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In manette a Taino la banda dei georgiani “cacciatori“ di gratta e vinci: l’accusa è furto con destrezza

“Mia moglie deve andare in ospedale”, ma era un trucco: dopo il colpo di alcune centinaia di euro la chiamata al 112 e le indagini lampo dei carabinieri della Stazione di Sesto Calende

Generico 18 May 2026

Simone Conti ancora non ci crede. Non era mai successo un furto del genere al bar Mignon alle porte di Cheglio, frazioncina della già piccola Taino. (immagine generata con l’utilizzo di Intelligenza Artificiale)

Locale di passaggio e di affezione. Luogo di ritrovo delle novità del paese che passano di bocca in bocca e pertanto accompagnate al caffè o da bianchi spruzzati a correggere una briscola, con l’orecchio sempre teso.

«Saranno state le tre del pomeriggio di ieri, martedì. Entrano in due e cominciano a parlare una lingua straniera, sembrava un accento dell’Est. Parlano con me e con mia moglie, ci chiedono informazioni. Uno si siede e chiede un caffè. Poi ne entra un terzo, anche lui si mette in disparte».

È la novità dei volti nuovi, mai visti. Che da un lato accende la curiosità, dall’altro fa abbassare la guardia agli esercenti di via Marconi, che ci cascano.

«A un certo punto uno dei tre mi si avvicina e chiede informazioni. Chiede di mostrargli sulla mappa del telefono la strada più vicina per raggiungere l’ospedale. Spiega che ha la moglie che aspetta un bambino e deve portarla a fare una visita».

Mario e la moglie non si accorgono che quello è uno dei momenti in cui scatta il furto con destrezza. Se ne accorgeranno solo dopo alcuni minuti quando, dopo essersi resi conto dell’ammanco di gratta e vinci, riguardano le telecamere.

«Dunque, mentre uno di loro mi parlava, un secondo allungava le mani verso il posto dove teniamo i gratta e vinci. Li ha arraffati ed è sparito. Poi sono usciti».

Sul momento nessuno si è accorto di nulla. Poco dopo, invece, l’ammanco era evidente: un furto in piena regola che ha visto volare via alcune centinaia di euro in tagliandi.

Subito sono stati chiamati i carabinieri della Stazione di Somma Lombardo (Compagnia Gallarate), che hanno fatto scattare le indagini lampo e poi le manette. Dopo l’arresto di quattro persone, tutte di origine georgiana, nella giornata di mercoledì il quartetto è comparso di fronte al giudice del tribunale di Busto Arsizio per la direttissima.

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Pubblicato il 20 Maggio 2026
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