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Movida e politiche giovanili, Sesto2030 presenta un’interpellanza

Preoccupato per i recenti avvenimenti di cronaca, il gruppo di minoranza presenterà un’interpellanza al consiglio comunale di martedì 21

Sesto2030

Le ultime notizie di cronaca che hanno visto Sesto Calende al centro di diversi spiacevoli episodi con protagonisti alcuni giovani ragazzi, un ultimo proprio lo scorso weekend, non hanno lasciato indifferente il gruppo consigliare di minoranza Sesto2030, preoccupato non solo per i recenti avvenimenti  ma anche per la mancanza di iniziative dedicata ad una fascia di età importante come quella degli adolescenti. Come dichiarato da un comunicato stampa, il gruppo presenterà al consiglio comunale di martedì 21 un’interpellanza per chiedere all’amministrazione Buzzi spiegazioni  in merito ai progetti legati alle politiche giovanili.

«Sappiamo tutti che la gioventù è un periodo di ribellione durante il quale la sfida alle regole, rappresentata dagli adulti, è “la regola” – – scrive Sesto2030 – Certo poi ci sono regole e regole da violare, ma quello che ci preoccupa è la sensazione che troppi episodi stiano andando oltre il limite accettabile. Che si violino regole che comportano uno scarso rispetto di sé o degli altri».

«Lungi da noi proporre soluzioni semplicistiche (es. “avrebbero bisogno di qualche schiaffo in più” o “tutta colpa delle famiglie”) perché le famiglie spesso sono di fianco a noi, le vediamo tutti i giorni, riteniamo che invece sia utile fare qualche riflessione per trovare soluzioni ed estenderle a tutto il contesto del fenomeno. I dati e i report nazionali ci restituiscono una fotografia di un’Italia a forte rischio di povertà educativa che in questi mesi di lockdown si è ulteriormente aggravata: si dice che un minore è soggetto a povertà educativa quando il suo diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e talenti è privato o compromesso. Questo compito non spetta solo alle famiglie, come non spetta solo alla scuola (privata in questi anni anche di tante risorse economiche). È il compito anche di una comunità perché se viene meno un elemento, gli altri possano sostenerlo, garantendo ai giovani e ai nostri figli la realizzazione del proprio diritto a crescere in maniera completa».

Una problema, sottolinea il gruppo 2030, che nasce anche dalla mancanza di luoghi fisici dove i ragazzi possano incontrarsi, conoscersi e scambiare i propri talenti e le prorpie idee: «Il fatto è che in questo momento, sul nostro territorio, è evidente una difficoltà di tutti e tre i pilastri. In particolare, la nostra riflessione va a quali proposte, fuori da scuole e famiglie, il nostro territorio offre ai giovani: di fatto quasi nessuna. A parte l’oratorio e lo sport, non ci sono spazi per il ritrovo dei ragazzi che quindi si trovano nelle strade o nelle piazze per bere alcolici, ascoltare musica ad alto volume, consumare droghe o inventarsi qualche bravata. Non ci sono proposte di valore sulle quali riversare le loro (tante) energie: spazi dove suonare o dove creare un giornalino, dove impegnarsi socialmente o dove semplicemente giocare o studiare. Sono pochissimi i servizi e le associazioni che sono messe nella condizione di offrire servizi per i giovani. Proprio per questo, al prossimo consiglio comunale, presenteremo un’interpellanza per chiedere all’Amministrazione se ha intenzione di costruire progetti legati alle politiche giovanili.

«Non ci si può aspettare che i ragazzi lo facciano da soli: devono essere indirizzati e organizzati, oltre che “supervisionati” – conclude il gruppo -. Sono le istituzioni, e quindi l’Amministrazione, che devono lavorare per creare le condizioni migliori per incanalare queste necessità. Che i giovani non siano una priorità per questa Amministrazione è evidente da queste lacune, ma anche riguardando il documento di programma emerge che non ci sia alcuna volontà a fare qualcosa di più: le uniche attività previste sono i servizi scolastici e la “differenziazione delle offerte per il periodo estivo”. Il minimo sindacale.  Tutta la difficoltà di gestire questa situazione di disagio emerge nei provvedimenti presi che sono l’imposizione di ulteriori divieti, come le recenti ordinanze sulle chiusure notturne, e la negazione di spazi di aggregazione senza mettere in atto azioni che abbiano valore di prevenzione ed educazione. Ma questo non è un problema loro, pur essendo un problema di tutti».

Pubblicato il 16 Luglio 2020
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