Leggiuno, lettera aperta a Trenord e Regione: “Sul Lago Maggiore informazioni carenti e viaggi affidati alla fortuna”
La firma Stefano Introini, consigliere comunale di Leggiuno, che solleva una serie di problemi da affrontare, nel periodo di sospensione ma anche in prospettiva
Una lettera aperta a Trenord e Regione Lombardia per denunciare criticità nella gestione dei collegamenti ferroviari sul Lago Maggiore durante i lavori che hanno comportato la sospensione della linea tra Laveno Mombello e Cocquio-Trevisago. A firmarla è Stefano Introini, consigliere comunale di Leggiuno, che chiede una verifica urgente sul sistema di comunicazione ai viaggiatori, sui servizi sostitutivi e sulla qualità complessiva del servizio ferroviario.
«Quanto sta accadendo in questi giorni sulla linea ferroviaria del Lago Maggiore merita una riflessione pubblica seria», scrive Introini, spiegando che il problema non riguarda i lavori in sé, ma le modalità con cui vengono comunicate le modifiche al servizio. Secondo il consigliere, nonostante la sospensione della linea fosse nota da settimane, sui siti ufficiali continuava a comparire il treno diretto del mattino.
«Solo una volta sul posto ho scoperto che il servizio ferroviario era in realtà sostituito da autobus», racconta Introini riferendosi a un viaggio verso Milano. Da qui la critica a un sistema informativo che definisce poco chiaro: «Le indicazioni sui servizi sostitutivi risultano infatti poco intuitive, difficili da reperire e non adeguatamente segnalate all’utente occasionale».
Nel mirino finiscono anche le informazioni presenti nelle stazioni. «Non risultano presenti indicazioni chiare sulla posizione delle fermate degli autobus sostitutivi. Non vi sono cartelli sufficientemente evidenti, percorsi guidati, avvisi immediati o informazioni tali da consentire a un viaggiatore di capire dove andare senza dover procedere per tentativi», scrive il consigliere.
Introini riferisce inoltre di aver riscontrato incertezza anche tra il personale ferroviario e racconta di essere riuscito a raggiungere il bus sostitutivo soltanto grazie alla disponibilità di un autista. «Una modalità di viaggio affidata alla fortuna non può essere considerata un servizio pubblico adeguato», afferma.
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Secondo il consigliere, le conseguenze di queste criticità ricadono soprattutto su chi conosce meno il territorio. «Se un consigliere comunale che segue abitualmente i temi della mobilità incontra queste difficoltà, è facile immaginare quali problemi possa incontrare un turista straniero, una persona anziana o una famiglia che visita il Lago Maggiore per la prima volta».
Nella lettera trova spazio anche una riflessione sulla qualità del servizio ferroviario. Introini parla di «carrozze sporche, pulizie insufficienti, manutenzione percepita come carente e una generale sensazione di trascuratezza», sottolineando come il trasporto pubblico non sia soltanto una questione di orari e coincidenze ma anche di qualità del viaggio e rispetto per gli utenti.
Un altro tema sollevato riguarda la progressiva riduzione della presenza di personale nelle stazioni minori. «In un contesto turistico internazionale come quello del Lago Maggiore, l’assistenza agli utenti non può essere affidata esclusivamente ad applicazioni, siti internet o sistemi automatici», osserva il consigliere.
Particolarmente critico, secondo Introini, il momento scelto per l’interruzione della linea, che coincide con la stagione di maggiore afflusso turistico. «Laveno Mombello non è una stazione qualsiasi: è una porta di accesso fondamentale al lago», scrive, ricordando il ruolo strategico della cittadina nei collegamenti tra la Lombardia e la sponda piemontese attraverso il traghetto per Verbania.
Il consigliere evidenzia inoltre come, nello stesso periodo, siano in corso lavori anche sulla linea ferroviaria tra Fondotoce e Arona, una situazione che spinge molti viaggiatori provenienti dal Piemonte a utilizzare il collegamento lacustre verso Laveno per poi raggiungere Milano.
Da qui la riflessione finale sul tema della mobilità sostenibile: «È paradossale. Da anni parliamo di mobilità sostenibile, riduzione del traffico automobilistico, turismo ferroviario, intermodalità e valorizzazione delle destinazioni turistiche senza auto. Tuttavia, quando un cittadino o un turista prova concretamente a utilizzare il trasporto pubblico, si trova spesso davanti a informazioni contraddittorie e coincidenze incerte».
Nelle conclusioni Introini chiede che Trenord e Regione Lombardia vengano «formalmente a conoscenza della situazione» e che sia avviata una verifica urgente sui sistemi informativi, sulla segnaletica e sull’organizzazione dei servizi sostitutivi.
«La mobilità sostenibile non si realizza con gli slogan. Si realizza con servizi affidabili, informazioni chiare, mezzi decorosi, coincidenze comprensibili e rispetto concreto per gli utenti», conclude il consigliere comunale di Leggiuno.










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