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Al via il Giro d’Italia in idrovolante 2026: “Sesto Calende porto di cielo”

Sei velivoli anfibi aprono la seconda edizione del Gidro. L'arrivo degli idrovolanti tra il fiume Ticino e il lago Maggiore, proprio dove è stata fatta la storia dell'aviazione

Gidro sesto calende

L’edizione 2026 del Gidro, il giro d’Italia in idrovolante, riparte nel suo storico “porto di cielo” a Sesto Calende, dove «cielo e l’acqua si fondono» esattamente dove il Lago Maggiore si restringe e diventa Ticino.

 

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La seconda edizione del tour nazionale debutta infatti questo weekend, 23 e 24 maggio, lungo il confine fluviale tra Lombardia e Piemonte. Per l’occasione sei velivoli anfibi ultraleggeri provenienti da tutta Italia (Cremona, Ferrara, Sondrio, Verona) e dal territorio svizzero si sono radunate in mattinata al Marina di Verbella, l’approdo nautico guidato da Marco Diana scelto come base logistica per la flotta. A guidare invece il team sarà invece il presidente della Scuola italiana volo Graziano Mazzolari e del capo formazione Sergio Scaramuzzi, direttori d’orchestra nell’orchestra di un evento promosso da Aviazione Marittima Italiana, Associazione Arma Aeronautica-Aviatori d’Italia, Trasvolatori Atlantici e Associazione Pionieri dell’Aeronautica oltre al supporto istituzionale di Confindustria Varese e del Lombardia Aerospace Cluster.

Tornando al Gidro, la giornata di sabato prevede la sigla del progetto Aliseo, un protocollo programmatico per la creazione di una rete dedicata al recupero degli approdi storici e alla tutela ambientale delle aree naturalistiche. Il presidente di Aviazione Marittima Italiana, Orazio Frigino, illustra gli scopi dell’accordo: «Particolarmente significativa sarà la firma della piattaforma nazionale Aliseo, che ha lo scopo, oltre a preservare e valorizzare i tanti idroscali storici italiani, di sensibilizzare le autorità nazionali e locali e il grande pubblico sui vantaggi e sulle potenzialità dell’idrovolante come mezzo di trasporto per un nuovo turismo intermodale e sostenibile, ma anche come strumento a basso impatto ambientale per il controllo e la tutela di aree costiere e parchi marini». Nelle stesse ore, gli spazi della marina accolgono i visitatori per mostre documentarie dedicate ai due secoli di navigazione sul Verbano e all’esposizione di auto d’epoca.

Il tour è stato inaugurato da una conferenza stampa, preceduta dall’arrivo degli idrovolanti sul Ticino. A fare gli onori di casa il sindaco di Sesto Calende Elisabetta Giordani, che ha voluto unire la memoria delle prime imprese d’inizio secolo al moderno comparto industriale della zona: «Ospitare questo prestigioso evento significa riaffermare il ruolo centrale della nostra città nel panorama idroaviatorio internazionale. Sesto Calende è, per storia e vocazione, porto di cielo. Sulle sponde del Ticino e del Lago Maggiore l’ingegno italiano ha imparato a far volare l’acqua in un legame che unisce la tradizione della Siai Marchetti all’innovazione tecnologica odierna, con la presenza in città della Training Accademia di Leonardo».

La memoria storica e l’eredità dei primi ingegneri del volo accomunano la sponda varesina a quella piemontese, dove i primi battelli volanti venivano assemblati dalle maestranze locali. Il sindaco di Castelletto Sopra Ticino, Massimo Stilo, ha invece l’importanza del patrimonio culturale legato alle acque comuni, che «non dividono ma uniscono». Così Stilo: «All’inizio del secolo scorso Castelletto è stata protagonista della nascita e sviluppo stesso degli idrovolanti. Non mi riferisco alla storia locale ma alla storia d’Italia. Quando i veicoli sono arrivati ho chiuso gli occhi e provato una grandissima emozione: la mente è tornata indietro col pensiero anche a quei giorni. Partecipare al Gidro significa infatti conoscere la nostra storia e le scelte coraggiose di una comunità, significa capire il presente e costruire il nostro futuro soprattutto per i giovani»

IL PROGRAMMA

La mattina di domenica 24 maggio si apre con un focus tecnico sul volo anfibio e sulle sue applicazioni civili, coordinato alla presenza di amministratori locali ed esperti della materia. L’attività di volo e la permanenza dei velivoli nello specchio d’acqua avvengono nel rispetto dei vincoli ecologici del Parco Valle del Ticino, ente che in passato ha già inserito i velivoli idro nei programmi di censimento della flora e della fauna

I sei aeromobili lasciano il Verbano nella mattinata di lunedì 25 maggio per raggiungere l’idroscalo storico dell’Aero Club del Lago di Como. Il piano di volo prevede tappe successive a Gardone Riviera, al Museo del Vittoriale degli Italiani, a Desenzano sul Garda e all’aeroporto di Gorizia. L’ammaraggio conclusivo di questa prima frazione avviene venerdì 29 maggio nel porto di Trieste, completando un tracciato di 500 chilometri. La seconda parte del programma nazionale si svilupperà a settembre, a partire da sabato 5 settembre con il decollo dal Lago Trasimeno e l’arrivo domenica 13 settembre a Gallipoli, attraverso le località di Orbetello, Lago di Bracciano, Cagnano Varano, Brindisi, Taranto e Galatina.

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Pubblicato il 23 Maggio 2026
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