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Falsi dentisti, sette persone denunciate

Lavoravano al posto degli odontoiatri, titolari solo di facciata di diversi studi tra le province di Varese e Milano, eseguendo operazioni anche complesse nelle bocche dei pazienti

 Odontotecnici che si spacciavano per odontoiatri e odontoiatri che li lasciavano tranquillamente operare anche se questi non avevano i titoli per farlo e, in qualche caso, le capacità. Sette persone sono state denunciate dal nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese dopo la segnalazione pervenuta via lettera firmata nella quale si chiedevano verifiche nei confronti di alcuni dentisti. Tre medici dentisti ed un medico di base, direttore sanitario di una delle strutture odontoiatriche coinvolte, conniventi con i tre falsi colleghi, sono stati denunciati, assieme a questi ultimi, alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, per esercizio abusivo della professione medica e agevolazione dolosa della stessa.  Dopo la segnalazione immediatamente è scattata la prima fase delle indagini da parte dei finanzieri che, partendo dalle informazioni acquisite nel corso dell’ordinaria attività dell’istituto ha delineato il quadro indiziario.

La conferma, di quanto accertato preliminarmente, è arrivata invece in una seconda fase delle indagini, una volta informato il sostituto procuratore della repubblica di Busto Arsizio Nadia Calcaterra che ha disposto l’esecuzione di otto perquisizioni domiciliari, delle quali cinque presso studi dentistici individuati come luoghi di esercizio clandestino della professione medica da parte dei tre odontotecnici.
Nel corso delle perquisizioni sono stati acquisiti documenti contabili, appunti manoscritti, archivi elettronici conservati su “personal computer”, nonché testimonianze dal personale amministrativo operante nelle strutture sanitarie. Il materiale raccolto attestava, in modo inconfutabile, il quadro prefigurato e cioè l’esercizio abusivo della professione di medico dentista da parte dei tre odontotecnici, con la piena consapevolezza e connivenza dei professionisti titolari degli studi dentistici (e, in un caso, del dirigente sanitario della struttura odontoiatrica), che mettevano a disposizione locali ed attrezzature. Uno studio è situato in pieno centro a Busto Arsizio mentre un secondo a Lonate Pozzolo. Gli altri tre erano distribuiti tra Angera, procura competente è quella di Varese, e Lainate, Rho, Vanzago (competente la procura di Milano).

La progressione delle indagini e la raccolta di ulteriori testimonianze degli stessi clienti (in qualche anche consapevoli che non si trattasse di dentisti abilitati) ha permesso di delineare, nel dettaglio, le attività illecite. Si è scoperto che i tre abusivi non si occupavano solo di “operazioni semplici”, come piccole otturazioni dentarie già di per sé pericolose ma anche,di prestazioni mediche complesse come impiantologie ed estrazioni dentali, osteointegrazioni, apicectomie, installazioni di apparecchi per la correzione della posizione dei denti. In buona sostanza in questi studi l’odontotecnico lavorava e l’odontoiatra incassava. Questo andazzo (che andava avanti da almeno una decina d’anni) ha creato anche qualche danno non da poco ad alcuni pazienti che ora hanno deciso di chiedere il risarcimento dei danni. L’esercizio abusivo della professione aveva anche implicazioni organizzative e contabili, dato che le fatture e le certificazioni rilasciate ai clienti riportavano l’intestazione del medico effettivo titolare dello studio dentistico, ma recavano sottoscrizioni ed attestazioni fasulle, apposte dagli odontotecnici, che si erano surrogati nelle prestazioni sanitarie. 

I risultati dell’indagine (denominata "Dental Care") sono stati presentati questa mattina dal procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Francesco Dettori che si è complimentato con il sostituto Nadia Calcaterra, con l’ufficiale di Polizia Giudiziaria Giovanni Antico e con gli uomini della Guardia di Finanza di Varese rappresentati dal comandante Antonino Maggiore. Il sostituto procuratore Calcaterra ha anche sottolineato l’esiguità delle pene previste dalla legge per questi reati: fino a sei mesi di detenzione e multe da 100 a 500 euro.

Pubblicato il 22 Luglio 2011
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