Ozono oltre i limiti nel Varesotto, a Ferno il dato peggiore
Se già il 22 e il 23 maggio i valori a Ferno si erano attestati sui 185 µg/m3, nella giornata di ieri la situazione si è ulteriormente aggravata raggiungendo i 190 µg/m3
L’anticiclone che sta stazionando sull’Europa centro-occidentale ha portato con sé il primo superamento della soglia di informazione dell’ozono per il 2026. In diverse stazioni della rete di rilevamento di Arpa Lombardia, i valori hanno superato i 180 microgrammi per metro cubo, ma è la provincia di Varese a registrare i dati più critici. La centralina di Ferno, in particolare, è diventata il punto di osservazione principale, toccando picchi che non si erano ancora visti dall’inizio dell’anno.
I dati record della stazione di Ferno
Il monitoraggio effettuato da Arpa ha evidenziato una crescita costante dei livelli di inquinante nel Varesotto. Se già il 22 e il 23 maggio i valori a Ferno si erano attestati sui 185 µg/m3, nella giornata di ieri la situazione si è ulteriormente aggravata raggiungendo i 190 µg/m3. Mentre altre province come Lecco, Monza e Brescia hanno registrato sforamenti più contenuti o limitati a singoli episodi, l’area intorno allo scalo di Malpensa si è confermata la più colpita dalla persistenza del fenomeno.
L’effetto del sole e della stabilità atmosferica
La formazione dell’ozono è strettamente legata a fattori meteorologici e non dipende solo dalle emissioni dirette. «La vasta area anticiclonica centrata sull’Europa centro-occidentale – la spiegazione degli esperti della struttura Aria di Arpa Lombardia – con il forte irraggiamento solare dei giorni scorsi, ha favorito l’incremento delle concentrazioni di ozono. L’ozono infatti si forma in atmosfera in presenza di un forte irraggiamento solare, sottovento alle aree di massima emissione di ossidi di azoto e composti organici volatili».
Previsioni e consigli per i soggetti a rischio
L’attuale ondata di calore e inquinamento non sembra destinata a interrompersi immediatamente, sebbene ci sia una data per il possibile miglioramento. «È probabile – proseguono dall’Agenzia regionale – che l’episodio in corso duri fino all’indebolimento delle condizioni anticicloniche, previsto dal Servizio Meteorologico di Arpa Lombardia per la seconda metà della settimana». Nel frattempo, per mitigare gli effetti dell’ozono, si raccomanda di non svolgere attività fisica intensa all’aperto, in particolare per anziani e bambini, nelle ore centrali della giornata, tra le 12 e le 16.
Alimentazione e prevenzione
Oltre alla limitazione dell’esposizione solare, gli esperti suggeriscono di intervenire anche attraverso le abitudini quotidiane per contrastare gli effetti irritanti di questo inquinante fotochimico. È consigliabile adottare una dieta particolarmente ricca di sostanze antiossidanti, privilegiando il consumo di frutta e verdura di stagione. Queste precauzioni sono essenziali per chi soffre di problemi respiratori cronici, poiché l’ozono ad alte concentrazioni può accentuare i disturbi alle vie aeree.
Sul sito Arpa Lombardia sono disponibili l’ informativa ozono e i dati registrati quotidianamente dalla rete di monitoraggio qualità dell’aria Stazioni fisse – Arpa Lombardia.






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