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Taino posa tre pietre d’inciampo per ricordare i suoi deportati della Seconda guerra mondiale

Il Prefetto di Varese e le associazioni partigiane partecipano alla collocazione dei monumenti d'ottone ideati da Gunter Demnig: una giornata nel ricordo di Roberto Bielli, Gervaso Stefano Clemente e Mario Gaetano Giovanella

Pietre di Inciampo Sesto Calende

I nomi di Roberto Bielli, Gervaso Stefano Clemente e Mario Gaetano Giovanella diventano da questo sabato, 28 marzo, parte integrante e perenne del paesaggio urbano di Taino.

Alle 10, l’amministrazione comunale promuove la cerimonia di posa delle Pietre d’Inciampo. L’appuntamento istituzionale si svolge presso il Centro dell’Olmo in Piazza Piero e Gaspare Paietta, dove la comunità si riunirà per onorare la storia di chi non fece più ritorno dai campi di concentramento durante la Seconda guerra mondiale.

(nella foto copertina le pietre d’inciampo a Sesto Calende)

Le Pietre d’Inciampo, o Stolpersteine, consistono in piccoli blocchi di pietra ricoperti da una piastra in ottone, concepiti dall’artista tedesco Gunter Demnig affinché i passanti possano «inciampare» simbolicamente nella memoria di chi è stato perseguitato.

A Taino queste tre memorie d’ottone trovano collocazione definitiva davanti al Municipio. In parallelo, alcuni cartelli commemorativi che descrivono le biografie di ogni deportato sono già stati posizionati davanti alle abitazioni dove vissero o alle case delle loro famiglie. La cerimonia prevede i saluti istituzionali di Salvatore Rosario Pasquariello, prefetto di Varese, Magno Magrini, presidente della Provincia, e Giuseppe Carcano, dirigente Scolastico Provinciale.

Il programma prosegue con gli interventi del sindaco Stefano Ghiringhelli, di Ester Maria De Tomasi, presidente provinciale ANPI Varese, di Paolo Caminiti, presidente ANEI Lago Maggiore, e dello storico Giancarlo Restelli. Partecipano inoltre i ragazzi del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi (CCRR) di Taino.

All’evento presenziano i familiari dei tre deportati, mentre l’accompagnamento musicale è curato da Stefano Tosi. Al termine dei discorsi, un corteo attraversa le vie di Taino e Cheglio per raggiungere i luoghi segnalati dai cartelli che ricordano le ultime dimore dei tre concittadini prima della deportazione

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Pubblicato il 23 Marzo 2026
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