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“Di cosa ho più nostalgia? Il lago”, LolloLacustre incontra grandi e piccoli a Laveno Mombello

Streamer e youtuber seguitissimo, è stato per la prima volta protagonista di un incontro nella sua cittadina di origine. Un dialogo per scoprire la persona dietro ai video tra ricordi, dubbi e nuovi obiettivi

Lollo lacustre

Le sfide e le gioie di trasformare la propria passione in lavoro, i legami con il suo Lago Maggiore e il rapporto con le nuovissime generazioni. LolloLacustre, youtuber e streamer originario di Laveno Mombello e seguitissimo in tutta Italia, è ritornato nella sua cittadina di origine per incontrare il pubblico del Festival della Biblioterapia.

L’incontro organizzato dal team giovane che ha ideato il capitolo della rassegna dedicata al mondo dei videogiochi è stato un momento di dialogo e confronto per conoscere meglio la persona dietro alle live, i suoi sogni, ma anche i dubbi che lo hanno accompagnato nella costruzione della sua carriera.

Inseguire una passione, nonostante i dubbi

Il dialogo è cominciato scavando alle origini del personaggio di LolloLacustre e della passione di Lorenzo per Minecraft: videogioco che ha scoperto proprio grazie a YouTube. Il sogno di diventare youtuber c’era già da piccolo, ma è solo crescendo e ritrovandosi a disposizione un pc e un account a TikTok che ha avuto l’opportunità di lanciarsi. «Adoravo l’energia che ricevevo dal pubblico – racconta –, ho capito presto che sarebbe stata la mia strada».

L’obiettivo quindi era chiaro, ma il percorso è stato comunque pieno di dubbi tra le preoccupazioni dei genitori e degli amici per una scelta che ritenevano rischiosa. «Potessi tornare indietro nel tempo e incontrare il Lollo del passato – immagina Lorenzo –, gli direi che tutto andrà bene».

Dalla cameretta a una vera azienda, «ma ancora faccio fatica a spiegare a mia madre cosa faccio per lavoro»

Oggi quell’esperimento nato con un ragazzo di fronte alla videocamera è diventato una vera azienda con tanto di dipendenti assunti. «A 24 anni mettere a lavorare delle persone è un vero orgoglio per me – ammette Giacomin –. Coi miei dipendenti ci incontriamo spesso, ci confrontiamo e quando tutto va bene è una vera soddisfazione».

Nonostante tutto, Lorenzo ammette che fa ancora fatica a spiegare ai suoi genitori cosa sia il suo lavoro. «Si guadagna molto bene se sei bravo – spiega –, si ha tempo libero e incontri tante persone. Dall’altro lato, questo lavoro può diventare molto stressante: essere in live ogni giorno anche quando non stai bene, tanti impegni e viaggi e la privacy».

Il successo rischia anche di snaturare le relazioni umane. «Alcuni si avvicinano perché sono un personaggio noto, ma anche alcuni amici di una volta hanno cominciato a chiedere favori, contatti e occasioni».

«Cosa mi manca dell’Italia? Il lago»

Attualmente, Lorenzo vive in Svizzera, ma il legame con i luoghi che lo hanno visto crescere è sempre vivo. «Dell’Italia non mi manca molto – rivela Giacomin –, ma il lago è sicuramente ciò di cui ho più nostalgia. Ho cercato di portare sul web quella “vita lenta” che caratterizza le rive del Lago Maggiore».

Un approccio alla vita che Lorenzo mette in pratica anche nelle tensioni online che nascono immancabilmente con alcuni creator. «Mi piace sguazzare nel “drama” – ammette lo youtuber –, ma cerco sempre di rispondere nel modo più tranquillo possibile, spiegando le mie posizioni e cercando il dialogo».

Le live, con le loro chat affollate e rapidissime, diventano però anche un luogo dove tanti giovanissimi si aprono e cercano rifugio, compagnia e consigli (anche su temi delicati). «Mi piace dare alle loro domande l’attenzione che meritano – sottolinea Lorenzo –. Forse la mia opinione viene valutata di più perché sono uno che “ce l’ha fatta”. Non credo sia realmente così, ma cerco di dare sempre i consigli che ritengo più utili per aiutare gli spettatori».

Un ponte tra generazioni

La serata in compagnia di Lollo Lacustre è andata avanti tra storie, racconti (anche sulla sua nuova carriera da cantante) e consigli per chi sogna di seguire un percorso. Un momento che – anche di fronte a una sala gremita dal pubblico – è suonato dall’inizio alla fine come una chiaccherata tra amici di ogni età tutti uniti dalla passione per i videogiochi e dalle emozioni che sanno regalare.

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Pubblicato il 09 Ottobre 2026
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