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Il livello del Lago Maggiore vicino alla soglia di magra, limitati i carichi dei traghetti tra Laveno e Intra

È la prima limitazione prevista in caso di livello basso del bacino, frutto della siccità presente e anche di quella invernale che ha limitato gli accumuli di neve in quota

traghetto - vittorio bolis

Il Lago Maggiore si avvicina nuovamente alla soglia di magra e tornano le prime conseguenze sulla navigazione lacustre.
A pochi giorni dall’inizio di luglio, il livello del Verbano è ormai a ridosso del limite minimo che consente il regolare esercizio dei traghetti: le rilevazioni segnano 193,22 metri a Ranco e 193,17 metri all’idrometro di Leggiuno, mentre la prima soglia di magra è fissata a 192,99 metri sul livello del mare.

Per questo la Gestione Governativa Navigazione Laghi ha disposto una limitazione per ora circoscritta ai mezzi più pesanti (foto d’archivio, Vittorio Bolis). Con un avviso rivolto all’utenza, è stato comunicato che da martedì 7 luglio e fino a nuova disposizione il peso massimo complessivo a pieno carico degli automezzi ammessi a bordo delle motonavi traghetto sulla linea Laveno-Intra sarà ridotto a 380 quintali.

La misura interessa soprattutto i camion a pieno carico (ad esempio dai cementifici vicino a Laveno), mentre per auto e mezzi leggeri non sono previste particolari modifiche. Si tratta di un provvedimento precauzionale che consente di mantenere il servizio in sicurezza anche con un pescaggio ridotto delle navi e – come spiegato nel dettaglio nel 2023 – dalle pendenze pronunciate delle rampe di accesso ai natanti.

La situazione richiama quella vissuta durante la grande siccità del 2022 e del 2023. Proprio all’inizio di luglio del 2023 erano state introdotte restrizioni molto più severe, con il limite fissato addirittura a 100 quintali, misura che aveva inciso sul traffico commerciale tra le due sponde del lago, insieme con la limitazione di alcuni scali (ad esempio Ispra, Ranco, Porto Valtravaglia) su cui è difficile l’approdo in condizioni di magra.

Generico 22 Aug 2022
Mezzi allo sbarco del traghetto Ticino; sulla rotta tra Laveno e Intra viaggiano anche i camion della cementeria di Caravate

Se oggi il quadro è meno critico rispetto a quegli anni, i dati confermano comunque una tendenza preoccupante. Il basso livello del lago non è infatti soltanto il risultato delle scarse precipitazioni delle ultime settimane, ma si inserisce in una situazione che si ripete ormai con frequenza crescente.

A pesare è anche la carenza di riserve di neve in quota. Come evidenziato nelle recenti analisi sullo stato delle montagne lombarde, l’inverno appena concluso è stato caratterizzato da un innevamento molto scarso: si tratta del terzo anno consecutivo con accumuli inferiori alla media, una condizione che riduce sensibilmente l’acqua disponibile durante la stagione estiva e limita l’apporto ai grandi laghi e ai corsi d’acqua. Le montagne, in sostanza, hanno sempre meno neve da trasformare in risorsa idrica nei mesi più caldi.

Per il momento la navigazione di linea prosegue regolarmente, ma l’evoluzione del livello del lago sarà osservata con attenzione nei prossimi giorni. In assenza di precipitazioni significative, non è escluso che possano rendersi necessarie ulteriori limitazioni, come già accaduto nelle estati più siccitose degli ultimi anni.

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Pubblicato il 06 Luglio 2026
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