Innocente Salvini, il pittore-mugnaio che rivive sulle pareti del suo mulino
Sul confine tra Cocquio e Gemonio è visitabile il museo dedicato a un pittore che attraversò il Novecento senza aderire alle correnti artistiche del tempo e che ha segnato la scena locale
Tra gli artisti che sono nati e hanno caratterizzato il nostro territorio, un posto importante lo merita senza dubbio Innocente Salvini. Il pittore di Cocquio Trevisago (vi nacque nel 1889 e vi morì 90 anni più tardi, anche se trascorse gran parte della vita quotidiana a Gemonio: la sua casa è sul confine tra i due comuni) si distinse per essere stato sempre indipendente a livello artistico.
Non è infatti possibile inserire Salvini in una corrente artistica del suo tempo, neanche nel futurismo con cui entrò sicuramente in contatto dal momento che Carlo Ernesto Accetti, colui che lo scoprì, era amico d’infanzia di Antonio Sant’Elia e, soprattutto, Umberto Boccioni. Futurismo che, inoltre, fu sicuramente la principale corrente artistica del secolo scorso in Italia.
Salvini studiò a Milano, prima all’Umanitaria e poi all’Accademia di Brera. Proprio a Milano si fece conoscere con una mostra allestita nel ’48 alla Galleria Annunciata e, successivamente, alla XXV Biennale di Venezia. I temi principali delle sue opere furono la famiglia e la vita contadina, riprodotti con colori richiamanti l’espressionismo (soprattutto verde, giallo e rosso). Oggi la maggior parte di esse sono conservate in provincia di Varese, dove si segnalano soprattutto l’affresco “La ripartizione della polenta in famiglia” sulla facciata del Municipio di Arcumeggia e naturalmente il Museo Innocente Salvini, aperto nel 1983 e allestito nella sua casa natale.
Ovvero quell’antico e rustico mulino (sapientemente restaurato) accanto al torrente Viganella dove la sua famiglia ha sempre vissuto e dove lui stesso ha svolto il mestiere del mugnaio: nel museo gestito dagli eredi sono collocate le opere principali, raffiguranti luoghi e persone della sua vita e dei suoi affetti. Un altro affresco significativo, risistemato di recente, si affaccia sulla piazza principale di Gemonio e raffigura il ritorno a casa dell’alpino.

Alcune realizzazioni del Salvini si trovano anche al di fuori del Varesotto: si tratta del “Gentilino” presso il Palazzo Comunale di Lugano, dei disegni conservati nel Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano e di alcune opere facenti parte della Collezione d’Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani. A questi si aggiungono dipinti, quadri e altri disegni appartenenti a numerose collezioni private.
La casa-museo fa parte dei “luoghi del cuore”, la campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare promossa dal FAI, e dal 2021 aderisce alla rete “Archivi del contemporaneo” che, dall’anno successivo, organizza il Festival “ArchiviFuturi”. Manifestazione che si tiene fra giugno e luglio e che nei fine settimana (tra giovedì e domenica) permette di visitare numerosi luoghi del nostro territorio, anche quelli che di solito non sono aperti al pubblico. Al Museo Salvini in particolare si è svolta nei giorni scorsi una visita guidata ma il programma prosegue in altri luoghi sino al weekend del 21 giugno. “ArchiviFuturi” inoltre si sta espandendo anche nelle province di Novara, Verbania e Milano.










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