Controllo del Vicinato, contro i furti la riscoperta del senso di comunità
Ospite della web tv di Materia Alfonso Castellone, Comandante della Polizia locale di Olgiate Olona e vicepresidente dell'associazione Controllo del Vicinato. Il Comandante ha raccontato della rilevanza dei gruppi di CdV nelle comunità, iniziativa nata per incrementare la prevenzione dei furti e diffusa a livello nazionale, ma nata in provincia di Varese - a Caronno Pertusella - nel 2009
Uno strumento che, sicuramente, da solo non risolve il problema della criminalità, ma che risulta capace di incrementare la coesione sociale fra cittadini, contribuendo così alla sicurezza.
Ospite della Materia del Giorno di lunedì 23 febbraio è stato Alfonso Castellone, comandante della Polizia Locale di Olgiate Olona e vicepresidente dell’Associazione Controllo del Vicinato.
Un incontro fissato in calendario proprio in un periodo in cui tanto si discute di sicurezza sul territorio.
Senza i permessi della Prefettura, le “ronde” sono illegali
Nelle ultime settimane, infatti, sta animando il dibattito l’iniziativa di alcuni cittadini di Gorla Minore che, per rispondere ad una serie di furti sul territorio, hanno deciso di ritrovarsi per alcuni presidi pacifici (così li hanno definiti -non ronde –come hanno precisato i diretti interessati, ndr) girando in auto di notte, per far sentire la loro presenza sul territorio e far da deterrente all’eventuale comparsa di malintenzionati.
Il Comandante Castellone ha messo in evidenza come la legge preveda la nascita di “presidi mobili” ma con specifici requisiti da rispettare.
Il decreto Maroni del 2009 predispone infatti che i cittadini per effettuar queste sorveglianze del territorio si debbano riunire in una associazione, ricevere la validazione dalla Prefettura e rispettare alcune condizioni, come non ricevere finanziamenti pubblici, muoversi solo in coppia di due, senza animali, solo col telefono e, in caso di avvistamenti, chiamare le Forze dell’Ordine, senza intervenire direttamente.
La ratio alla base del decreto istituito da Maroni fu regolarizzare l’azione enti già presenti sul territorio, ad esempio l’associazione di ex professionisti della sicurezza pubblica – Carabinieri in congedo, l’associazione dei Poliziotti in pensione, le Fiamme Gialle – quindi individui che già in qualche modo in conoscessero le procedure e i rischi possibili. Ciò che esula da queste caratteristiche è quindi illegale, perché si potrebbe correre il rischio la sicurezza personale e innescare la reazione dei malintenzionati.
Il Controllo del Vicinato nasce in provincia di Varese
Uno strumento nato per rispondere alla criminalità – seppur non risolvendo il problema – è il progetto del Controllo del Vicinato.
Si tratta di un un progetto nato nei paesi anglosassoni (il “Neighborhood Watch”), negli anni Sessanta, arrivato in Italia, proprio in provincia di Varese, a Caronno Pertusella, nel 2009.
Uno dei pilastri essenziali sui quali si forma è la coesione sociale: fra cittadini si fa rete perché di solito i malintenzionati colpiscono le persone da sole perché sono più vulnerabili. Costruendo relazioni, aiutandosi a vicenda, diventa molto più difficile essere colpiti.
Si tratta quindi di un ritorno alla vita di corte, ad un passato in cui il fulcro del buon vicinato era sentirsi parte di una stessa comunità, dove ci si conosceva tutti e ci si dava una mano.
«Ciò che il Controllo del Vicinato innesca è una rete di relazioni fra i cittadini: vedo una situazione sospetta, avviso le Forze dell’Ordine e intanto lo comunico ai miei vicini. A volte si vince, come accaduto recentemente a Olgiate Olona – ha svelato il Comandante – una donna in casa da sola ha visto una figura nel suo giardino. Ha contattato subito il 112, ma, prima ancora che gli agenti arrivassero, i vicini di casa – avvisati con un messaggino sul gruppo WhatsApp del CdV della sua via – accendendo le luci e urlando dalla finestra contro quell’uomo, sono riusciti a farlo scappare. Intanto, in pochi minuti, erano arrivati immediatamente gli agenti, ma il Controllo del Vicinato aveva sventato probabilmente un furto».
Un lavoro di squadra fra Forze dell’Ordine, cittadini e Amministrazioni comunali
Il fulcro del Controllo del Vicinato è un lavoro di squadra che si innesta fra Amministrazione comunale, i residenti di un comune e le Forze dell’Ordine: l’obiettivo di questo genere di iniziative non è quello di sostituirsi all’operato degli agenti, ma collaborare per incrementare la sicurezza all’intera comunità.
«Si tratta di un servizio completamente gratuito, che può nascere su spinta dei cittadini – che raccolgono le adesioni dei loro vicini di casa e presentano la domanda alle Autorità cittadine – le quali registrano il nuovo gruppo ed espongono la cartellonistica del CdV – ha dettagliato Castellone – oppure tutto si innesca su iniziativa del Sindaco. Domani sera (martedì 24 febbraio, ndr) sarò proprio a Castelveccana per dare avvio al progetto di Controllo del Vicinato e fare formazione a riguardo. Sarà un nuovo comune che sceglie di aderire a questa iniziativa, mi auguro i cittadini rispondano all’invito».
Infine, i numeri. Cifre importanti che raccontano quante persone abbiano scelto di credere nel Controllo del Vicinato. «In Italia siamo a cinquecentosessanta comuni aderenti. In provincia di Varese, in particolare, siamo a 64, 65 domani con l’ingresso di Castelveccana – ha confermato speranzoso il Comandante. Ci sono città come Varese, Busto Arsizio, Gallarate, ma anche piccole realtà come Ferrera di Varese, con trecento abitanti. A Olgiate Olona ci sono oltre 1200 famiglie aderenti e si tratta di numeri in crescita».










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