Verso le elezioni a Verbania, Nicolò Scalfi (PD): il centrosinistra? Si ricuce con le idee
Lavori in corso per riaggregare la sinistra attorno ai temi comuni, non escluso un confronto coi 5Stelle
Verso le elezioni a Verbania, Nicolò Scalfi (PD): il centrosinistra? Si ricuce con le idee Lavori in corso per riaggregare la sinistra attorno ai temi comuni, non escluso un confronto coi 5Stelle
VERBANIA – L'unità della sinistra come un mantra che, a guardare le vicende nazionali, mantiene inalterato il senso e al tempo stesso perde forza giorno dopo giorno. Ma siamo a Verbania e, malgrado le divisioni, ci si conosce tutti. In vista delle elezioni amministrative del 2019, un tentativo di rimettere assieme la parte a sinistra del mondo va quindi fatto. Ed è già qualcosa di più di un tentativo, a sentire il segretario cittadino del PD Nicolò Scalfi, che ammette: «Le interlocuzioni sono partite. E' doveroso mettersi al tavolo e discutere, con realismo, sulle cose da fare per Verbania. E' sui temi che dobbiamo trovare le convergenze per ricostruire un arco di centrosinistra ampio. E dirò di più: non è escluso un confronto col Movimento 5 Stelle, perché sappiamo bene che parte dell'elettorato di sinistra, alle elezioni del 4 marzo s'è rivolto lì. Ci sono temi da riaprire anche con loro».
Innegabile che oltre ai temi, le eventuali convergenze debbano fare centro su un nome, una candidatura che soddisfi tutti. E' prematuro?
«Stiamo lavorando al di là del nome del candidato sindaco. Oggi abbiamo un sindaco uscente che sosteniamo in consiglio comunale. Nel quadro di una situazione così frammentata, siamo concentrati a tenere viva quell'anima di centrosinistra che ritroviamo nelle liste civiche, nelle associazioni, nei singoli consiglieri, nei cittadini. C'è tempo per arrivare a ufficializzare le candidature, per ora pensiamo a convergere sui temi e tra qualche mese "quadreremo" sul nome».
Insomma, è il tempo delle proposte, ma c'è qualche certezza?
«Il PD non farà battaglie da solista, questo anche per essere competitivi col centrodestra, che è il nostro vero avversario e che sulla scorta dei successi alle politiche si presenta unito. Ma il loro percorso è inverso: hanno un nome, quello di Giandomenico Albertella che peraltro non ha ancora ufficializzato la candidatura. Ma su quali temi fondano la loro fantomatica coesione? Dovranno sciogliere un po' di nodi».
E allora quali sono i temi sui quali state lavorando oggi?
«Le questioni da affrontare ovviamente sono molte, diciamo che le direttrici sulle quali siamo concentrati al momento sono due: la trasformazione del territorio e le politiche sociali. Per il primo tema, c'è la questione del fronte lago, dove, ad esempio, stiamo ragionando su possibilità di interventi fattibili per un parcheggio strutturale al servizio di Pallanza, per portare avanti la riqualificazione del lungolago, senza pregiudicare le attività commerciali, ma capire al contrario come valorizzare i plateatici. E poi c'è l'intervento, atteso da anni, di riqualificazione dell'area Pontini, alla foce del San Giovanni. Il tutto lavorando nel solco di questi anni: da quanto avviato grazie al finanziamento del "Bando periferie" e quanto promosso dal Piano del traffico". Poi, sempre nell'ambito delle trasformazioni territoriali, c'è il rafforzamento delle tematiche legate all'entroterra montano, anche in ottica turistica. Un discorso legato alla fusione con Cossogno, ma non solo, pensiamo ad un interesse specifico per il Monterosso e quindi alle prospettive di allargamento del Parco ValGrande, e poi la sentieristica e la valorizzazione del borgo di Cavandone…
Diciamo che questi sono i campi sui quali vogliamo promuovere una discussione per arrivare a proposte di programma».
E relativamente al sociale?
«Uno dei punti di partenza sono sicuramente la politiche per la casa. L'ATC (che versa in gravi difficoltà ndr) è una priorità, quindi qualcosa va fatto assolutamente. Poi occorre ampliare le possibilità abitative, che sono il problema principale per chi è in difficoltà, ma anche per coloro che si trovano nella cosiddetta zona grigia: famiglie monoreddito, giovani che vogliono rendersi autonomi, lavoratori precari. Per loro si potrebbe pensare ad un bonus locazione, che oltre a sostenerli economicamente per un periodo di tempo, darebbe anche la possibilità di favorire la riqualificazione di alcune aree».
Come concluderesti questa conversazione?
«Affermando la volontà di ricucire la sinistra con le idee, con un disegno politico comune e prospettando per i prossimi 5 anni una forte attività di programmazione e pianificazione, che sinora è mancata. Basta continuare a dividerci e regalare voti al centrodestra e ai 5Stelle. Il PD non è morto in città ed è responsabilità della mia segretaria costruire il dialogo».








