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Nell’ultima settimana 300 minori positivi nelle scuole delle province di Como e Varese

Dal 11 al 17 novembre Ats Insubria ha gestito 2500 contatti in ambito scolastico. L' aumento delle necessità di testing stimata è di circa 1000 erogazioni al giorno

scuola

“La gestione dell’isolamento dei casi positivi emergenti fra alunni e docenti nei plessi scolastici, l’identificazione dei contatti da porre in quarantena e l’attivazione della sorveglianza attiva dei soggetti cui consentire la frequenza,  avvengono regolarmente secondo le nuove indicazioni, in coerenza con la progressiva attività di testing prevista dal Protocollo ministeriale”. Lo scrive Ats Insubria in una nota della Direzione dell’ente diffusa nella serata di mercoledì 17 novembre.

E in merito ad alcune difficoltà e richieste di chiarimento emerse in merito alla gestione dei casi nel periodo di transizione dal vecchio al nuovo protocollo per il contenimento della pandemia in ambito scolastico aggiunge: “Va considerata la complessità delle linee guida e le difficoltà di adeguamento di tutta la filiera, a motivazione di eventuali disallineamenti temporali dei tamponi di sorveglianza, verificatisi nei primi giorni di applicazione del Protocollo Ministeriale e coincidenti, peraltro, con l’aumento dei casi di positività anche tra i più giovani”.
A tale proposito, si evidenzia che solo in ambito scolastico, dall’11 novembre ad oggi, 17 novembre, sono stati gestiti oltre 2.500 contatti, a fronte di circa 300 casi positivi under 18, cui aggiungere ulteriori casi e contatti seppur contenuti tra i docenti: complessivamente si stima un aumento delle necessità di testing di circa 1000 erogazioni al giorno.

Tre scuole in Dad per positività in oltre la metà delle classi

A seguito di attività di sorveglianza attiva, in considerazione della rapida emergenza di nuove positività diffuse nell’intero plesso scolastico e per consentire il contenimento dei cluster individuati, in qualche caso specifico, d’intesa col dirigente scolastico e il Sindaco, è stata data indicazione circa la necessità di sospendere le lezioni in presenza per un periodo massimo di 14 giorni con contestuale attivazione della DAD.
Si specifica che , ad oggi, rispetto a circa un centinaio di classi in sorveglianza, si è disposta la sospensione dell’attività in presenza in 3 scuole, nelle quali la percentuale di classi coinvolte da positività nell’intero plesso era superiore al 50%, come previsto dal Protocollo Ministeriale, che pone in capo al Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria il compito di intervenire in modo puntuale secondo l’analisi del rischio epidemico.

ATS Insubria, pur condividendo pienamente lo spirito del Protocollo Ministeriale, che predilige l’attività in presenza, per favorire la socializzazione e la serenità degli alunni, rileva quanto l’applicazione dello stesso determini la necessità di una valutazione dinamica nel tempo delle classi in sorveglianza.
Gli esiti delle ripetute attività di testing condizionano, a seconda dei risultati emergenti, ogni decisione conseguente che deve inoltre necessariamente tenere conto anche di altri fattori individuali, quali lo stato vaccinale e la pregressa malattia con successiva guarigione.

Di conseguenza, la possibile progressiva rimodulazione dei singoli provvedimenti di sanità pubblica non preordinabili, in ordine alla prosecuzione della frequenza, alla disposizione di quarantena o di isolamento, fino alla sospensione dell’attività didattica in presenza, può rappresentare fonte di disagio organizzativo per le famiglie.

“In ogni caso si auspica, per il futuro, una maggior integrazione e sinergia tra scuola, famiglie ed ATS accomunate dall’obiettivo primario di garantire il più possibile la frequenza scolastica in sicurezza dei ragazzi – si legge nel comunicato di Ats Insubria – Si apprezza lo spirito di responsabilità e di collaborazione evidenziato sino ad ora da parte dei genitori, dei dirigenti scolastici, di tutte le autorità coinvolte sul territorio. I Servizi continueranno ad impegnarsi con l’intento di migliorare gli interventi di prevenzione e controllo, tenendo conto della straordinaria complessità delle situazioni che giungono all’osservazione degli operatori sanitari”.

L’attività di Ats Insubria per rendere operativo il nuovo protocollo

Rispetto all’applicazione del nuovo Protocollo ministeriale per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico, fin dal giorno della sua emissione, il 3 novembre, le ATS si sono attivate, coordinate dalla Regione, per mettere in atto le indispensabili attività di preparazione ed organizzazione tra tutti gli Enti coinvolti (Regione, ATS, ASST, scuole, laboratori analitici, ecc…), vista la complessità degli interventi richiesti, compresa l’implementazione del sistema gestionale informatico.

L’immediata applicazione delle nuove indicazioni, non preceduta da tali azioni organizzative, infatti, avrebbe potuto determinare un generalizzato disagio alla comunità proprio in un momento critico di recrudescenza epidemica.

ATS Insubria si è prontamente attivata per individuare i punti critici del processo e le conseguenti azioni strategiche di adeguamento, quali la riorganizzazione delle risorse interne dedicate e il coinvolgimento delle ASST territorialmente competenti, per assicurare l’incremento della disponibilità di erogazione dei tamponi di sorveglianza, in coerenza con le aumentate necessità di testing introdotte dal documento nazionale.

L’applicazione formale del Protocollo è dunque avvenuta in ATS Insubria, a seguito di specifica nota regionale del 10.11.2021 che ha sincronizzato l’attivazione degli interventi su tutto il territorio di Regione Lombardia, in data 11.11.2021, con l’invio, a tutte le scuole e ai sevizi educativi dell’infanzia presenti sul territorio, di istruzioni operative aggiornate, anche ai fini dell’utilizzo del Portale informatico di Interfaccia scuole/ATS per l’attività di sorveglianza debitamente implementato nelle sue funzioni.

di redazione@verbanonews.it
Pubblicato il 17 Novembre 2021
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