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La ciclabile sul lago tra Ranco e Angera non si farà, ma la discussione continua

Scambio di battute tra i sindaci dei due comuni riguardo la proposta di progetto, ormai accantonata, di un percorso ciclopedonale che avrebbe costeggiato le rive di Angera e Ranco

lago maggiore ranco

Continua a far discutere il progetto – ormai accantonato – di una deviazione della ciclabile Sesto – Laveno che avrebbe costeggiato il Lago Maggiore lungo le rive di Angera e Ranco. La Provincia e i Comuni coinvolti hanno infatti deciso di ripiegare sul piano originale: una ciclabile lungo la provinciale 69, fuori dai centri abitati, ma anche lontana dal lago. Un’occasione persa secondo il sindaco di Angera Alessandro Paladini Molgora, che vedeva nel progetto l’opportunità di costruire «un’opera di pregio» e un passo avanti verso una mobilità più sostenibile.

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Il problema intorno alla possibilità di costruire questa deviazione era legato soprattutto alla sicurezza del tratto di strada tra Angera e Ranco che costeggia il Lago Maggiore. Secondo il sindaco di Angera e l’allora consigliere provinciale con delega alla mobilità Marco Magrini sarebbe stato necessario ripensare la viabilità attraverso diverse soluzioni (senso unico, zona a traffico limitato nel periodo estivi, una rotonda o uno svincolo). Contraria invece l’amministrazione di Ranco, convinta che la ciclabile si sarebbe potuta realizzare senza rinunciare alla doppia mobilità. A distanza di tempo il dibattito è ancora acceso, e mercoledì 10 marzo tra i due sindaci è avvenuto uno scambio di battute su Facebook.

«A causa di questa continua discussione – afferma Molgora -, non siamo riusciti a stendere un progetto per la deviazione della ciclabile in tempo per partecipare a un bando di Regione Lombardia, che avrebbe potuto farci accedere a tre milioni di fondi in più. Un’altra opportunità persa, dal momento che questi soldi si sarebbero potuti investire non solo per la ciclabile ma anche per la manutenzione e la realizzazione di nuove infrastrutture».

«La nostra amministrazione – afferma invece in un comunicato il sindaco di Ranco Francesco Ceruttiè sempre stata parte attiva per sviluppare l’idea di una variante della ciclabile lungo il lago da Angera a Ranco. Abbiamo però detto in modo chiaro sin dall’inizio no ad un senso unico fra Angera e Ranco, o viceversa, perché per noi troppo penalizzante per la viabilità, i trasporti, gli accessi ai luoghi pubblici e privati».

«Con una serie di rilievi lungo il percorso – prosegue Cerutti -, insieme a tavole di progetto preliminare abbiamo dimostrato come può essere fattibile, anche se in qualche tratto non facile, costruire un percorso protetto mantenendo però il doppio senso di marcia. Abbiamo anche avanzato la proposta di passare a comunale la strada provinciale Sp4 Angera/Ranco/Uponne, già ramo secondario della Sp 69, così da avere più flessibilità nella ricalibrazione della sede stradale e nel posizionare eventuali sistemi di riduzione della velocità veicolare. Proposta accolta in linea di massima dalla Provincia che però per poter essere attivata ha bisogno anche del parere favorevole di Angera».

di aleguglielmi97@gmail.com
Pubblicato il 11 Marzo 2021
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  1. Avatar
    Scritto da Mauber

    Veramente un’occasione sprecata. Entrando nel merito del senso unico, lo ritengo certamente scomodo per i proprietari delle case su quella strada, ma forse è più razionale rispetto a cercare di infilare una corsia in più (per la ciclabile)in una strada che in alcuni tratti è già abbastanza stretta e pericolosa. Si rischierebbe di ottenere lo stesso risultato del marciapiede ciclabile in via Quassa a Ranco, che aldilà del poco utilizzo —>

  2. Avatar
    Scritto da Mauber

    Veramente un’occasione sprecata. Entrando nel merito del senso unico, lo ritengo certamente scomodo per i proprietari delle case su quella strada, ma forse è più razionale rispetto a cercare di infilare una corsia in più (per la ciclabile) in una strada che in alcuni tratti è già abbastanza stretta e pericolosa. Si rischierebbe di ottenere lo stesso risultato del marciapiede ciclabile in via Quassa a Ranco, che aldilà del poco utilizzo (spesso i ciclisti sono sulla sede stradale e non nella loro corsia dedicata), ci si trova ora con una carreggiata stradale ridotta anche per le auto. Non capisco quindi la fattibilità proposta dal primo cittadino di Ranco, a meno che, non si voglia procede ad espropri di proprietà private (scelta particolarmente in voga dalla giunta ranchese) per allargare la sede stradale.Forse, in tutto ciò, sarebbe prioritario per il bene dei paesi che le amministrazioni stiano più attente nel dare concessioni a costruire (vedi villa stile hollywoodiano vicino alla canottieri di Ranco che con lo stile lombardo tanto decantato ha poco in comune) e che si impegnino affinchè le opere già realizzate funzionino. Come ad esempio il pontile galleggiante di Ranco, rotto da anni e fuori norma… perché si, i turisti arrivano anche dal lago.

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