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La rivincita della fantasia: Marta, da Cheglio al mondo cyber, con le sue storie per grandi e piccini

Telloworld non condanna la tecnologia e nemmeno i telefonini. Ci sono gli stessi ingredienti di sempre, per le favole eterne, ma anche per le storie “cyber” che parlano ai ragazzi, uscite dai pensieri di Marta Trombetta

Generico 10 Apr 2023

A Telloworld, certamente, dovranno scaricarsi un’app ancora tutta da inventare, per capire e comprendere un cercatore di storie che si presenta con un blocco notes e una penna, alla porta di una signora, per farne un ritratto a parole: In quel di Cheglio, frazione di Taino, nel mondo reale, tra lago e campagna.

Antichi strumenti, carta e penna, sempre validi per fermare luci, ombre, colori, idee, immagini: gli stessi ingredienti di sempre, per le favole eterne, ma anche per le storie “cyber” che parlano ai ragazzi, uscite dai pensieri di Marta Trombetta. «Storie nate vedendo mio figlio crescere, ma che erano un sogno rimasto nel cassetto da moltissimi anni, da quando avevo sette, otto anni e poco più, l’età dei protagonisti delle storie di Telloworld».

La bambina che era, non si è mai rassegnata, insomma: «Fin da quella volta che, piccolissima, scrissi delle poesie, le mie prime poesie e le feci leggere a mio padre emozionata. Solo che lui me le bocciò, dicendomi che erano sciocchezze». Le ferite, anche quelle più profonde, si sono rimarginate, le idee di quella bambina sono rimaste intatte, un po’ come il suo sguardo da cerbiatto, come dice suo marito Roberto. E, in effetti, Marta ha proprio questo atteggiamento da cerbiatto: sguardo dolce e atteggiamento timido, un po’ diffidente, che viene spazzato via dagli spazi aperti della sua fantasia. «A un certo punto della mia vita, mi sono detta: ora o mai più». Il momento decisivo è stata la pandemia, quando il mondo, tutto quanto si è fermato: «Il lockdown, credo per tutti, è stata un’esperienza sconvolgente. Chi ha avuto la possibilità di viverlo in un contesto felice, è stato anche una splendida opportunità. In quei giorni del 2019, per la prima volta stava capitando che mi venisse dato del tempo da reinventare: proprio ripensando al valore del tempo, è venuto fuori il mio sogno di sempre, quello di scrivere, scrivere storie».

La tecnologia buona di Telloworld, che ha preso vita nel lockdown

Prima di allora, Marta Trombetta, aveva fatto tutt’altro: studentessa, mamma, impiegata che ha studiato bene le lingue straniere e con la passione per i viaggi. «La pandemia, che per molti è stata un dramma, a me ha regalato il tempo. E l’idea è sbocciata pensando a mio figlio Lorenzo e ai suoi coetanei, sempre con gli occhi incollati a quei maledetti telefonini. Pensando a quel problema, è venuto fuori il personaggio di un mondo virtuale, Telloworld, un mondo cyber, dove tutto è a forma di telefonino, dentro al quale si accede soltanto scaricando un’applicazione, cliccando su un’icona. Mi sono inventata un mondo e un linguaggio per raggiungere loro, i più giovani, che sono i più esposti ai rischi dall’overdose di tecnologia».

Eppure, Telloworld non condanna la tecnologia e nemmeno i telefonini: «No, sono splendide opportunità, occorre solo imparare a utilizzarle correttamente. Io non demonizzo gli smartphone, no. Però mi impressiona moltissimo come l’eccesso di tecnologia spenga i cervelli dei nostri ragazzi. Peggio ancora, quando sono gli stessi genitori che, per far tacere il figlio, gli mettono in mano uno smartphone a qualsiasi età. Oggi si tende a regalare un telefonino ai propri bambini già a sette o otto anni, è molto presto ed è rischioso».

