A Maccagno la mostra di Deborah Kruger sulle perdite del nostro tempo
Al MuMa la prima personale europea dell’artista americana: “Extinctions” intreccia arte, ambiente e memoria culturale per raccontare la scomparsa di specie animali e lingue indigene
Il MuMa-Civico Museo Parisi Valle di Maccagno con Pino e Veddasca ospita “Extinctions”, la prima mostra personale in Europa dell’artista statunitense Deborah Kruger, curata da Barbara Pavan.
L’esposizione, in programma dall’11 luglio al 25 ottobre 2026, sarà inaugurata sabato 11 luglio alle ore 17 e porterà sul Lago Maggiore un progetto che unisce arte contemporanea, riflessione ambientale e memoria culturale.
Al centro della mostra c’è il tema delle “perdite” del nostro tempo: da una parte la progressiva scomparsa di numerose specie animali, dall’altra la perdita di lingue indigene che rappresentano patrimoni culturali unici. Due fenomeni diversi ma accomunati, secondo la ricerca dell’artista, dal rischio di cancellazione di forme di vita e di conoscenza.
Kruger utilizza principalmente piume di plastica riciclata, un materiale diventato simbolo della sua produzione artistica, per realizzare sculture tessili, arazzi monumentali e opere a parete. Su queste superfici vengono riportate immagini di specie aviarie minacciate e testi in lingue a rischio di estinzione, creando un dialogo tra natura, memoria e responsabilità collettiva.
La scelta del materiale non è casuale: la plastica, elemento legato alla produzione industriale e al consumo contemporaneo, viene trasformata dall’artista in uno strumento per raccontare fragilità ambientali e culturali, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra uomo e pianeta.
Un legame particolare con il territorio nasce anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Bolle di Magadino, che ha permesso di inserire nel percorso un’opera dedicata al Tarabusino, specie di uccello a rischio presente nell’area del Lago Maggiore.
La ricerca di Deborah Kruger affonda le radici nella sua formazione nel campo del textile design e si sviluppa attraverso un linguaggio che unisce tessitura, immagini e scrittura. Le sue opere sono state esposte in diversi contesti internazionali e affrontano temi legati all’ambiente, alla giustizia sociale e alla conservazione della memoria.
Con “Extinctions”, il MuMa propone così un percorso in cui l’arte diventa uno strumento per osservare ciò che rischia di scomparire e per riflettere sulle connessioni tra biodiversità, culture e futuro.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo trilingue (italiano, inglese e tedesco) pubblicato da Al3vie Editore.










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