dirigente».
Tra i temi toccati anche quello dei frontalieri e del rapporto con la Svizzera: «Luino ha circa duemila frontalieri, è un elemento fondamentale per l’economia. I rapporti devono restare buoni, ma non possiamo pensare che il futuro sia solo quello: dobbiamo creare lavoro anche qui».
La campagna elettorale entra ora nella fase operativa. La presentazione ufficiale della lista e del programma è fissata per il 9 maggio. «Adesso viene il confronto con i cittadini – conclude -. È lì che si costruisce davvero tutto».









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