Il lockdown vissuto nelle campagne di Cheglio, alle porte di Taino, con il figlio rivelatosi autonomo, il marito complice (e sponsor), tutto ha portato a riaprire quel cassetto pieno di sogni e rimasto sempre chiuso: la bambina Marta, oggi raggiante cinquantenne, è tornata per la sua rivincita. «Parlando, comunicando con i ragazzi di oggi, cercando di usare gli stessi strumenti e lo stesso loro linguaggio. Cercando di incuriosire, attrarre». Un po’ come l’applicazione immaginaria, quell’icona che conduce a Telloworld. Con la semplicità disarmante di una ragazzina, Marta Trombetta riesce nella sua impresa, ovvero a far leggere bambini e ragazzi, a farli sorridere, appassionare e persino interagire: «Questa addirittura mi ha fatto quasi commuovere», e mostra il video mandatole da una bambina che esprime nel modo più autentico l’entusiasmo per le storie di Telloworld. «Non ho conoscenze, non ho titoli, non ho esperienza, non ho referenze e trovare un editore è difficilissimo. Così, ho fatto la scelta di auto pubblicarmi, servendomi di Amazon. Semplicemente perché ero e sono convinta della bontà del mio progetto, ma non avevo altro modo di dimostrarlo a un editore». E quei bambini le danno ragione, incontrati sul web oppure di persona, nelle scuole: «Tre libri ideati e scritti da me, illustrati da Mara Angelilli, conosciuta per caso (è di Roma, ndr), ma anche quaderni da colorare, gadget, matite. Il progetto Telloworld va oltre e mi sta dando grande soddisfazione nelle scuole che, finalmente, mi offrono la possibilità di fare laboratori». Laboratori di narrativa, senza l’intenti letterari, ma per aprire e stimolare le menti dei più giovani: «Stimolarli all’immaginazione, a pensare, ad aprire la mente alle storie». L’occasione, insomma, che la bambina Marta sognava da piccola, ma che rivelava soltanto al suo amico immaginario: «Tutti i bambini hanno un loro amico immaginario, io ne avevo uno con cui confidarmi». Amici immaginari e confidenze, per curare le ferite: «Non ho avuto un’infanzia facile. Da piccola ho dovuto subire la separazione dei miei genitori, io e i miei due fratelli, una separazione brutta. E negli anni Settanta, queste cose erano ancor più sconvolgenti di adesso».

Generico 10 Apr 2023

“Ora o mai più”: mamma Marta ha risvegliato la bambina che è sempre stata

Quel cassetto pieno di storie è rimasto chiuso per quasi cinquant’anni, fino a quel giorno di “ora o mai più”: Marta Trombetta, da una casa nel verde di Cheglio, ha “cliccato” sull’icona “open” della sua fantasia, soltanto imprigionata, mai fatta morire. «Fuori dagli schemi. Non devo pensare che sono a Cheglio, nel senso che voglio lasciarmi alle spalle la mentalità chiusa da piccolo paese, per portare i miei giovani lettori dentro ad avventure per il mondo. E li porto, sempre in chiave positiva a ragionare anche su temi come il bullismo, l’ambiente, la dipendenza da tecnologia, cercando di non essere banale, ma credibile agli occhi di questi giovani lettori».

«Fuori dagli schemi»; Marta lo ripete ancora una volta, quasi senza accorgersene, per spiegare il suo cambio di vita, che non è ancora una scommessa vinta, ma ha il vento, quello bello, a favore. Realtà immaginata, amici immaginari, mondo virtuale, tecnologia cyber, vita reale, viaggi reali, persone vere: tutto fa, tutto finisce dentro alle storie finalmente libere di essere fissate su un foglio di carta o su un formato digitale, ma vive. Per tutti».

Gli occhi dolci e quasi impauriti di Marta, scopertasi scrittrice a cinquant’anni, non ingannano, si capisce al volo che ci si può fidare di chi ci crede con umiltà. E chissenefrega dei numeri, delle vecchie logiche dell’editoria, di un sistema che tarpa le ali alle persone con idee e visioni profonde. Eppure semplici: «Un bambino che apre il mio libro, sapere che si appassiona a quelle storie, è il vero successo ed è fantastico».

Tello, nelle storie di Erodoto, è l’uomo più felice del mondo: Tello di Atene, che viveva dentro al primo mondo virtuale immaginato dai grandi scrittori greci, ha un suo alter ego nell’era del web e delle menti annebbiate dalla troppa tecnologia. Marta Trombetta e i suoi giovani lettori, probabilmente, non ci avranno pensato, ma è l’idea di felicità che ritorna. Felicità e fantasia non possono che rendere il mondo migliore, anche in una villetta della piccola Cheglio: per la rivincita di bambine con mille storie chiuse in un cassetto e una vita a disposizione per riaprirlo. Non è mai troppo tardi: e poi, a Telloworld, il tempo lo immagini lungo quanto ti pare.

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Pubblicato il 15 Aprile 2023
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