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Coltivare la terra per ricostruire relazioni: il modello sociale di Dikuntu nel Varesotto

Dikuntu recupera terreni abbandonati e lavora alla rinascita di un vecchio asilo di Cocquio trasformandolo in uno spazio condiviso aperto al territorio

rosamaria bricchi dikuntu odv


Coltivare la terra per coltivare relazioni, inclusione e nuove opportunità. È questo il principio alla base di Dikuntu ODV, associazione di agricoltura sociale protagonista della nuova puntata del podcast “Soci All Time” di Radio Materia, realizzato in collaborazione con CSV Insubria. Nata nel 2021 nel territorio varesino, la realtà lavora sull’inserimento lavorativo di persone fragili, dai richiedenti asilo ai minori in messa alla prova, fino a persone con disabilità, attraverso progetti agricoli e percorsi di rigenerazione comunitaria. L’associazione opera recuperando terreni agricoli abbandonati e spazi inutilizzati, trasformandoli in luoghi produttivi e di aggregazione sociale.

Dall’accoglienza all’inclusione attraverso il lavoro

Il progetto è nato inizialmente per offrire un’opportunità concreta a giovani migranti che faticavano a trovare un’occupazione stabile e regolare. L’agricoltura è diventata così uno strumento di integrazione e autonomia. Tra le esperienze raccontate nella trasmissione emerge quella di un ragazzo straniero che rischiava di perdere il permesso di soggiorno a causa della mancata prosecuzione di un tirocinio. Da qui è nata la scelta di creare un percorso lavorativo vero, capace di garantire dignità e stabilità. Oggi Dikuntu impiega lavoratori agricoli con contratti regolari finanziati anche attraverso la vendita diretta di cassette di verdura.«L’obiettivo è trasformare persone considerate fragili in una risorsa per la comunità» – spiega Rosamaria Bricchi, fondatrice dell’associazione.

La Comunità che sostiene l’agricoltura

Uno dei pilastri del progetto è il modello CSA, Comunità che Sostiene l’Agricoltura. I cittadini aderenti finanziano in anticipo la produzione agricola e ricevono settimanalmente cassette di ortaggi freschi. Un sistema che permette all’associazione di sostenere economicamente il progetto e creare un rapporto diretto tra produttori e territorio. L’esperienza agricola diventa anche occasione di scambio culturale. I migranti coinvolti portano infatti competenze e sensibilità legate alla cura della terra che spesso si stanno perdendo.

Il recupero dell’ex asilo di Cocquio

Accanto ai campi coltivati, Dikuntu sta lavorando al recupero di un vecchio asilo abbandonato a Cocquio Trevisago, chiuso da oltre dodici anni. L’edificio, storico punto di riferimento del paese fin dal 1878, è destinato a diventare uno spazio multifunzionale aperto alla comunità. L’associazione punta a partecipare a nuovi bandi di finanziamento per ottenere le risorse necessarie alla ristrutturazione e all’adeguamento della struttura.

Un nuovo centro di aggregazione sociale

Il progetto prevede la realizzazione di una cucina professionale per trasformare i prodotti agricoli in conserve e preparazioni alimentari, aumentando così le possibilità occupazionali. Ma l’obiettivo va oltre l’aspetto produttivo. L’ex asilo vuole diventare un luogo di incontro intergenerazionale, capace di ospitare laboratori artistici, attività per anziani e momenti di socialità. Già oggi alcuni spazi vengono utilizzati per incontri settimanali e attività dedicate alla comunità locale.

Rigenerare il territorio partendo dalla terra

Dikuntu punta a costruire una rete tra cittadini, associazioni e istituzioni locali, coinvolgendo enti pubblici, parrocchie e fondazioni nella gestione condivisa degli spazi recuperati. Il progetto dimostra come la cura della terra possa trasformarsi in uno strumento di inclusione sociale, formazione e rigenerazione urbana. Una visione che guarda all’agricoltura non solo come produzione, ma come occasione per ricostruire relazioni e senso di appartenenza all’interno del territorio varesino.

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Pubblicato il 14 Maggio 2026
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