A Èqualafesta nasce “Ubuntu”, la mostra che si costruisce insieme ai visitatori
Al Boschetto di Germignaga l’installazione interattiva della cooperativa Ballafon invita il pubblico a contribuire con pensieri, poesie, disegni, musica e movimento. Nel programma anche teatro, percussioni, psicomotricità e yoga-poesia
Una mostra da guardare, ma soprattutto da costruire insieme. Tra gli appuntamenti di Èqualafesta, in programma sabato 29 e domenica 30 agosto al Boschetto di Germignaga, ci sarà anche “Ubuntu”, l’installazione interattiva proposta dalla cooperativa Ballafon e dedicata alla relazione umana e alla forza dell’intelligenza collettiva.
Il nome scelto richiama il concetto africano di Ubuntu, legato all’idea che l’identità di ciascuno si costruisca anche attraverso la relazione con gli altri. Ed è proprio questa dimensione collettiva a diventare il cuore dell’iniziativa: i visitatori non saranno semplici spettatori, ma verranno invitati a lasciare qualcosa di sé e a contribuire alla crescita della mostra.
Un pensiero, una canzone, una poesia, un disegno, un suono o un ballo potranno così diventare parte dell’installazione. Linguaggi diversi per raccontare ciò che nasce dall’incontro e mostrare come la creatività individuale, quando viene condivisa, possa trasformarsi in patrimonio comune.
Ubuntu sarà visitabile sabato 29 agosto a partire dalle 15 e domenica 30 agosto dalle 11 alle 19.
Laboratori, teatro, percussioni e psicomotricità
Accanto all’installazione sono previste diverse attività aperte al pubblico.
Domenica alle 14 prenderanno il via gli atelier: il disegno e il teatro saranno proposti con Nicola Tosi, mentre i ragazzi di Ballafon accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle percussioni. In programma anche un’attività di psicomotricità con Alessia Hilary Aloe della scuola Nuccio Puleio di Varese.
Alle 17 sarà invece il momento di “L’albero e le sue radici”, un incontro tra yoga e poesia curato da Yoga Sociale. La pratica corporea sarà affiancata da un laboratorio poetico dedicato simbolicamente alle radici, all’appartenenza e alle relazioni. Per partecipare è richiesto di portare con sé un tappetino, un foglio e una penna.
Le opere di Sandro Paradisi e Mbaye Diop
Per tutta la durata della mostra saranno inoltre esposte le opere di Sandro Paradisi e dell’artista senegalese Mbaye Diop, aggiungendo un ulteriore linguaggio al percorso costruito intorno all’incontro tra persone, esperienze e culture.
Ubuntu si inserisce così nello spirito più ampio di Èqualafesta, la due giorni organizzata al Boschetto di Germignaga per interrogarsi sulle conseguenze delle nostre scelte quotidiane e sulle alternative possibili.
In questo caso la riflessione passa dalla partecipazione: non soltanto parlare di comunità, ma provare concretamente a costruirla attraverso l’arte, il corpo, la parola e ciò che ciascuno sceglierà di condividere con gli altri.










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