Arte e benessere nei nuovi percorsi del Museo di Angera grazie a un contributo da 16mila euro
l Comune ha ottenuto un contributo da Regione Lombardia per avviare il progetto dedicato all'accessibilità e all'invecchiamento attivo. Tre diversi percorsi di cura culturale pensati per gli over 65 e per chi vive situazioni di stress o isolamento
Il Museo di Angera potenzia la sua offerta culturale e sociale grazie a un contributo di 16.874,40 euro assegnato da Regione Lombardia. Il finanziamento al Civico Museo Archeologico e Diffuso è destinato a sostenere il progetto denominato Il Museo prescritto: nuovi percorsi per l’accessibilità, il Ben-essere e l’invecchiamento attivo, un’iniziativa avviata a inizio anno per trasformare lo spazio cittadino in un luogo di partecipazione continuativa per le fasce più fragili della popolazione.

L’intervento è incentrato appunto sul concetto di prescrizione sociale e culturale, nota anche come Art on Prescription. Si tratta di un approccio metodologico che intende connettere le persone a iniziative ricreative e culturali capaci di favorire stili di vita sani. L’azione vede il coinvolgimento diretto di medici di medicina generale, servizi sociali e realtà del territorio, chiamati a segnalare e orientare verso le strutture comunali le persone over 65, i carer familiari, chi soffre di isolamento o chi necessita di stimolazione cognitiva.
La programmazione prevede tre specifici percorsi: il primo, riguardante incontri al Museo, parte dai reperti e dagli oggetti della vita quotidiana per stimolare ricordi e conversazioni. Il secondo si concentra su visite lente con tempi distesi adattati alle specifiche esigenze dei partecipanti. Il terzo modulo sviluppa invece camminate a bassa intensità, sul modello dei gruppi di cammino, tra i siti del territorio per coniugare patrimonio paesaggistico e narrazione locale. Le attività vedono la presenza di operatori qualificati e l’impiego di strumenti multisensoriali espressamente realizzati.
Accanto all’offerta rivolta al pubblico, una parte rilevante delle risorse è indirizzata alla formazione integrata di operatori museali, culturali, sociali e socio-sanitari. Questo percorso congiunto ha già visto un momento di confronto pubblico a maggio all’interno dell’evento «ART on PRESCRIPTION. Percorsi culturali a supporto del Ben-essere personale», articolato su quattro giornate di lavoro multidiscliplinare.
«Questo finanziamento premia la capacità del Comune di Angera e del suo Civico Museo Archeologico di costruire progetti innovativi e attenti ai bisogni reali della comunità – dichiara la sindaca Marcella Androni -. Anche nella mia esperienza di medico ho potuto constatare quanto la qualità della vita dipenda non soltanto dalle cure, ma anche dalle relazioni, dalla partecipazione e dalla possibilità di mantenersi attivi. Senza sostituirsi ai percorsi sanitari tradizionali, le esperienze culturali possono affiancarli, offrendo occasioni di incontro, stimolazione e benessere e contribuendo a contrastare l’isolamento, in particolare nelle persone più fragili».
Le ricadute positive del progetto sul tessuto sociale cittadino vengono evidenziate anche dall’amministrazione comunale e dai responsabili della struttura.
«Il patrimonio archeologico, storico e paesaggistico di Angera si presta in modo particolare a esperienze capaci di mettere insieme conoscenza, benessere e relazione» sottolinea l’assessore alla Cultura e al Turismo Cristian Marzetta. «Il Museo si conferma sempre più come uno spazio accogliente, aperto a pubblici diversi e attento alle esigenze delle persone: non soltanto un luogo nel quale conservare e raccontare il passato, ma un presidio culturale di prossimità, nel quale incontrarsi, condividere esperienze e costruire nuove relazioni. Lo stiamo già vedendo nella collaborazione con il Centro Ricreativo “Mons. Adamo Grossi” di Angera: la frequentazione del Museo sta creando nuove occasioni di incontro e partecipazione, rafforzando il legame tra le persone, il patrimonio e la comunità».
«Il Civico Museo Archeologico di Angera è già un luogo vivo, accogliente e profondamente legato alla sua comunità – conclude Anna Bernardoni, responsabile dei Servizi educativi del Museo e responsabile del progetto -. Questo progetto nasce dalla volontà di rafforzarne ulteriormente il ruolo come spazio quotidiano di incontro, nel quale la relazione con il patrimonio possa accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita, favorendo partecipazione, benessere e costruzione di nuovi legami. Vorremmo che la cultura e la frequentazione del museo non fossero percepite come esperienze occasionali, ma diventassero parte della vita quotidiana delle persone, contribuendo a stili di vita attivi e a una comunità più coesa. Per tradurre questa visione in percorsi solidi e realmente accessibili, il progetto investe in modo significativo nella formazione degli operatori: un’opportunità preziosa per mettere in dialogo competenze museali, educative, sociali e socio-sanitarie e migliorare la progettazione e la conduzione delle attività».









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